Per quale motivo Isacco aveva una sola benedizione da impartire ai suoi figli? Non poteva forse benedirli entrambi con parole ugualmente positive, invocando una sorte favorevole sia per Esaù che per Giacobbe?
Per quale motivo Isacco aveva una sola benedizione da impartire ai suoi figli? Non poteva forse benedirli entrambi con parole ugualmente positive, invocando una sorte favorevole sia per Esaù che per Giacobbe?
Il Libro della Genesi (Berehshìt) si presenta in gran parte come l’avvicendarsi di storie di individui e di nuclei familiari che vivono eventi a volte drammatici (violenze, inganni, rivalità), a volte grandiosi (miracoli, rivelazioni divine), ma anche apparentemente ordinari (matrimoni, migrazioni).
Le storie dei patriarchi narrate nel Libro della Genesi sollevano spesso dilemmi morali e presentano molti aspetti controversi. L’episodio del “furto della benedizione” da parte di Yaakov ai danni di suo fratello Esav è senza dubbio uno degli esempi più problematici. Ingannare il proprio padre è un’azione moralmente accettabile?
Nella Parashah di Toledot (Genesi 25:19 – 28:9) compare un tema controverso che può risultare di difficile comprensione ai lettori moderni: quello delle benedizioni e
Commento di Rav Riccardo Pacifici. Tutto il perno della contesa fra Esaù e Giacobbe si aggira attorno alla questione della primogenitura e alla benedizione paterna