Il rito del sacrificio pasquale, istituito nel Libro dell’Esodo, sembra nascondere un significato sorprendente legato a una colpa originaria, un misfatto di cui gli antenati del popolo ebraico si erano macchiati prima di stabilirsi in Egitto.
Il rito del sacrificio pasquale, istituito nel Libro dell’Esodo, sembra nascondere un significato sorprendente legato a una colpa originaria, un misfatto di cui gli antenati del popolo ebraico si erano macchiati prima di stabilirsi in Egitto.
Manca davvero poco alla fatidica uscita dall’Egitto. Per raggiungere la Redenzione, gli Israeliti dovranno però fare la loro parte ed eseguire alcune istruzioni divine.
Il popolo ebraico fu realmente schiavo degli Egizi tremila anni fa? Moshè ebbe davvero l’ardire di presentarsi al cospetto del Faraone per esigere la liberazione di un’intera stirpe di schiavi? E perché agli Ebrei fu comandato di offrire un sacrificio nelle loro case durante la notte della decima piaga?
La schiavitù degli Ebrei in Egitto, evento cruciale nella Bibbia, non è mai presentata come una punizione divina, al contrario di tutte le altre catastrofi della storia biblica. Come spiegarlo?
Uno dei più grandi scontri di potere mai esistiti nel mondo antico è quello che vide contrapposti l’Egitto e l’Impero ittita, due delle maggiori potenze che dominavano il Vicino Oriente. Ma cosa ha a che fare questo conflitto con la Bibbia?
Come tutte le grandi storie che da millenni appassionano l’umanità, anche l’Esodo porta con sé molti falsi miti, idee errate e nozioni fuorvianti che nel corso del tempo gli sono stati associati a causa di interpretazioni scorrette o imprecise del testo della Torah.