Archivio dell'autore: Sguardo a Sion

“La tua voce ho udito – Viaggio nel Libro della Genesi”: finalmente disponibile!

Con grande emozione annunciamo oggi l’uscita ufficiale del nostro libro La tua voce ho udito, acquistabile su Amazon sia in formato cartaceo che elettronico.
Dopo un lungo e impegnativo lavoro di scrittura e revisione, animato costantemente dal nostro amore sconfinato per lo studio della Bibbia ebraica, è arrivato il momento che il volume raggiunga i lettori che per molto tempo l’hanno atteso, e tutti coloro che vorranno affidarsi alla guida di Sguardo a Sion per partire alla scoperta del mondo della Genesi.

Dalla Prefazione:

“Spiegare la Bibbia ebraica raccontandola, accompagnare il lettore in un lungo percorso e aiutarlo a porsi le domande giuste ancor più che a trovare delle risposte: ecco l’intento da cui nascono queste pagine. […]
Per sfuggire al relativismo che deriva dall’esistenza di tanti approcci esegetici, è necessario ripartire dal fascino originario e incontaminato delle parole; mettere da parte tutto ciò che crediamo di conoscere per poter guardare a storie già note con occhi nuovi. […] Questo e l’appello che lo spazio virtuale di Sguardo a Sion ha lanciato fin dalla sua nascita, ed è la sfida ambiziosa proposta dal presente volume”.

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Maggiori informazioni sul libro

La Bibbia proibisce di uccidere?

Sulla pagina Facebook di Sguardo a Sion, in riferimento a un nostro commento sul brano dei Dieci Comandamenti, un utente ha affermato che la comune traduzione “Non uccidere” (da noi adottata) non rifletta il significato reale del sesto comandamento, e ha esposto la sua argomentazione in questi termini:

[…] Il sesto comandamento non dice “non assassinare”? infatti a me sembra che HaScem comandi molte volte di uccidere e Lui stesso, partendo da Noah e passando per Sodoma o l’Egitto per poi proseguire, uccide gli empi. […] Impossibile poi non pensare all’episodio in cui re David, disperato per il rapimento della famiglia, ode le parole di HaScem che gli ordina di smetterla di piangere e di rincorrere i rapitori e di riprendersi mogli e figli. O che dire dei Giudici d’Israele, uomini e donne a cui l’Eterno conferì lo Spirito in modo eccezionale per uccidere i nemici d’Israele? continuare a tradurre malamente il comandamento per mostrar un dio più in linea con il pensiero occidentale (e possiamo azzardare “più cristiano”) da alito alla bocca di bugiardi che trovano “contrapposizioni” nella Scrittura. […] (potete leggere l’intero commento tramite questo link).

Cosa possiamo dire dunque a questo proposito? La traduzione “Non uccidere” andrebbe davvero emendata per diventare “Non assassinare”? Continua a leggere

Mishpatim: La logica della Legge

E questi sono gli statuti che tu porrai dinanzi a loro (Esodo 21:1).

La Parashah di Mishpatìm, la porzione del Libro dell’Esodo subito successiva al racconto della Rivelazione dei Dieci Comandamenti sul Monte Sinai, presenta una serie di leggi civili, sociali e religiose che rappresentano il primo nucleo dell’ordinamento giuridico che il popolo d’Israele è chiamato ad adottare come conseguenza dell’accettazione del Patto divino.
Ad alcune di queste leggi, come le norme sulla schiavitù e il tanto discusso “occhio per occhio, dente per dente“, abbiamo già dedicato degli articoli in passato. Questa volta vogliamo invece concentrarci sulle leggi relative al risarcimento dei danni inflitti alle persone e ai beni materiali. Continua a leggere

In arrivo il nostro libro “La tua voce ho udito – Viaggio nel Libro della Genesi”

Ciò che lo scorso marzo era solo un progetto ambizioso dai contorni ancora piuttosto vaghi, oggi può assumere i tratti dell’ufficialità: la scrittura del primo libro di Sguardo a Sion è stata completata.  Al momento è in corso un’accurata fase di revisione al termine della quale il testo sarà pubblicato sia in edizione cartacea che ebook.

Il libro sarà intitolato La tua voce ho udito, come la frase pronunciata dall’uomo nel giardino dell’Eden dopo la presa di coscienza della propria vulnerabilità (Genesi 3:10). Il sottotitolo Viaggio nel Libro della Genesi esprime l’essenza e l’intento che animano il nostro progetto: non intendiamo infatti commentare la Genesi dal punto di vista critico e accademico, bensì raccontarla, portare il lettore alla ricerca del suo significato originario e alla scoperta del fascino delle parole della Torah. Più che un commentario, ciò che vogliamo proporre è dunque un vero e proprio viaggio che partirà dal cosmo caotico e oscuro del principio, passerà attraverso i misteri dell’Eden, le acque del Diluvio e le vaste pianure della Mesopotamia, per giungere fino alla tenda di Abramo.

Il libro si occuperà quindi dei primi undici capitoli della Genesi, chiamati da alcuni “capitoli universali” in quanto raccontano la storia del mondo e dell’intera umanità prima che l’ottica del narratore biblico si concentri specificamente sulle vicende del popolo ebraico. Analizzeremo ogni singolo versetto, senza farci sfuggire alcuna frase, inoltrandoci anche nei dettagli più enigmatici. A differenza di molti commentari e studi biblici, anche autorevoli e di grande valore, il nostro testo ha la particolarità di concentrarsi soltanto sul p’shat, il senso autentico e contestuale delle Scritture, senza indulgere in riflessioni mistiche e teologiche lontane dal significato originario della Bibbia.

Pur non potendo ancora stabilire una data di uscita, possiamo prevedere che, salvo imprevisti tecnici, il libro sarà pubblicato nei prossimi mesi, di certo entro la primavera. Nel frattempo vi riproponiamo un estratto del terzo capitolo, disponibile gratuitamente in anteprima, ora in versione aggiornata.

Scarica l’anteprima in formato pdf da questo link.

Aggiornamento: il libro è stato pubblicato ed è ora disponibile su Amazon.

Scintille di Torah: Genesi

Scintille di Torah” è la raccolta di brevi commenti alla parashàh (porzione settimanale di Torah/Pentateuco secondo il ciclo di lettura annuale ebraico) che pubblichiamo ogni settimana sulla nostra pagina Facebook.
Di seguito troverete tutti i commenti al libro della Genesi pubblicati nel 2017.

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BERESHIT

“E Dio disse: «Facciamo un uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e abbia il dominio sui pesci del mare e sui volatili del cielo e sul bestiame e su tutta la terra, e su ogni essere che striscia sulla terra»” (Genesi 1:26).

L’uomo è un padrone, un creatore in miniatura. È un essere che parla, dà nomi, stabilisce confini, approva e benedice: tutto ciò che fa anche Elohìm (Dio).
Ma c’è molto di più. In quella culla della civiltà che fu il Vicino Oriente antico, da cui emerse anche il libro oggi noto come “Bibbia”, a essere chiamati “immagine di Dio” erano esclusivamente i sovrani. «O re, signore del mondo abitato, tu sei l’immagine di Marduk» dicevano i Babilonesi salutando il monarca. E in Egitto, lo stesso onore spettò al faraone Tutankhamun, il cui nome significa “immagine vivente del dio Amun” .
Con grandiosa audacia, la Torah conferisce un titolo regale all’intero genere umano, senza distinzioni, riconoscendo a ogni individuo una dignità eccelsa. Siamo davanti a un vero, autentico, straordinario manifesto rivoluzionario, la cui portata è sfuggita e continua a sfuggire a tanti lettori, pur conservando ancora la sua carica agli occhi di coloro che riescono a coglierla.

Tratto dal nostro libro “La tua voce ho udito – Viaggio nel Libro della Genesi”, attualmente in fase di scrittura.


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Satana secondo la Bibbia ebraica – Parte 2

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Nel precedente articolo abbiamo chiarito il significato del vocabolo satàn nella Bibbia ebraica e presentato alcune riflessioni sul personaggio dell’accusatore nel libro di Giobbe. Proseguiamo quindi il nostro studio sulla figura di Satana nel Tanakh occupandoci del terzo capitolo del libro di Zaccaria, in cui il termine HaSatàn (l’avversario) è nuovamente utilizzato per indicare una figura arcana che la tradizione cristiana ha identificato con il demonio. Citeremo poi altri brani in cui la parola satàn non compare, ma che sono stati comunque interpretati come riferimenti alla creatura spirituale nota come Lucifero o Satana. Continua a leggere

Satana secondo la Bibbia ebraica – Parte 1

Alcuni nostri lettori ci hanno chiesto di pubblicare uno studio in merito alla figura di Satana, di cui fino ad ora non ci eravamo mai occupati. Coerentemente con gli scopi e gli interessi di questo sito, tratteremo l’argomento in due articoli separati, cercando di restringere il più possibile il nostro campo d’indagine alla Bibbia ebraica (Tanakh), per scoprire se (ed eventualmente in quale misura) le credenze tradizionali legate al personaggio del demonio trovino riscontro tra le pagine delle Scritture dell’Ebraismo.

Il significato del termine “Satana” nella Torah

Il nome “Satana” è la forma italianizzata della parola ebraica satàn (שָּׂטָן), che significa “oppositore”, “avversario” o anche “ostacolo”. Coloro che hanno familiarità con il concetto cristiano del diavolo potrebbero sorprendersi notando che il primo a essere chiamato satàn nella Bibbia è, curiosamente, un angelo. Non un “angelo caduto”, come qualcuno potrebbe pensare, bensì un vero e proprio emissario inviato da Dio:

E Bilàm si alzò al mattino, sellò la sua asina e andò con i principi di Moav. Ma l’ira di Dio si accese perché egli era andato, e l’angelo del Signore si pose sulla strada come un oppositore (satàn) per lui (Numeri 22:21-22).

Il termine satàn è impiegato qui nel senso di “ostacolo”: l’angelo di Dio appare sulla via percorsa dal profeta pagano Bilam per impedirgli di continuare serenamente il proprio viaggio. Continua a leggere