Archivi categoria: Religioni

Riflessioni sul rapporto tra la Torah e le varie religioni.

Il Messia – Lezione 7: La vera differenza tra Ebraismo e Cristianesimo

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Quando Ciro di Persia concesse agli Ebrei esiliati a Babilonia di fare ritorno nella loro terra e ricostruire il Tempio, la Redenzione e la venuta del Messia sembrarono imminenti. Tra le grandiose promesse dei profeti e l’asprezza della realtà concreta si levò la voce di Zaccaria (Zechariah), che tornò a parlare del “germoglio di David” e dell’era messianica.

Leggendo le profezie scritte all’epoca del ritorno da Babilonia riusciremo a comprendere la vera differenza tra l’Ebraismo e il Cristianesimo in merito all’idea del Messia.
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“Mi hanno forato le mani e i piedi”: Di chi parla il Salmo 22?

Salmo22

Tempo fa ci è giunta la seguente domanda da parte di un utente anonimo:

Nel Salmo 22:16-19 Davide dice: “Mi hanno forato le mani ed i piedi. […] Spartiscono fra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia tunica”.
Ma questa non è una profezia su Gesù? Gesù fu messo in croce e tirarono a sorte la sua tunica. Ma di chi sta parlando Davide? Tutto questo Salmo mi ricorda solo Gesù. Davide ha profetizzato la crocifissione di Gesù.

In effetti, come afferma il nostro lettore, la frase “mi hanno forato le mani e i piedi” potrebbe richiamare proprio la crocifissione o una simile tipologia di tortura. Non sorprende allora che questo verso sia interpretato dai Cristiani come un riferimento alla pena subita da Gesù secondo i Vangeli. In tutto ciò, esiste tuttavia un problema di fondo: la frase “mi hanno forato le mani e i piedi” non compare affatto in questo Salmo.

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Il Messia – Lezione 6: Il germoglio di David

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Dal momento che Ezechia non ha meritato l’adempimento completo delle profezie messianiche nella sua epoca, ciò significa forse che le promesse di Redenzione sono state annullate? Sembra proprio di no, considerando che i profeti continuano ad annunciare l’era messianica anche molti secoli dopo.

Leggendo alcuni brani di Geremia ed Ezechiele, comprenderemo le caratteristiche del Messia rivelate dalla Bibbia ebraica e risponderemo alla domanda “è possibile che l’era messianica giunga senza alcun re umano?”.
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Il Messia – Lezione 5: “Il Messia che non fu”

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Abbiamo ormai compreso che i profeti Isaia e Michea associano la venuta del Messia alla vittoria sull’impero assiro. Tuttavia, è innegabile che le promesse di pace universale non si siano mai realmente adempiute al tempo di questa grande vittoria. Può il Messia fallire nella sua missione, lasciare la sua opera incompleta e compromettere la realizzazione del piano divino? Un brano del Talmud (Sanhedrin 94a) risponde a questi interrogativi partendo da un dettaglio sorprendente in un verso di Isaia. Continua a leggere

“Un bambino è nato per noi”: il vero “natale” nel libro di Isaia

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In questi giorni in cui in gran parte del mondo si celebrano le festività natalizie, nelle chiese saranno letti, come ogni anno, i versi di Isaia 9:1-6 che parlano della nascita di un bambino e di una grande luce che risplende nell’oscurità annunciando la salvezza divina. Questa profezia di consolazione, che il pensiero cristiano ha interpretato come una predizione della nascita di Gesù di Nazareth, conserva però un suo significato originario e autentico che è legato a un avvenimento storico ben diverso. Riscopriamo allora il messaggio che il profeta Isaia intendeva realmente trasmettere ai suoi contemporanei attraverso un commento di questi celebri versi.

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Il Messia – Lezione 4: “E tu Betlemme”

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Per scoprire l’identità del Messia, forse non bisogna andare molto lontano. Non è necessario attraversare lunghi secoli o guardare verso un futuro distante. Isaia e Michea sembrano indicarci la Redenzione messianica come un evento molto vicino, pronto a manifestarsi nella stessa epoca in cui essi profetizzavano. È davvero possibile che il Messia sia già arrivato?
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Hanukkah: che cosa si commemora realmente?

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“Che cos’è Hanukkah? I Saggi hanno detto: Dal giorno venticinque del mese di Kislev, vi sono otto giorni di Hanukkah. Non è permesso fare lutto o digiunare in essi. Poiché quando i Greci entrarono nel Santuario, essi profanarono tutti gli oli sacri; e quando il regno degli Asmonei [i Maccabei] sorse e li sconfisse, essi trovarono una sola ampolla d’olio con il sigillo del Sommo Sacerdote. E c’era in essa olio sufficiente per un solo giorno. Ma avvenne un miracolo ed essi accesero [i lumi del candelabro] con esso per otto giorni. L’anno seguente i Saggi istituirono quei giorni e li resero una festa per la lode e per il ringraziamento” (Talmud Bavlì, Shabbat 21b).

In questo brano del Talmud, l’origine della festa di Hanukkah (o Chanukkah) viene ricondotta principalmente (se non esclusivamente) a un prodigio avvenuto nel Santuario durante la riconsacrazione ad opera dei Maccabei dopo la vittoria sui Greco-siriani. L’idea che questa festività sia nata come celebrazione del “miracolo dell’olio” presenta però alcune difficoltà e non appare coerente con quanto riportato in altre fonti. Qual è dunque il vero significato della festa di Hanukkah? Continua a leggere