Archivi categoria: Noachismo

I diritti delle minoranze nella Torah

Articolo di Rabbi Jonathan Sacks dal titolo “Minority Rights”, da noi tradotto in italiano.

Uno degli aspetti più significativi della Torah è l’enfasi che essa pone sull’amore e sulla protezione rivolti al gher, lo straniero:

Non opprimere lo straniero; voi conoscete l’animo dello straniero, poiché siete stati stranieri in terra d’Egitto (Esodo 23:9).

Poiché il Signore, il vostro Dio, è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e tremendo, che non ha riguardi personali e non accetta regali, che fa giustizia all’orfano e alla vedova, che ama lo straniero e gli dà pane e vestito. Amate dunque lo straniero, poiché anche voi siete stati stranieri nel paese d’Egitto (Deut. 10:17-19).

I Saggi d’Israele sono giunti ad affermare addirittura che la Torah ci comanda in una sola occasione di amare il nostro vicino, ma ben trentasei volte di amare lo straniero (Baba Metsia 59b). Continua a leggere

I precetti noachidi in un unico versetto?

Nello studio intitolato “I precetti noachidi nella Bibbia” abbiamo già mostrato come il concetto delle sette leggi universali, benché elaborato e codificato in epoca rabbinica, abbia le sue basi nella Bibbia e sia del tutto conforme a quanto affermato nella Torah.

Ciò che invece abbiamo tralasciato è il fatto che nel Talmud (Sanhedrin 56b) e nel Midrash (Bereshit Rabbah 16, 6) gli antichi Maestri facciano derivare, in modo alquanto curioso, tutti i sette precetti noachidi da un unico verso biblico, cioè da Genesi 2:16, che contiene il comando rivolto da Dio all’uomo nel Giardino dell’Eden. Continua a leggere

Introduzione al Noachismo

Riportiamo di seguito una breve introduzione ai concetti di Noachismo e universalesimo ebraico, scritta dal rabbino Elio Toaff.

L’uomo creato da Dio a Sua immagine e somiglianza, alla prova dei fatti non si dimostrò degno della fiducia che Dio aveva riposto in lui e quindi non meritava di continuare a vivere. Il diluvio universale fu il castigo che colpì un’umanità perversa e sanguinaria, e solo Noè con la sua famiglia venne risparmiato perché, dice il testo della Genesi: “Noè era un uomo giusto per i tempi che correvano”. E a lui il Signore si rivela per la prima volta dopo la rivelazione ad Adamo nel giardino dell’Eden, per fare un patto: non manderà più un diluvio sterminatore per punire gli uomini anche se malvagi e l’arcobaleno nel cielo ricorderà questo suo impegno. Continua a leggere

I Dieci Comandamenti riguardano solo gli Ebrei?

Domanda: È vero che i Dieci Comandamenti non riguardano i non-Ebrei? L’obbligo di rispettare i genitori, o la proibizione dell’adulterio, non dovrebbero forse essere rispettati da tutto il genere umano? Oppure questi comandamenti sono validi solo per gli Ebrei?

Risposta di Rabbi Oury Cherki: I Dieci Comandamenti furono dati specificamente agli Ebrei, come si comprende dal primo comandamento: “Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù”.
Inoltre, secondo la versione dei Dieci Comandamenti riportata nel Deuteronomio, il motivo dell’obbligo di rispettare il riposo dello Shabbat è il seguente: “Ricorderai di essere stato schiavo nel paese d’Egitto”. Anche il precetto di onorare i genitori è legato al popolo d’Israele: “Onorerai tuo padre e tua madre, affinché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, il tuo Dio, ti ha dato”.

Tuttavia, i Dieci Comandamenti corrispondono nella loro essenza ai doveri morali e naturali contenuti nelle Leggi Noachidi, che erano già valide prima della Rivelazione sul Monte Sinai. Un non-Ebreo è perciò obbligato a rispettare i genitori e a non commettere adulterio, perché la fonte primaria di questi precetti è più antica del testo specifico dei Dieci Comandamenti.

Tratto dalla rubrica “Ask The Rabbi” del sito Noahide World Center

Le Leggi bibliche del Gher toshav

Il Gher toshav (“residente straniero”) è colui che viene ad abitare in Terra d’Israele pur non entrando a far parte del popolo ebraico. La Torah distingue il forestiero residente dal Nochrì, termine che designa invece qualsiasi straniero che vive tra le altre nazioni.
Se un Gher toshav decide di unirsi al popolo ebraico attraverso la circoncisione, compiendo ciò che nel linguaggio odierno si chiama “conversione all’Ebraismo”, secondo la Torah egli diviene indistinguibile da colui che è nativo del paese (ezrach, in ebraico), cioè il cittadino israelita (vedi Esodo 12:48).

Quali sono gli obblighi che un residente straniero deve osservare per poter vivere in Terra d’Israele? Continua a leggere

La Torah e i popoli del mondo

Un’introduzione al concetto di universalismo ebraico

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Dio regna sui popoli, Dio siede sul suo trono santo. I capi dei popoli si riuniscono insieme al popolo del Dio di Abramo (Salmi 47:7-9).

Qual è il ruolo dei popoli del mondo secondo la Bibbia ebraica? Che posto occupano tutti coloro che non sono Ebrei all’interno della Torah?
A questi interessanti interrogativi, che sorgono constatando l’indiscussa centralità di Israele all’interno della Bibbia ebraica, sono state date spesso risposte poco accurate, frutto di un’interpretazione riduttiva e fuorviante delle Scritture.

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I precetti noachidi nella Bibbia

Una delle principali obiezioni rivolte contro la Legge noachide sostiene che i sette precetti non si trovino nella Bibbia, ma soltanto nel Talmud, poiché essi non sarebbero altro che una invenzione dei rabbini partorita in epoca tarda.

In realtà, benché in effetti la lista completa dei sette precetti sia riportata solo in alcune fonti della tradizione ebraica (vedi Talmud Sanhedrin 56, Tosefta Avodah Zarah 8:4, Midrash Bereshit Rabbah 16:6), il concetto della Legge noachide poggia su solide basi bibliche ed è perfettamente coerente con l’insegnamento della Torah. Continua a leggere