In Isaia 53 si allude a una figura specifica, un personaggio reale la cui storia travagliata riecheggia nel brano. Di chi si tratta?
In Isaia 53 si allude a una figura specifica, un personaggio reale la cui storia travagliata riecheggia nel brano. Di chi si tratta?
A cosa si potrebbe paragonare la rivelazione di Dio sul Monte Sinai narrata nell’Esodo? La risposta che la Bibbia stessa fornisce è sorprendente.
Mentre si riaccende l’interesse di molti per l’Odissea, potrebbe essere utile riflettere su analogie e differenze tra il poema greco e il Tanàkh, la Bibbia ebraica.
Uno dei comandamenti dalla formulazione più curiosa è quello che recita “Non cuocerai il capretto nel latte di sua madre”. Ma cosa significa?
Ai piedi del Monte Sinai, gli Israeliti accettano il Patto con Dio pronunciando la famosa frase Na’asèh veNishmà’, “Faremo e ascolteremo”.
In questo episodio affronteremo temi complessi e delicati come il sesso prematrimoniale, la tutela dei deboli nella società e i doveri sacri dei giudici.