Archivi categoria: Parashot

Studi biblici relativi alla lettura settimanale della Torah.

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Scintille di Torah II: Levitico

בְּרֵאשִׁית

Scintille di Torah” è la raccolta di brevi commenti alla parashàh (porzione settimanale di Torah/Pentateuco secondo il ciclo di lettura annuale ebraico) che pubblichiamo ogni settimana sulla nostra pagina Facebook.
Di seguito troverete tutti i commenti al Libro del Levitico pubblicati nel 2019.

VAYIKRÀ

“Quando un principe ha peccato, violando per inavvertenza un divieto di HaShem, il suo Dio, e così si è reso colpevole, quando il peccato commesso gli è noto, porterà come offerta un capro maschio senza difetto” (Levitico 4:22-23).

Studiando il Levitico, l’anno scorso abbiamo parlato di alcuni tipi di sacrifici e offerte nel Santuario che non hanno nulla a che fare con il peccato o con l’espiazione: l’offerta elevata, quella farinacea e il sacrificio di pace. Questa volta affrontiamo il tema del vero “sacrificio per il peccato”: il Korban Chatat. Continua a leggere

Vietato farsi la barba. L’origine del precetto della Torah

ebrei

Non taglierete in tondo i capelli ai lati del capo, né spunterai gli orli della tua barba (Levitico 19:27).

Questa antica norma, espressa nel Levitico all’interno del cosiddetto “codice di santità“, ha dato origine all’usanza ebraica di lasciarsi crescere la barba e, in alcuni ambienti ortodossi, anche i capelli ai lati del capo (peyòt). La tradizione rabbinica sostiene che la proibizione della Torah si riferisca all’atto di estirpare i peli da alcune zone del volto e della testa tramite un rasoio. In ossequio a tale precetto (andando anche oltre quanto esso richiede), una parte dell’Ebraismo ha spesso scoraggiato gli uomini dall’accorciare la barba e i capelli intorno alle orecchie, attribuendo a tale uso un valore sacro, o almeno un’elevata importanza identitaria.

Senza discutere sui dettagli della legge ebraica così come è stata storicamente applicata, vogliamo però chiederci quale sia il motivo alla base di questa proibizione. Perché mai la Torah ha vietato di radersi i capelli e la barba in alcune zone? Continua a leggere

Scintille di Torah II: Esodo

בְּרֵאשִׁית

Scintille di Torah” è la raccolta di brevi commenti alla parashàh (porzione settimanale di Torah/Pentateuco secondo il ciclo di lettura annuale ebraico) che pubblichiamo ogni settimana sulla nostra pagina Facebook.
Di seguito troverete tutti i commenti al Libro dell’Esodo pubblicati nel 2019.

SHEMOT

“E Dio disse: «Io sarò con te, e questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: Quando avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, voi servirete Dio su questo monte»” (Esodo 3:12).

Che cosa intende la voce divina quando afferma che l’arrivo degli Israeliti al Monte Sinai per servire Dio sarà il “segno” per Moshè? Possiamo forse ritenere che prima di questo evento Moshè non avesse la certezza di essere stato inviato da Dio?

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Le mani di Mosè e la guerra contro Amalek

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E Moshè costruì un altare e lo chiamò «HaShem è la mia bandiera».  E disse: «Poiché una mano è sul trono di Yah: [ci sarà] guerra per HaShem contro Amalek di generazione in generazione» (Esodo 17:15-16).

La severità con cui il testo biblico si scaglia contro la nazione di Amalek non ha pari all’interno della Torah. Né gli Egizi, né i Cananei o i Moabiti sono infatti condannati in modo tanto drastico e solenne, nonostante la loro corruzione morale e le violenze da loro compiute contro Israele. Solo in riferimento ad Amalek è scritto che Dio ha giurato sul suo trono di combattere questo popolo per tutte le generazioni. Quale grande crimine hanno commesso gli Amalekiti per essere considerati i nemici di Dio per eccellenza? Continua a leggere

Scintille di Torah II: Genesi

בְּרֵאשִׁית

Scintille di Torah” è la raccolta di brevi commenti alla parashàh (porzione settimanale di Torah/Pentateuco secondo il ciclo di lettura annuale ebraico) che pubblichiamo ogni settimana sulla nostra pagina Facebook.
Di seguito troverete tutti i commenti al Libro della Genesi pubblicati nel 2018.

BERESHIT

“In principio Dio creò il cielo e la terra” (Genesi 1:1).

Il credente che oggi si approccia allo studio della Genesi si ritrova immediatamente a fare i conti con il divario che esiste tra il racconto biblico della Creazione e le moderne teorie scientifiche.
A questo innegabile divario, alcuni reagiscono gettando discredito sulla scienza, negando le conoscenze odierne sull’età dell’universo e sulla geologia. “Gli scienziati hanno torto e la Bibbia ha ragione”, sostengono con fierezza. Continua a leggere

Esaù ci insegna come leggere la Genesi

Torah-

Il Libro della Genesi (Berehshìt) si presenta in gran parte come l’avvicendarsi di storie di individui e di nuclei familiari che vivono eventi a volte drammatici (violenze, inganni, rivalità), a volte grandiosi (miracoli, rivelazioni divine), ma anche apparentemente ordinari (matrimoni, migrazioni). L’idea che dietro queste storie si celino significati profondi, insegnamenti morali o persino concetti esoterici è condivisa da molti lettori della Bibbia. Ma come dovremmo interpretare i racconti dei patriarchi e delle loro famiglie? Quali indizi ci fornisce il testo per vedere nelle loro vicende qualcosa in più di semplici  (per quanto singolari) biografie di uomini del passato? In questo articolo vogliamo proporvi una chiave di lettura illuminante concentrandoci in particolare su un personaggio che, nonostante non possa essere considerato uno dei protagonisti principali della Genesi, non ha di certo un ruolo marginale. Stiamo parlando di Esàv (Esaù), il fratello gemello del patriarca Yaakòv (Giacobbe). Continua a leggere

Scintille di Torah: Deuteronomio

Scintille di Torah” è la raccolta di brevi commenti alla parashàh (porzione settimanale di Torah/Pentateuco secondo il ciclo di lettura annuale ebraico) che pubblichiamo ogni settimana sulla nostra pagina Facebook.
Di seguito troverete tutti i commenti al Libro del Deuteronomio pubblicati nel 2018.

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“Voi state per passare i confini dei figli di Esav, vostri fratelli, che dimorano in Seir. Essi avranno paura di voi: state quindi bene in guardia e non provocateli, perché non vi darò niente del loro paese, neppure quanto ne può calcare la pianta di un piede, poiché ho dato il monte Seir a Esav, come sua proprietà. […] Seir era prima abitata dai Chorìm; ma i figli di Esav li scacciarono, li distrussero e si stabilirono al loro posto” (Deuteronomio 2:4-12).

Nel suo discorso agli Israeliti che si apprestano a entrare finalmente nella terra promessa, Moshè si sofferma sul diritto dei discendenti di Esav (Esaù) di abitare il paese di Seir, spiegando anche che essi avevano conquistato quella terra sconfiggendo i suoi precedenti abitanti.

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