Archivio dell'autore: Sguardo a Sion

Due racconti che si intrecciano? – 1 Samuele 10

Contraddizioni nel Libro di Samuele

E Shmuel prese l’ampolla dell’olio e gliela versò sulla testa, e lo baciò dicendo: «Ecco, HaShem ti ha unto come capo sopra Israele, suo popolo. Tu avrai potere sul popolo di HaShem e lo libererai dalle mani dei nemici che gli stanno intorno» (1 Samuele 10:1). 

Per quale motivo fu istituita la monarchia in Israele? In precedenza, abbiamo letto di come questa svolta era stata richiesta a gran voce dal popolo, contro il volere del profeta Shmuel, a causa del desiderio di emulare le nazioni vicine, rigettando così la sovranità di Dio (1 Sam. 8).

Eppure, in questo brano (che costituisce il continuo del racconto dell’arrivo di Shaul a Ramah), il testo ci presenta un’idea diversa: Dio, nella sua compassione, ha deciso di stabilire un re sugli Israeliti per liberarli dai nemici.

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L’alba della monarchia in Israele – 1 Samuele 8-9

Il popolo chiede un re

E tutti gli anziani d’Israele si radunarono, vennero da Shmuel a Ramah e gli dissero: «Ecco, tu sei vecchio e i tuoi figli non camminano nelle tue vie. Ora poni su di noi un re che ci giudichi come tutte le nazioni» (1 Samuele 8:4-5). 

La volta scorsa abbiamo letto di come Shmuel era riuscito a condurre Israele al trionfo e a ristabilire la giustizia. Da questi eventi è però già trascorso molto tempo, il profeta è invecchiato e, proprio come il suo predecessore Eli, ha commesso l’errore di affidare il potere ai suoi figli avidi e corrotti. Il popolo chiede a gran voce un cambiamento, una nuova forma di governo: la monarchia.

Shmuel, mortificato da tale richiesta, si rivolge a Dio, che gli risponde: “Ascolta la voce del popolo in tutto ciò che ti dice, poiché essi non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni su di loro” (8:7).

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La rivoluzione del ravvedimento – 1 Samuele 6-7

Dalla gioia al cordoglio

[Gli abitanti di] Bet-Shemesh stavano mietendo il grano nella valle. Ed essi alzarono gli occhi e videro l’Arca e gioirono nel vederla (1 Samuele 6:13). 

L’inaspettato ritorno dell’Arca in Israele genera grande gioia negli abitanti di Bet-Shemesh, città al confine con la terra dei Filistei. Il quadro lieto di felicità ed esultanza viene però ben presto stravolto:

E [Dio] colpì gli uomini di Bet-Shemesh, perché avevano guardato nell’Arca di HaShem; colpì nel popolo settanta uomini, cinquantamila uomini. E il popolo fece cordoglio, perché HaShem aveva colpito il popolo con una grande calamità (1 Sam. 6:19).

Come dobbiamo interpretare questo tragico accaduto?

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L’Arca di Dio tra riverenza e idolatria – 1 Samuele 4-6

L’umiliazione di Israele

I Filistei si schierarono contro Israele: divampò la guerra e Israele fu sconfitto dinanzi ai Filistei, che uccisero sul campo circa quattromila uomini (1 Sam. 4:2). 

Dopo aver subito una grave disfatta per mano dei Filistei, i capi d’Israele si riuniscono e decidono di dare una svolta alla guerra cercando di portare Dio dalla loro parte:

Quando il popolo fu rientrato nell’accampamento, gli anziani d’Israele si chiesero: «Perché HaShem ci ha percossi oggi dinanzi ai Filistei? Andiamo a prenderci l’Arca del Patto di HaShem a Shiloh, perché venga in mezzo a noi e ci salvi dalle mani dei nostri nemici. […] C’erano con l’Arca del Patto di Dio i due figli di Eli, Chofni e Pinchas. Non appena l’Arca del Patto di HaShem giunse all’accampamento, tutto Israele gridò con grande clamore e la terra fu sconvolta (4:3-5) .

A un lettore distratto, questi versi potrebbero apparire come la descrizione trionfante di una nazione che si unisce in nome della sua fede e affronta la battaglia con grande devozione. Le cose, però, non stanno così.

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Le origini di un grande profeta – 1 Samuele 1-3

Inauguriamo oggi la nostra raccolta di commenti al Libro di Samuele. Nel corso dei prossimi mesi analizzeremo il testo in tutti i suoi capitoli, concentrandoci nel dettaglio su alcuni versi o riflettendo in modo più ampio su temi e i personaggi.

A guidarci nell’interpretazione saranno in particolare i commenti di Rav Amnon Bazak, autore del libro Shmuel alef – Melekh BeIsrael, le osservazioni dello studioso e traduttore biblico Robert Alter e le lezioni di Marjorie Salem all’interno del progetto online Tanach Study.

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Scintille di Torah II: Deuteronomio

בְּרֵאשִׁית

Scintille di Torah” è la raccolta di brevi commenti alla parashàh (porzione settimanale di Torah/Pentateuco secondo il ciclo di lettura annuale ebraico) che pubblichiamo ogni settimana sulla nostra pagina Facebook.

Di seguito troverete tutti i commenti al Libro del Deuteronomio pubblicati nel 2019.

DEVARIM

“Al di là del Giordano, nel paese di Moav, Moshè cominciò a spiegare questa Torah” (Deuteronomio 1:5).

Con la parola “Torah” (che alla lettera significa “insegnamento”), siamo abituati a designare in particolare i primi cinque libri della Bibbia, il cosiddetto “Pentateuco”. Ma c’è chi usa il termine in maniera anche più ampia, applicandolo all’intera Bibbia ebraica o alla dottrina dell’Ebraismo nel suo complesso.

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Rosh HaShanah: il capodanno nel settimo mese

Come descrivereste la festa solenne di Rosh HaShanàh? Chiunque risponderebbe dicendo che si tratta del capodanno ebraico, celebrato con il suono dello shofar (corno di montone), le preghiere incentrate sulla regalità divina, ma anche con i pasti festivi che esprimono l’auspicio di trascorrere un anno pieno di dolcezza. Inoltre, è essenziale ricordare che questa festa è considerata il “Giorno del Giudizio” – cioè il giorno dell’anno in cui Dio esamina la condotta di ogni creatura –, e che essa segna l’inizio di un periodo di intenso pentimento in cui è obbligatorio sforzarsi di rimediare ai propri errori.

Ma com’è descritta questa festa nella Torah? In tutt’altro modo, secondo quanto sembrerebbe dai pochi versi che ne parlano.

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