Il concetto del “Raduno dei dispersi”, elemento essenziale della speranza messianica dell’Ebraismo, ha radici molto antiche che risalgono alla Bibbia.
Il concetto del “Raduno dei dispersi”, elemento essenziale della speranza messianica dell’Ebraismo, ha radici molto antiche che risalgono alla Bibbia.
In questo episodio del nostro Commento al Libro dell’Esodo concluderemo la vicenda dell’uscita dall’Egitto parlando della Shirat HaYam, il “cantico del mare”, che celebra il trionfo di Dio sull’esercito del Faraone.
Il nostro Commento all’Esodo ci porterà oggi ad assistere al momento epico della divisione delle acque e del passaggio del popolo ebraico attraverso il Mare delle Canne.
Quando alla fine dell’Ottocento Theodor Herzl fondò il sionismo – il movimento politico volto a restituire agli Ebrei una patria e un’identità nazionale –, il mondo religioso ebraico scelse la strada dell’indifferenza o, in molti casi, quella della severa condanna.
La venuta del Messia è da sempre intesa come un evento di portata globale. Ma quale funzione può essere attribuita alle nazioni non ebraiche nel contesto della Redenzione? Che tipo di futuro attende il genere umano secondo la fede ebraica?
Nel nostro nuovo episodio dei “Percorsi della Torah” andremo a scoprire il ruolo della donna nella Redenzione, arrivando a comprendere come il modello esemplare dell’Esodo possa essere anche “capovolto” nella storia del popolo d’Israele.