Il Messia – Lezione 6: Il germoglio di David

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Dal momento che Ezechia non ha meritato l’adempimento completo delle profezie messianiche nella sua epoca, ciò significa forse che le promesse di Redenzione sono state annullate? Sembra proprio di no, considerando che i profeti continuano ad annunciare l’era messianica anche molti secoli dopo.

Leggendo alcuni brani di Geremia ed Ezechiele, comprenderemo le caratteristiche del Messia rivelate dalla Bibbia ebraica e risponderemo alla domanda “è possibile che l’era messianica giunga senza alcun re umano?”.
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Le mani di Mosè e la guerra contro Amalek

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E Moshè costruì un altare e lo chiamò «HaShem è la mia bandiera».  E disse: «Poiché una mano è sul trono di Yah: [ci sarà] guerra per HaShem contro Amalek di generazione in generazione» (Esodo 17:15-16).

La severità con cui il testo biblico si scaglia contro la nazione di Amalek non ha pari all’interno della Torah. Né gli Egizi, né i Cananei o i Moabiti sono infatti condannati in modo tanto drastico e solenne, nonostante la loro corruzione morale e le violenze da loro compiute contro Israele. Solo in riferimento ad Amalek è scritto che Dio ha giurato sul suo trono di combattere questo popolo per tutte le generazioni. Quale grande crimine hanno commesso gli Amalekiti per essere considerati i nemici di Dio per eccellenza? Continua a leggere

Il Messia – Lezione 5: “Il Messia che non fu”

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Abbiamo ormai compreso che i profeti Isaia e Michea associano la venuta del Messia alla vittoria sull’impero assiro. Tuttavia, è innegabile che le promesse di pace universale non si siano mai realmente adempiute al tempo di questa grande vittoria. Può il Messia fallire nella sua missione, lasciare la sua opera incompleta e compromettere la realizzazione del piano divino? Un brano del Talmud (Sanhedrin 94a) risponde a questi interrogativi partendo da un dettaglio sorprendente in un verso di Isaia. Continua a leggere

Scintille di Torah II: Genesi

בְּרֵאשִׁית

Scintille di Torah” è la raccolta di brevi commenti alla parashàh (porzione settimanale di Torah/Pentateuco secondo il ciclo di lettura annuale ebraico) che pubblichiamo ogni settimana sulla nostra pagina Facebook.
Di seguito troverete tutti i commenti al Libro della Genesi pubblicati nel 2018.

BERESHIT

“In principio Dio creò il cielo e la terra” (Genesi 1:1).

Il credente che oggi si approccia allo studio della Genesi si ritrova immediatamente a fare i conti con il divario che esiste tra il racconto biblico della Creazione e le moderne teorie scientifiche.
A questo innegabile divario, alcuni reagiscono gettando discredito sulla scienza, negando le conoscenze odierne sull’età dell’universo e sulla geologia. “Gli scienziati hanno torto e la Bibbia ha ragione”, sostengono con fierezza. Continua a leggere

“Un bambino è nato per noi”: il vero “natale” nel libro di Isaia

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In questi giorni in cui in gran parte del mondo si celebrano le festività natalizie, nelle chiese saranno letti, come ogni anno, i versi di Isaia 9:1-6 che parlano della nascita di un bambino e di una grande luce che risplende nell’oscurità annunciando la salvezza divina. Questa profezia di consolazione, che il pensiero cristiano ha interpretato come una predizione della nascita di Gesù di Nazareth, conserva però un suo significato originario e autentico che è legato a un avvenimento storico ben diverso. Riscopriamo allora il messaggio che il profeta Isaia intendeva realmente trasmettere ai suoi contemporanei attraverso un commento di questi celebri versi. Continua a leggere

Il Messia – Lezione 4: “E tu Betlemme”

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Per scoprire l’identità del Messia, forse non bisogna andare molto lontano. Non è necessario attraversare lunghi secoli o guardare verso un futuro distante. Isaia e Michea sembrano indicarci la Redenzione messianica come un evento molto vicino, pronto a manifestarsi nella stessa epoca in cui essi profetizzavano. È davvero possibile che il Messia sia già arrivato?
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Hanukkah: che cosa si commemora realmente?

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“Che cos’è Hanukkah? I Saggi hanno detto: Dal giorno venticinque del mese di Kislev, vi sono otto giorni di Hanukkah. Non è permesso fare lutto o digiunare in essi. Poiché quando i Greci entrarono nel Santuario, essi profanarono tutti gli oli sacri; e quando il regno degli Asmonei [i Maccabei] sorse e li sconfisse, essi trovarono una sola ampolla d’olio con il sigillo del Sommo Sacerdote. E c’era in essa olio sufficiente per un solo giorno. Ma avvenne un miracolo ed essi accesero [i lumi del candelabro] con esso per otto giorni. L’anno seguente i Saggi istituirono quei giorni e li resero una festa per la lode e per il ringraziamento” (Talmud Bavlì, Shabbat 21b).

In questo brano del Talmud, l’origine della festa di Hanukkah (o Chanukkah) viene ricondotta principalmente (se non esclusivamente) a un prodigio avvenuto nel Santuario durante la riconsacrazione ad opera dei Maccabei dopo la vittoria sui Greco-siriani. L’idea che questa festività sia nata come celebrazione del “miracolo dell’olio” presenta però alcune difficoltà e non appare coerente con quanto riportato in altre fonti. Qual è dunque il vero significato della festa di Hanukkah? Continua a leggere