Per quale motivo Isacco aveva una sola benedizione da impartire ai suoi figli? Non poteva forse benedirli entrambi con parole ugualmente positive, invocando una sorte favorevole sia per Esaù che per Giacobbe?
Per quale motivo Isacco aveva una sola benedizione da impartire ai suoi figli? Non poteva forse benedirli entrambi con parole ugualmente positive, invocando una sorte favorevole sia per Esaù che per Giacobbe?
Un viaggiatore incontra la sua futura sposa presso un pozzo, in terra straniera; una bella donna viene rapita da un sovrano lussurioso; una moglie sterile riceve da Dio la benedizione di una gravidanza: questi sono solo gli esempi più famosi di ciò che il grande critico letterario Robert Alter ha definito “scene-tipo” della Bibbia.
“Le azioni dei padri sono un segno di ciò che avverrà ai loro figli”. Questo principio, noto da sempre alla tradizione rabbinica, è la chiave per comprendere a pieno i vari racconti che la Torah narra sulle vicende dei patriarchi del popolo ebraico. Le imprese dei padri, nella prospettiva biblica, non sono soltanto una fonte di esempi ed insegnamenti per i loro discendenti, ma anche vere e proprie prefigurazioni degli avvenimenti della futura storia ebraica.
In questo articolo, basato su un commento alla Parashah di Chayei Sarah di Rabbi Jonathan Sacks, vengono presentate alcune riflessioni sulla storia dei figli di
“Il caso e le nostre azioni”, commento di Jonathan Pacifici: http://www.archivio-torah.it/jonathan/0560.pdf Video – Commento di Rav Scialom Bahbout: http://www.youtube.com/watch?v=i4A0w-P3l4E Video – Commento di Rav Riccardo
Dopo questi fatti Dio mise alla prova Avraham e gli disse: “Avraham!” Egli disse: “Eccomi”. Dio gli disse: “Prendi ora tuo figlio, il tuo unico, quello