Perché gli Ebrei non credono in Gesù?

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Perché gli Ebrei non credono in Gesù? Questa domanda ha attraversato gli ultimi duemila anni della storia del mondo facendo nascere riflessioni teologiche, dibattiti, persecuzioni, pregiudizi e ogni sorta di violenza.
In fondo, però, se si mettono da parte i preconcetti culturali, la questione diviene meno complicata di quanto si potrebbe pensare. Forse, per avere finalmente una risposta che sia capace di fare luce e non di creare nuove tenebre, bisognerebbe considerare innanzitutto il fatto che l’Ebraismo è molto più antico del Cristianesimo, e che dunque sarebbe più giusto partire dalla domanda inversa: perché gli Ebrei dovrebbero credere in Gesù? Esistono validi motivi che possano portare un Ebreo ad accettare la fede nel Messia del Cristianesimo?

Per rispondere a quest’ultimo interrogativo, dobbiamo elencare le argomentazioni principali che i cristiani utilizzano per tentare di dimostrare la messianicità di Gesù di Nazareth:

  1. Gesù è il Messia poiché ha adempiuto le antiche profezie bibliche.
  2. Gesù è il Messia perché ha compiuto miracoli.
  3. Gesù è il Messia perché chi crede in lui sperimenta la salvezza nella propria vita.

I predicatori cristiani, a qualsiasi corrente religiosa o denominazione appartengano, basano spesso la loro predicazione su questi tre punti quando si propongono di annunciare la loro dottrina. Bisogna dunque prendere in esame ciascuna di tali argomentazioni per verificarne la validità e per poter comprendere la posizione dell’Ebraismo su questo tema.

1 – Le profezie messianiche

Poiché gli Ebrei religiosi accettano già la Bibbia ebraica (o “Antico Testamento”) come testo sacro, per i cristiani risulta importantissimo dimostrare la messianicità di Gesù servendosi delle promesse della Torah e delle parole degli antichi profeti. Se si vuole fare in modo che un Ebreo accetti la fede cristiana, è necessario partire proprio dalle Scritture ebraiche, che costituiscono apparentemente un “terreno condiviso” tra Ebraismo e Cristianesimo. Non a caso i Vangeli insistono molto sul fatto che Gesù avrebbe portato a compimento, nel corso della sua vita, le profezie bibliche già note al popolo d’Israele:

Cominciando da Mosè e da tutti i profeti, [Gesù] spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano. (Luca 24:25-27);
Poi disse loro: «Queste sono le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: che si dovevano adempiere tutte le cose scritte a mio riguardo nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi» (Luca 24:44).

Tuttavia, se si analizzano attentamente tutte le profezie citate dai Vangeli, non è difficile comprendere che in realtà nessuna di esse è stata davvero adempiuta da Gesù. Ciò che molto spesso gli autori del Nuovo Testamento compiono è una vera e propria distorsione delle parole dei Profeti, in particolare estrapolando singole frasi dalla Bibbia ebraica per sottrarle al loro contesto originario in modo da forzarne il significato.
Un esempio molto noto lo troviamo nel Vangelo di Matteo, in riferimento al racconto della nascita di Gesù:
Tutto ciò avvenne affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore, per mezzo del profeta che dice: «Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figlio» (Matteo 1:22-13).

La profezia qui menzionata è tratta dal Libro di Isaia, in cui leggiamo:
Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà e darà alla luce un figlio e gli porrà nome Emmanuele (Isaia 7:14).

Dunque il profeta aveva davvero preannunciato la nascita di Gesù di Nazareth dalla vergine Maria?
La risposta si può ottenere soltanto leggendo il contesto in cui si colloca la frase citata dall’evangelista Matteo. Il capitolo 7 di Isaia tratta della guerra tra il re Achaz e i suoi nemici, il re d’Assiria e il re di Israele. Secondo il racconto, Dio rivelò ad Achaz che la guerra sarebbe stata vinta, e che, di conseguenza, egli non avrebbe avuto nulla da temere (vedi Isaia 7:1-7). A testimonianza di questa promessa, il profeta Isaia diede al re un segno, rappresentato dal bambino chiamato Emmanuele:
Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà e darà alla luce un figlio e gli porrà nome Emmanuele. Egli mangerà panna e miele fino a quando saprà rigettare il male e scegliere il bene. Ma prima che il fanciullo sappia rigettare il male e scegliere il bene, il paese che temi a motivo dei suoi due re sarà abbandonato. 

Alla luce di tutto ciò, appare evidente che il brano in questione non ha nulla a che fare con Gesù o con il Messia. Inoltre, la parola che il Vangelo traduce con “vergine” (parthenos in greco, come riportava già la LXX), nel testo originale ebraico è in realtà almah, che significa semplicemente “giovane donna”. Nel tentativo di collegare la profezia alla nascita verginale di Gesù, i cristiani si servono quindi di una traduzione errata.

Un caso ancora più clamoroso lo troviamo nel capitolo successivo del Vangelo, dove si parla della fuga in Egitto dei genitori di Gesù:
Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e rimani là finché io non ti avvertirò, perché Erode cercherà il bambino per farlo morire». Egli dunque, destatosi, prese il bambino e sua madre di notte, e si rifugiò in Egitto. Rimase là fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta [Osea], che dice: «Ho chiamato il mio figlio dall’Egitto» (Matteo 2:13-15).

Secondo Matteo, questo importante avvenimento della vita di Gesù era stato predetto dal profeta Osea, circa cinquecento anni prima, e ancora oggi, in molte pubblicazioni cristiane, questa profezia viene presentata come una “prova” della messianicità del Nazareno. In realtà è sufficiente una rapida occhiata al brano di Osea (qui citato fuori dal contesto) per capire che il profeta non stava affatto parlando di Gesù o della sua famiglia:

Quando Israele era un fanciullo, io l’amai e chiamai il mio figlio dall’Egitto. Ma più li chiamavo, più si allontanavano da me, hanno sacrificato ai Baal e hanno bruciato incenso alle immagini scolpite. […] Il mio popolo tende ad allontanarsi da me; malgrado invocano l’Altissimo, nessuno di essi lo esalta. (Osea 11:1-7).

Il figlio chiamato dall’Egitto non è Gesù, ma il popolo d’Israele, paragonato ad un fanciullo. In questi versi il profeta rimprovera il popolo infedele a Dio e condanna l’idolatria dilagante. Un simile discorso non può essere in alcun modo applicato al Messia o ad una fuga in Egitto da parte di una famiglia perseguitata.

Dal Vangelo di Matteo possiamo trarre anche un ultimo esempio di distorsione delle profezie bibliche, quello relativo all’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino:
Quando furono vicini a Gerusalemme, giunti a Betfage, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio che si trova davanti a voi; e subito troverete un’asina legata e un puledro con essa; scioglieteli e conduceteli da me. […] Ora questo accadde affinché si adempisse ciò che fu detto dal profeta [Zaccaria], che dice: «Dite alla figlia di Sion: Ecco il tuo re viene a te mansueto, cavalcando un asino, un puledro, figlio d’asina» (Matteo 21:1-5).

Ancora una volta è indispensabile considerare la profezia all’interno del brano da cui è stata estrapolata, per comprendere se essa possa davvero essere applicata a Gesù:
Esulta grandemente, o figlia di Sion, manda grida di gioia, o figlia di Gerusalemme! Ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile e cavalca un asino, un puledro figlio d’asina. Io farò scomparire i carri da Efraim e i cavalli da Gerusalemme; gli archi di guerra saranno annientati. Egli parlerà di pace alle nazioni; il suo dominio si estenderà da mare a mare, e dal Fiume fino all’estremità della terra. […] Poiché io piego Yehudah come un arco, armo l’arco con Efraim, e solleverò i tuoi figli, o Sion, contro i tuoi figli, Grecia, e ti renderò simile alla spada di un eroe (Zaccaria 9).

Il contesto parla chiaramente di una guerra che coinvolge le tribù di Yehudah e Efraim, i popoli vicini e la Grecia. Il profeta annuncia l’arrivo di un re liberatore che porterà la vittoria ed instaurerà un regno di pace. Nessuno di questi elementi è compatibile con le vicende narrate nel Vangelo.
Per risolvere queste e tutte le altre incongruenze, molti cristiani ricorrono alla teoria dei “doppi adempimenti”, o “doppi significati”. Secondo tale concezione, alcune profezie avrebbero due significati distinti: uno “storico” e uno più “spirituale” relativo a Gesù. È tuttavia chiaro che, seguendo una simile congettura, le profezie bibliche potrebbero essere sfruttate per dimostrare qualsiasi cosa. Una prova della messianicità di Gesù non può essere costruita tramite la teoria dei “doppi adempimenti”, ma dovrebbe invece essere basata sul contesto e risultare almeno coerente con il significato reale del passo biblico.

Lo stesso metodo di stravolgere e travisare le Scritture ebraiche è utilizzato dall’apostolo Paolo nelle sue epistole, che costituiscono la sezione più ampia del Nuovo Testamento.
Nella lettera ai Romani, Paolo cita un verso del Deuteronomio e lo interpreta in maniera incredibilmente forzata:
Questo comandamento che oggi ti prescrivo non è troppo difficile per te, né troppo lontano da te. Non è in cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo per portarcelo e farcelo ascoltare, perché lo mettiamo in pratica?”. E non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi passerà per noi di là dal mare per portarcelo e farcelo ascoltare, perché lo mettiamo in pratica?”. Ma la parola è molto vicina a te; è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica (Deuteronomio 30:11-14).

Il messaggio che la Torah vuole comunicarci in questo brano è molto chiaro: I precetti di Dio non sono troppo difficili per l’uomo, ma sono stati rivelati per essere messi in pratica. Nonostante ciò, nella sua epistola, Paolo sembra ignorare il vero significato del passo del Deuteronomio, e ne offre una spiegazione inaccettabile:
«La parola è vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore». Questa è la parola della fede, che noi predichiamo, poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato (Romani 10:8-9).

In un’altra epistola, l’apostolo distorce anche l’antica promessa divina fatta ad Abramo, nel tentativo di dare un fondamento biblico alle sue dottrine:
Io ti benedirò grandemente e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia del mare (Genesi 22:17).
Questa benedizione si riferisce ovviamente all’intera discendenza del popolo ebraico; eppure, nella sua interpretazione, Paolo sostiene che essa si applichi in realtà soltanto a Gesù:
Ora le promesse furono fatte ad Abramo e alla sua discendenza. La Scrittura non dice: «E alle discendenze» come se si trattasse di molte, ma come di una sola: «E alla tua discendenza», cioè Cristo (Galati 3:16).

Ogni cristiano onesto dovrebbe chiedersi come potrebbe un Ebreo fedele alla Torah prestare fede a delle argomentazioni fondate su un uso tanto bizzarro della Bibbia ebraica.

Le vere profezie messianiche, quelle che l’Ebraismo riconosce come tali, le troviamo espresse in maniera semplice ed esplicita all’interno delle Scritture. Queste profezie riguardano in particolare:

  • Il ritorno del popolo ebraico nella Terra d’Israele e la fine dell’esilio (Deuteronomio 30:3; Isaia 11:11-12; Geremia 32:37; Ezechiele 36:24).
  • L’instaurazione di un regno di pace per l’intera umanità (Isaia 2:4; Isaia 60:18; Michea 4:3).
  • La ricostruzione del Tempio di Gerusalemme (Isaia 56:6-7; Ezechiele 37:26-27; Zaccaria 14:20-21).
  • La diffusione della conoscenza di Dio fra tutte le nazioni (Isaia 2:3; Geremia 31:34; Sofonia 3:9; Ezechiele 38:23; Zaccaria 8:20-23).

Poiché nessuna delle promesse bibliche appena citate è stata realizzata al tempo di Gesù di Nazareth, gli Ebrei attendono ancora oggi l’inizio dell’era messianica.

2 – I miracoli

Secondo gli scritti del Nuovo Testamento, sia Gesù che i suoi apostoli attiravano grandi folle di discepoli operando guarigioni, segni e prodigi di ogni tipo. Queste capacità soprannaturali vengono presentate nei Vangeli come una prova evidente del fatto che Gesù fosse stato mandato da Dio:
Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro; ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome (Giovanni 20:30-31).

La resurrezione, la camminata sull’acqua, la moltiplicazione dei pani e dei pesci e la guarigione dei ciechi sono solo i più famosi dei tanti miracoli descritti nei Vangeli e negli Atti degli apostoli. Tuttavia, tutti questi eventi soprannaturali non possono costituire una prova della messianicità di Gesù, né una garanzia dell’attendibilità della fede cristiana. Ci sono infatti due problemi che rendono inconsistente l’argomentazione basata sui miracoli:

  • Le uniche fonti scritte che parlano dei presunti prodigi compiuti da Gesù sono quelle contenute nel Nuovo Testamento. Non esistono documentazioni storiche o prove di altro genere che possano confermare i racconti dei vari miracoli. I Vangeli, come abbiamo visto, furono scritti con il dichiarato intento di presentare Gesù come il Figlio di Dio. Si tratta perciò di testimonianze tutt’altro che imparziali.
  • La Bibbia ebraica afferma che persino i falsi profeti possono avere la capacità di ingannare il popolo con segni miracolosi. La Torah mette in guardia gli Israeliti contro questi impostori:  Se sorge in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti proponga un segno o un prodigio, e il segno o il prodigio di cui ti ha parlato si avvera e dice: «Seguiamo altri dèi che tu non hai mai conosciuto e serviamoli, tu non darai ascolto alle parole di quel profeta o di quel sognatore» (Deuteronomio 13:1-3; vedi anche il caso degli stregoni egiziani in Esodo 7:11).
    È interessante notare che un’affermazione simile compare anche nel Nuovo Testamento: Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e miracoli tanto da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti (Matteo 24:24).
    Da ciò si deduce che neppure i presunti eventi soprannaturali possono costituire un fondamento valido per la religione cristiana.
3 – L’esperienza personale della fede

Il motivo principale per cui molti cristiani (in particolare evangelici e pentecostali) dichiarano di credere in Gesù è il valore che la fede assume nella loro vita. I predicatori evangelici non propongono il Cristianesimo come una semplice religione a cui aderire, ma come una relazione autentica con un Salvatore personale che ama tutti gli uomini e che ha liberato il mondo dal peccato con la sua morte in croce.
Il famosissimo pastore battista Charles Haddon Spurgeon, autore di innumerevoli sermoni, scrisse a proposito della sua fede: «Non trovo migliore cura per la mia depressione che confidare nel Signore con tutto il mio cuore, e cercare di realizzare ancora la potenza del sangue di Cristo che parla di pace, e il suo infinito amore nella sua morte sulla croce per seppellire tutte le mie trasgressioni».

Da questa concezione emerge un rapporto con la fede basato sul sentimento, non sul pensiero razionale. È chiaro che da un simile approccio, legato inscindibilmente alle proprie emozioni personali, non è possibile trarre una prova oggettiva. Il Cristianesimo, infatti, non è l’unica religione che offre conforto e speranze di salvezza ai propri fedeli. Per quale motivo la gioia provata da un cristiano pentecostale durante un culto dovrebbe essere diversa da quella di un cattolico che riceve con emozione l’Eucaristia, o da quella di un buddista in estasi nelle sue meditazioni? Con quale criterio i predicatori pretendono che la consolazione della vita eterna della loro fede sia una prova della veridicità del Cristianesimo, se una speranza molto simile è annunciata anche dall’Islam, dallo Zoroastrismo e da molte altre religioni, sette e filosofie?
Se una dottrina è capace di donare conforto, ciò non significa che essa sia fondata sulla verità. Il Cristianesimo, che si autoproclama come la “continuazione” dell’Ebraismo, e che pretende di rappresentare l’adempimento delle promesse messianiche, potrebbe essere accettato dal popolo ebraico solo se risultasse del tutto coerente con il messaggio della Torah. Un confronto accurato tra la Bibbia ebraica e la fede cristiana, condotto senza preconcetti, appare dunque l’unica strada da percorrere se si vuole davvero rispondere a quell’antica domanda che ancora oggi, nella mente di molti, segna una voragine di separazione tra gli Ebrei e tutti coloro che si dichiarano discendenti spirituali di Abramo.

62 pensieri su “Perché gli Ebrei non credono in Gesù?

  1. Milah

    Ci sono molte argomentazioni che si possono elaborare per consolidare la propria opinione, perchè in realtà si può ragionare all’infinito e trovare sempre un argomento che rafforza la fortezza che abbiamo costruito e che si desidera difendere, ma la verità è per coloro che la cercano veramente, e la luce è per chi non vuole rimanere nelle tenbre. Le profezie si leggono con lo Spirito della profezia, non con la mente umana. Perchè non hai citato Isaia 53, anche questo è riferito a Israele?

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    1. sguardoasion Autore articolo

      Prima di tutto grazie del tuo commento.
      Dici che le profezie non si leggono con la mente umana, ma in realtà la nostra mente è l’unica cosa che abbiamo per pensare, ragionare e giungere a delle conclusioni. La pretesa di leggere la Bibbia con “lo Spirito” è spesso un alibi per dare alle Scritture qualsiasi interpretazione ci faccia comodo, o per legittimare il punto di vista dei propri sacerdoti, preti, pastori, anziani ecc.
      Ogni passo biblico, per essere compreso, va studiato accuratamente e visto all’interno del suo contesto. Le varie profezie citate dai Cristiani sono invece estrapolate dal contesto originario e reinterpretate in maniera non coerente.
      Per quanto riguarda Isaia 53, si tratta di un passo più complesso a cui verrà dedicato in futuro un intero articolo.

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  2. Laura Tuzzi

    Sono cristiana e mi sono avvicinata all’ebraismo ,questa conoscenza mi ha convinto che il popolo di Israele deve rimanere fedele alla sua fede perché Gesù Cristo non è venuto per convertire Israele ma per portare tutti i popoli alla Casa di Israele, cosa ne pensa?

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    1. sguardoasion Autore articolo

      Non concordo con questa interpretazione. Gesù stesso, in Matteo 15:24, afferma di non essere stato mandato dai pagani, ma solo dalle pecore perdute d’Israele, e in altre occasioni esortò i suoi discepoli a non predicare ai pagani, ma soltanto agli ebrei. Il Nuovo Testamento afferma che Israele deve accettare Gesù per sfuggire alla condanna. La chiamata degli altri popoli arriva solo in un secondo momento (vedi Atti degli apostoli).

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      1. Pietro Z.

        Quindi, stando alle sue “parole” Dio apparterrebbe solo a voi, quindi da non poter benificiare d’Egli poiché il Signore Iddio e’ esclusivo per gli Ebrei! Bel Dio ingiusto voi credete, poi non lamentatevi se vi tirate addosso le “sciagure” perché proprio voi vi siete sempre ghetizzati! E vergogna dopo che avete messo in croce il figlio di Dio lo rinnegate ancora. Chi scrive quest’articolo fa leva sull’ignoranza dei Cristiani. Il popolo d’Israele fu scelto come esempio e non esclusivo ad un Dio. O vorreste far credere che abbiamo altri Dei su cui poter contare? Non temete ! Le ” NOSTRE” profezie che coincidono con Daniele si stanno avverando. Che lo spirito vi illumini.

      2. sguardoasion Autore articolo

        @Pietro Z.
        Di solito non accettiamo commenti offensivi e fanatici come il suo, ma questa volta ci interessa rispondere affinché gli altri visitatori del sito possano avere un chiarimento.
        Innanzitutto, il sottoscritto non è ebreo. Questo sito non appartiene ad alcuna denominazione religiosa, perciò è alquanto improprio da parte sua parlare come se si stesse rivolgendo all’intero popolo ebraico.
        Inoltre, lei ci attribuisce pensieri che non abbiamo mai espresso. “Il Signore Iddio è esclusivo per gli Ebrei” è una sua affermazione, ma nulla è più falso. Legga il nostro articolo dal titolo “La Torah e i popoli del mondo” e scoprirà che le cose non stanno affatto così. Approfondisca prima di lanciare accuse.

  3. Yaakov Stella

    Isaia 53 non è stato scritto da Isaia ma dal Deutero Isaia, e collocabile durante il triste periodo dell’esilio babilonese (verso la fine). Era un ‘discepolo spirituale del suo grande predecessore’. Consiglio di leggere l’ottima traduzione ebraica e le note della Bibbia Ebraica a cura di Rav Dario Disegni , Profeti Posteriori, Giuntina Editore, pag 66 e segg…. e contestualizzarla. Mai estrapolarne i versetti.

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    1. enrico

      Purtroppo viene dato spazio alla testimonianza .Le migliaia di testimonianze fornite dai mistici indicano miracoli a profusione che riguardano l’eucaristia .Figure come Padre Pio (ora venerate dalla Chiesa ma osteggiate in un primo tempo) sono la testimonianza della verità del Cristo.I mistici sono coloro che vivono in presa diretta con il Divino.Mi chiedo alle volte se sia stata volontà di Dio che le sacre scritture appaiano cosi’ complicate da interpretare quando il messaggio dovrebbe essere chiaro a tutti.Quando leggo che per interpretare il Corano ci vogliono 20 anni o la sacra Bibbia anche di piu’ forse allora si puo’ dedurre che gli umili e i semplici sono esclusi da tutto questo.Lasciamo a teologi l’arduo compito.Ma se le conclusioni sono cosi’ contrastanti cosa si fa?
      Vi invito quindi ad andare in giro per il mondo e raccogliere le testimonianze .Se le testimonianze convergono in alcuni punti allora riflettete .Lo so .E’ duro demolire le proprie convinzioni .Ma solo le menti aperte riescono a giungere alla verità suprema .Non esiste una contrapposizione tra ebraismo e cristianesimo ,ma solo complementarietà.IL’ebraismo è il fondamento,ma per fare una casa non ci puo’ fermare alle fondamenta ,bisogna andare avanti e costruire la casa .Il cristianesimo è la continuazione dell’opera continuata dall’ebraismo.Quando riusciremo a rendercene conto ?

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      1. sguardoasion Autore articolo

        Ogni religione possiede testimonianze di miracoli, conversioni, eventi soprannaturali ecc.
        Il cristianesimo non è l’unico culto ad avere la sua tradizione di mistici carismatici. Secondo la Torah, non sono i miracoli o le suggestioni spirituali a costituire una prova di veridicità della fede. Ogni rivelazione va confrontata accuratamente con la Torah per valutarne la coerenza.
        Da un confronto serio tra ebraismo e cristianesimo si comprende che il secondo, più che la “continuazione” del primo, ne costituisce per molti aspetti la “negazione”.

  4. Laura Tuzzi

    Mi può indicare nel Nuovo Testamento dove è detto che Israele si deve convertire per evitare la condanna. E quale sarebbe la condanna? Grazie per le sue preziose informazioni. Secondo me voi comprendete veramente cosa c’è scritto nei Vangeli! E’ nel rapporto con Israele che comprendo meglio quello che Gesù ha detto.

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    1. sguardoasion Autore articolo

      In Matteo 10:5-6 Gesù ordina ai discepoli di rivolgere la loro predicazione agli Ebrei, e non ai pagani.
      Paolo in Romani 10 dice chiaramente che gli Ebrei hanno bisogno di essere salvati.
      1 Giovanni 2:23 afferma che chi non crede nel Figlio (Gesù) “non ha neanche il Padre”. Ci sono tanti altri versetti come questi.
      Voglio precisare che quello che ho qui riportato è il punto di vista del Nuovo Testamento, non il mio personale, in quanto il sottoscritto non appartiene alla fede cristiana.

      Rispondi
  5. Laura Tuzzi

    Sono d’accordo che la predicazione doveva iniziare dagli Ebrei perché la salvezza viene dalla Casa di Israele. E Gesù è venuto solo per le pecore perdute (sottinteso che ce n’erano delle altre sulla retta via).
    Per questo io affermo che Gesù è venuto a portare tutte le genti ad Israele: “Ricorderanno e torneranno al Signore tutti i confini della terra, si prostreranno davanti a lui tutte le famiglie dei popoli” SALMO 21:28
    Il capitolo 10 della lettera ai romani di san Paolo sta tra il 9 e l’11 in cui si dice ” Essi sono Israeliti e possiedono l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione (!), il culto, le promesse, i patriarchi; ” cap.9:4
    ” D-io avrebbe ripudiato il suo popolo? Impossibile!” cap.11:1
    La legislazione noi cristiani l’abbiamo persa, mentre è rimasta intatta in Israele.
    Noi conosciamo il Figlio per la sua potenza e la sua gloria ma solo conoscendo Israele possiamo veramente comprenderlo e comprendere il Padre.
    Abbiamo bisogno di Israele per ritrovare le nostre radici e” se è santa la radice , lo saranno anche i rami. Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu, essendo oleastro, sei stato innestato al loro posto, diventando partecipe della radice e della linfa dell’olivo, non menar tanto vanto contro i rami! Se ti vuoi proprio vantare sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.” Romani 11:16-18

    Rispondi
  6. Laura Tuzzi

    Certo gli apostoli avevano un sogno: quello di convertire tutto Israele perché con la forza di Cristo potesse guidare tutti gli altri popoli.
    Ma D-io non ha voluto così, è evidente! Ha voluto preservare Israele così come Lui desidera, e noi cristiani dobbiamo riconoscere la radice santa da cui siamo nati e da cui non possiamo prescindere.

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  7. Simone

    Non mi è ancora chiara una questione, ma è sicuramente per colpa mia. Fermo restando che Gesù non era per gli Ebrei il Messia, come considerano Gesù gli Ebrei? Un profeta (come ad esempio avviene per gli islamici)? Un uomo giusto? Un punto di riferimento per le sue virtù? O solo un ebreo come gli altri,. magari peccatore? Grazie.

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    1. sguardoasion Autore articolo

      L’Ebraismo non ha un punto di vista ufficiale sulla figura di Gesù. Pensatori diversi hanno opinioni altrettanto diverse a riguardo. Di certo non viene considerato un profeta né una figura escatologica.

      Rispondi
  8. Lucael

    L’errore della signora Laura, secondo me, è quello di partire dal presupposto che il Dio ebraico è il vero Dio Altissimo, cioè il vero Creatore. Infatti le ipotesi le avete menzionate tutte meno una.. Inoltre faccio notare che l’ Era Messianica, secondo quello che emergerebbe dalle rivelazioni bibbliche del V.T., riconduce ad un Era di Pace Mondiale simile a quella predicata dai fautori dell’ Nuovo Ordine Mondiale che, secondo invece le profezie bibliche del N.T., sarebbero l’inizio dell’era dell’Anticristo. Questa strana coincidenza, darebbe ancora più credito al fatto che in effetti Gesù non è per niente il loro Messia (e ciò a prescindere da tutte le discrepanze bibbliche trattate su questo sito). Gli Ebrei, in realtà, sono convinti che domineranno il mondo grazie a questa figura di Messia. Il Dio ebraico, in realtà, non fa promesse di vita eterna ma promette beni materiali cioè un benessere di cui beneficiare in questo mondo, mentre Gesù individua nel “mondo” il suo peggiore nemico, incentrando tutta la sua predicazione intorno alla questione prettamente spirituale della salvezza dell’ Anima. Il Dio Bibblico ricorre anche a stragi umane per condannare gli infedeli, mentre il Dio di Gesù condanna gli infedeli alla “seconda morte”, quella spirituale. Per questo gli Ebrei, escludono ogni possibilità che il loro Dio possa aprirsi anche ai non circoncisi, fino almeno al tempo dell’ Era Messianica, la quale, secondo le profezie bibbliche, sarà un era di Pace che segnerà il trionfo della razza ebraica. Ricapitolando il tutto, si capisce bene come la profetica venuta dell’ Anticristo, vada a coincidere perfettamente con l’ Era Messianica degli Ebrei e di come la polemiche tra ebraismo e cristianesimo, in realtà, nasconda ben altri scenari.

    Rispondi
    1. sguardoasion Autore articolo

      Che il Cristinaesimo dichiari di fondarsi sulla rivelazione della Bibbia ebraica (chiamato dai cristiani Vecchio Testamento) è indiscutibile. Stando a quanto affermato dai Vangeli, il Dio di Gesù è lo stesso identico Dio della Torah e dei Profeti.
      L’era messianica, secondo le parole dei profeti dell’Ebraismo, non segna alcun “trionfo della razza ebraica”. Il Dio dell’Ebraismo, al contrario di quanto dichiari nel tuo commento, non è “aperto solo ai circoncisi”. Tutt’altro. Ti invito a leggere il nostro articolo introduttivo intitolato “La Torah e i popoli del mondo” per iniziare a liberarti di questi falsi miti sul presunto razzismo ebraico.

      Rispondi
    2. Violeta

      Dio degli ebrei è aperto a tutti. L’ebraismo è unica religione che afferma che tutti possiamo essere salvati SENZA CONVERTIRCI. L’ebraismo crede nella vita dopo la morte e vero che l’inferno lo vede diverso da come lo vede il cristianesimo, e cosi via.

      Rispondi
  9. Marco

    Pace a tutti,
    a dire il vero non mi trovo del tutto d’accordo; di profezie che si sono verificate ce ne sono a centinaia; lo stesso Gesù disse “Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento” (Mt. 5:17) e anche “In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto” (Mt. 5:18).
    Leggo inoltre nel vostro testo (che riporto) la seguente frase: “È interessante notare che un’affermazione simile compare anche nel Nuovo Testamento: Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e miracoli tanto da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti (Matteo 24:24).”; la domanda mi sorge spontanea: ma in un articolo in cui si cerca di spiegare come Gesù non sia il Messia, come si possono usare le parole utilizzate proprio da quest’ultimo a sostegno di questa tesi?
    Per quanto riguarda Isaia 53, riporto la parte saliente, che mi sembra evidente parli del Cristo: «Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare col patire, pari a colui dinanzi al quale ciascuno si nasconde la faccia. Era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. E, nondimeno, eran le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui s’era caricato; e noi lo reputavamo colpito, battuto da Dio, ed umiliato! Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione. Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognuno di noi seguiva la sua propria via; e l’Eterno ha fatto cadere su lui l’iniquità di noi tutti.»
    Il parere più diffuso oggi sostiene che il «Servo di Dio» non è il Messia, ma il popolo d’Israele, o una sua parte. Sul popolo d’Israele sarebbero caduti i dolori descritti qui. Questa interpretazione di Isaia 53 è però insostenibile per vari motivi del contenuto:
    – Quando mai ha sofferto il popolo d’Israele, o una sua parte, per i peccati di altri? Neanche uomini giusti come Noè, Daniele e Giobbe avrebbero potuto farlo, come attesta Ezechiele 14:12-20;
    – Può forse essere detto di un qualsiasi Ebreo, a parte il Messia, che «non aveva commesso violenze né v’era stata frode nella sua bocca?» (Isaia 53:9)
    – Quando mai il popolo d’Israele, o una parte di esso, è stato nel sepolcro di un ricco, anziché in uno posto fra i malfattori? (Isaia 53:9)

    Grazie per la disponibilità e saluti,
    Marco

    Rispondi
    1. sguardoasion Autore articolo

      Caro Marco, grazie del tuo commento.
      Hai scritto che Gesù avrebbe adempiuto centinaia di profezie. Ebbene, uno studioso delle Scritture che abbia a cuore l’accuratezza delle interpretazioni e il contesto originario biblico non può condividere una simile affermazione. In questo articolo abbiamo analizzato solo alcune delle presunte profezie adempiute da Gesù, ma lo stesso discorso si può applicare anche a tutte le altre che qui abbiamo dovuto tralasciare.

      Il verso “Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti…” è stato citato qui solo per mostrare che anche i Vangeli ammettano la possibilità che un falso profeta possa operare miracoli, rendendo quindi infondata l’affermazione secondo cui “Gesù è il Messia perché ha compiuto miracoli”.

      Per quanto riguarda le tue osservazioni su Isaia 53, potrai trovare una risposta nel seguente articolo: https://sguardoasion.wordpress.com/2015/07/29/isaia-53-risposta-alle-obiezioni-cristiane/
      Ti invito anche a leggere il nostro commento verso per verso all’intero capitolo 53 che trovi qui sul sito.

      Shalom.

      Rispondi
      1. Marco

        Grazie della risposta, capovolgo la domanda allora, Gesù, a mio modesto avviso è risorto, come confermato anche dallo storico Giuseppe Flavio nell’opera Antiquitates Judaicae», che egli scrisse per i Romani, affinchè questi fossero meglio informati sugli Ebrei e sulla loro religione. In essa egli si pronuncia brevemente sul giudizio e sulla risurrezione del Signore Gesù: «In tal tempo (cioè quello di Pilato, 26-36 d.C), apparve Gesù, un uomo sapiente, taumaturgo che compì molte opere miracolose e fu maestro per gli uomini, che accettavano volentieri la verità. Guadagnò alla sua causa molti Ebrei e anche molti Greci. Quest’uomo era il Messia. E dopo che Pilato l’ebbe condannato a morte su incitamento dei nostri propri capi, quelli che lo amavano non lo abbandonarono. Giacché egli apparve loro di nuovo vivente, dopo tre giorni …». Quale altra persona è mai riuscita a fare ciò? Anche non volendo credere ad una cosa (soprannaturale) come questa, perché i 500 testimoni (vedi 1. Corinzi 15:3-9) avrebbero mai dovuto arrivare a “sacrificare” la propria vita solo per amore in Dio e Cristo? Avrebbe avuto senso fare tutto ciò solo per una menzogna da loro eventualmente messa in atto?
        Una curiosità invece, immagino che gli ebrei, basandosi su quello che io conosco come AT, credano nella presenza dello spirito Santo; come opera secondo loro lo spirito di Dio?
        Pur rimanendo nella mia opinione dopo aver letto quanto scritto nel link, apprezzo la gentilezza e la velocità della risposta e ti invito, fratello Shalom, a dare un occhio ( con calma, poiché piuttosto lungo) alle centinaia di profezie di cui parlavo, presenti al seguente link: http://camcris.altervista.org/profezie.html .
        Salutoni ancora e che (il nostro comune) Dio ci protegga sempre.

      2. sguardoasion Autore articolo

        Conoscevo già l’articolo dal sito Camcris che hai riportato. Ti cito cosa dice il seguente articolo: “Sembra cosa alquanto paradossale quando si constata che nell’8° secolo a.C. Iddio fece preannunciare dal profeta Osea che il Messia sarebbe venuto dall’Egitto”.

        Ora, se hai letto attentamente il nostro articolo “Perché gli Ebrei non credono in Gesù?” potrai capire bene che un’affermazione simile su Osea è inaccettabile per un Ebreo e per chiunque legga la Bibbia nel suo contesto. Come si può infatti dichiarare che Osea “preannunciò che il Messia sarebbe venuto dall’Egitto”, quando è chiaro che Osea non dice nulla di simile?
        Tutte le profezie che Gesù avrebbe adempiuto si confutano con questo stesso procedimento: guardare al contesto originario. Non bisogna estrapolare i versetti dal brano in cui sono inseriti, altrimenti si rischia di far dire alla Bibbia tutto ciò che vogliamo.

        Per quanto riguarda invece Giuseppe Flavio, è opinione condivisa dagli storici che il passo da te citato delle Antichità Giudaiche sia stato interpolato da scribi cristiani. Una versione più attendibile e non interpolata dello stesso passo è probabilmente quella tramandata dalle fonti arabe.
        Considera inoltre che Giuseppe Flavio non era cristiano, e che per lui il Messia era Tito Flavio Vespasiano, come dice altrove nella sua opera.

  10. Marco

    Torno invece sul mio primo commento, in quanto mi sono accorto solo ora di non aver ricevuto risposta sulla prima parte relativa al NT.
    Grazie

    Rispondi
      1. Marco

        Riporto di seguito le domande a cui non ho avuto riscontro, con l’aggiunta di un altro paio non menzionate:
        1) Gesù disse “Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento” (Mt. 5:17) e anche “In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto” (Mt. 5:18).
        Non solo Gesù ne parla (il primo esempio che mi viene in mente è la lettera agli Ebrei scritta da Paolo nel capitolo 11 parlando dei vari esempi di fede dell’AT).
        Perché allora tra i commenti vedo che scrivi che il NT è la negazione dell’AT?
        2) Una curiosità invece, immagino che gli ebrei, basandosi su quello che io conosco come AT, credano nella presenza dello spirito Santo; come opera secondo loro lo spirito di Dio? Come si manifesta?
        3) Perché tutti i seguaci di Cristo del tempo, soprattutto i testimoni oculari, avrebbero dovuto basare la propria fede su una menzogna, arrivando addirittura ad accettare di essere uccisi per tale fede (i cosiddetti martiri)? Io personalmente se mi dovessero minacciare di morte e so che sto dicendo una bugia, ritratto e dico la verità; accetto la morte solamente se sono certo trattarsi di verità.

        Aggiungo altre 3 domande:
        4) Ho letto tra i commenti che non ti consideri ebreo e che ci sono diverse idee su chi sia stato Gesù: mi riesci a dire la tua personalissima opinione?
        5) Una frase che mi ha colpito tanto diverso tempo fa (trovata in una canzone cristiana inglese) è stata “io sono morto per voi, voi vivete per me?” (ovviamente la riporto in italiano); ti giro la domanda;
        6) siamo tutti d’accordo sul libero arbitrio, già presente nell’AT; perché allora ad esempio gente come Paolo, o Stefano, sono stati rispettivamente minacciati di morte (atti degli apostoli cap.23) ed uccisi (atti degli apostoli cap. 6) dai Giudei solo perché la pensavano in maniera diversa? Ez. 3-18,19 dice che bisogna correggere ed avvisare il prossimo se sta sbagliando, ma non obbligarlo a credere in ciò che si pensa né tanto meno ucciderlo. Che la verità fosse celata nelle parole degli “apostoli” e che queste prole non erano “comode” per gli ebrei, che sono dovuti ricorrere a tali azioni?

        Perdona tutte queste domande ma sono davvero “affamato” della parola di Dio.
        Grazie ancora e buone feste,
        Marco

      2. sguardoasion Autore articolo

        1) Non c’è dubbio che il NT citi le Scritture ebraiche. Tuttavia ciò non significa necessariamente che il messaggio cristiano sia coerente con la Torah. Tanti pensatori nel corso della storia hanno citato la Bibbia a sostegno delle proprie tesi, tesi talvolta ripugnanti come l’inferiorità dei neri.
        2) Lo spirito di Dio nell’Ebraismo è legato alla profezia. Non capisco concretamente cosa vuoi sapere.
        3) Paolo non dice che i cinquecento testimoni siano stati messi a morte. Dice soltanto che alcuni di essi erano già morti al tempo in cui scriveva l’epistola.
        Per quanto riguarda gli apostoli, molti di essi furono effettivamente condannati a morte dai Romani, ma per quale motivo? Quale verità essi difesero fino alla morte? Le fonti apocrife non sono considerate attendibili dagli storici a causa dell’epoca tarda in cui furono composte e del loro carattere leggendario. Molti martiri della storia della Chiesa non conobbero mai personalmente Gesù, né furono testimoni della sua resurrezione.
        Considera inoltre che il sacrificio di un uomo non dimostra assolutamente nulla: pensa ai terroristi, che sono pronti a farsi esplodere per una verità che ritengono certa e indiscutibile. Naturalmente non sto paragonando i martiri cristiani ai terroristi di oggi, non fraintendermi.
        4) La mia personalissima opinione, che potrà anche cambiare nel corso del tempo, è più o meno questa: Gesù era un giovane maestro ebreo mistico con una cerchia di seguaci. Il suo desiderio di schierarsi contro la corruzione, le ingiustizie sociali e l’eccessivo formalismo religioso lo portarono a scontrarsi contro le autorità dell’epoca, che lo denunciarono ai Romani. Dopo la sua morte, come è accaduto con altri personaggi carismatici della storia ebraica, i suoi seguaci non si sono rassegnati, e hanno continuato a ritenerlo il Messia. Il Cristianesimo come oggi lo conosciamo è il frutto di una progressiva evoluzione di concetti e dottrine, partita proprio dalla non-rassegnazione degli apostoli.
        5) Mi stai chiedendo quindi se io vivo per Gesù? Chiaramente la risposta è no.
        6) Bisognerebbe ascoltare anche “l’altra campana”: Atti degli apostoli è un testo che celebra la prima comunità apostolica, dunque non è imparziale. Comunque tieni conto che nella Giudea del I secolo dilagavano la corruzione e le tensioni politiche con il governo imperiale. Quindi non trarre dalle azioni delle autorità dell’epoca delle conclusioni generali sull’Ebraismo.

  11. Marco

    Perdonami ma non riesco a cliccare sul tasto “rispondi”;
    1) il NT non parla mai di inferiorità di nessuno, tutt’altro, parla di uguaglianza e fraternità; che poi le persone l’hanno utilizzata in maniera impropria, bè siamo d’accordo, ma ciò non cambia quel che vi è effettivamente scritto sulla Bibbia;
    2) quel che voglio capire è, secondo te, al giorno d’oggi lo Spirito di Dio, che non si può negare sia presente, come si manifesta? Voglio dire, avrai un’opinione sull'”utilità” di oggi dello Spirito, fammi sapere se non mi spiego bene;
    3) ovviamente il sacrificio dei terroristi è differente, anche perché questi ultimi lo fanno per uccidere la gente, mentre i martiri venivano uccisi, non facendo alcun male; detto questo circa tutti gli apostoli sono effettivamente morti “non naturalmente” ma uccisi, e quindi, senza ripetere il concetto, significa che erano sicuri di ciò che predicavano;
    4) e 5) nulla da dire, si tratta di opinioni personali 🙂
    6) vero che non è imparziale, ma come negare ciò che è successo? Comunque non faccio di tutta l’erba un fascio ci mancherebbe.
    Grazie per l’attenzione

    Rispondi
    1. sguardoasion Autore articolo

      1) Quello dell’inferiorità era solo un esempio per farti capire che non basta dichiarare di basarsi sulla Bibbia. Bisogna anche dimostrare che il proprio pensiero sia coerente con quello delle Scritture. L’idea che l’essere umano sia irrimediabilmente peccatore e che necessiti della fede nel sacrificio di un messia morto in croce per avere la grazia di D-o, ad esempio, non è un’idea coerente con la Torah.
      2) Nel Tanakh lo “spirito” indica a volte l’azione diretta e invisibile di Dio (in generale), altre volte indica l’ispirazione della profezia. Non colgo altri significati.
      3) Non importa, dal punto di vista del nostro discorso, se lo facciano per uccidere la gente o per fare del bene: ciò che conta è che essi sono sicuri al 100% della veridicità della loro fede, fino al punto da essere disposti addirittura a togliersi la vita.
      Gli apostoli sono stati uccisi, ma per quale motivo esattamente? Di solito i cristiani venivano messi a morte perché si rifiutavano di adorare l’imperatore e di offrire sacrifici agli dèi, atti che sarebbero proibiti anche a qualsiasi ebreo, e infatti anche tanti rabbini persero la vita per lo stesso identico motivo.
      6) Anche se gli eventi narrati negli Atti siano del tutto veritieri dal punto di vista storico (cosa di cui dubito altamente), non vedo in essi alcuna prova della veridicità della fede cristiana.

      Rispondi
      1. Marco

        Va bene, ero solo curioso di conoscere il pensiero altrui, ti ringrazio per il dialogo, tanto vi dovevo, dato che nel mio credo colui che considero figlio di Dio mi insegna “andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 19-20).
        E’ stato un piacere,
        salutoni

  12. Carlo Dipietro

    Shalom, mi piacerebbe sapere come interpreti il capitolo di Daniele 9:24-27, secondo molti commentari la profezia inizia dal momento che Daniele la riceve e arriva alla crocifissione di Gesù, dalla morte di Gesù manca ancora mezza settimana per arrivare alla fine delle settanta settimane…

    Rispondi
    1. sguardoasion Autore articolo

      In ambito accademico esiste ampio consenso nell’affermare che le settanta settimane giungano fino alla sconfitta di Antioco Epifane per mano dei Maccabei (“fino a quando la completa distruzione piomberà sul devastatore” – 9:27).
      Per far quadrare i conti in modo da inserire la morte di Gesù nella profezia sono state compiute le più svariate forzature, compresa la divisione arbitraria tra l’ultima settimana e le altre 69.

      Rispondi
  13. Francesco

    Ma veramente gli ebrei non credevano neanche a Mosè, ma chi ti ha mandato? Cosa vuoi? Stavamo meglio senza di te! Il rigetto è una tipicità quasi folcloristica del popolo ebraico che a più riprese cercò di screditarlo dalla sua autorità, lo minacciò, lo insultò, fu addirittura messa in discussione la sua chiamata da parte di HaShem.
    Ma in compenso si lamentavano continuamente per il cibo per il tempo per l’acqua, si prostituivano ad altri dei si accoppiavano con altri popoli imitandone i loro costumi e alla fine non sapendo che fine avesse fatto, si fecero un bel vitello d’oro per tornare in Egitto a mangiare cipolle.
    Cosa dire tutti i messia proclamati da Israele hanno fatto la fine che hanno fatto, chi si è convertito all’islam, chi è morto malamente…
    E quasi scontato che una figura come Gesù risulti molto indigesta, essendo l’espressione di una amore altruista verso il prossimo. La manifestazione di una misericordia che non lascia spazio all’individualismo fine a se stesso.
    Ma la cosa più triste e vedere un tentativo quasi imbarazzante di attestare la veridicità della propria fede (ebraismo), usando come mezzo di propagando il discredito di un’altra fede (cristianesimo).
    Possiamo dire con una certa serenità che abbiamo quasi rasentato il fondo.

    Rispondi
    1. sguardoasion Autore articolo

      Questo articolo analizza lucidamente le argomentazioni tradizionalmente presentate a sostegno della messianicità di Gesù e la risposta ebraica alle stesse. Se per te questo è “toccare il fondo”, non so davvero cosa dirti. Forse su un sito antigiudaico pieno di luoghi comuni saresti più a tuo agio.

      Rispondi
  14. anonimo

    Da poco tempo ho trovato questo sito, e faccio i complimenti ai redattori perché mi sembra che si possa discutere con tono pacato, con spirito libero ed aperto su ogni cosa per la ricerca della verità, salvo alcuni commenti che secondo me sarebbe meglio non pubblicare. Ciò che conta è la verità oggettiva, al di là dei misiticisimi e sentimentalismi, e gli apostoli, per amore della verità della giustizia e tutto il resto, non si sono voluti rassegnare, ma per continuare a sperare hanno divinizzato il loro maestro ritenendolo Messia, sperando almeno di poter avere nel regno dei cieli tutto quello che era stato promesso e non avevano ottenuto qui in terra. ” E’ questo il momento in cui ricostruirai il regno di Israele, chiesero a Gesù prima che ascendesse al padre suo che lo aveva fatto risorgere dalla morte- Non è dato a voi di conoscere i tempi che Dio ha riservato a se stesso, ma voi mi darete testimonianza fino agli estremi confini della terra, gli rispore Gesù, e non state a guarda il cielo gli dissero gli angeli, perché si sa che la torah non è nei cieli.. E per poter capire ogni cosa, io credo che l’ipotesi più semplice da fare sia anche la più estrema, ossia che tutto il nuovo testamento, non sia altro che un grandiso midrash, un opera inventata di sana pianta da parte di ebrei che avevano fame e sete del dio vivente,e non volevano rassegnarsi di fronte alla tragedia che aveva vissuto il popolo ebraico, se non più grande, di certo non minore della shoà, e per poter capire questo meravoglioso midrash, oltre ad immedismarsi nel cuore e nell’animo di un ebreo, occorre utilizzare tutti i metodi dell’esegetica ebraica, perché umili o presntuosi non si sa, in fatto di torah hanno dettto di non essere secondi a nessuno, ed ai dottori della legge Gesù diceva che se li avesse interrogati non avrebbe potuto rispondergli. Cercare di dimostrarlo o confutarlo in base alle scritutre, per quanto affascinante ed anche imprescindibile e necessario, rischieremo di aggrovigliarci in infinite discussioni dove si può dimostrare tutto ed il contrario di tutto, e giustamente come dicono gli ebrei, per poter credere in Gesù occorre verificare se le sue parole e le sue promesse si sono verificate, come Dio stesso suggerisce di fare nella torah, perché nessuna parola che esce dalla bocca del Signore ritorna a lui senza aver prima prodotto l’effetto per cui l’ha mandata. Un metodo rigorso, che per equità dovrebbe valere per Dio stesso, accertando se si sono verificate le sue parole e le sue promesse dell’antico testamento, e se ci vuole anora tempo in quanto lui è infinito, lo stesso modo bisogna fare con Gesù, trattandoli equamente, da pari a pari, perché tralasciando le dispute teologiche, io e il padre siamo una cosa sola ha detto, operiamo allo stesso modo in pratica. Vorrei dire tante cose su questo, ma prima dare solo alcuni spunti di riflessioni, per incanale la discussione su giusti binari senza perdersi in infinite discussioni. Usare la logica, solo la logica per cercare d capire, e mai cercare di difendere preventimanete le proprie tesi, il proprio pensiero e fede e credenze religiose. Non esistono dogmi nell’abraismo si dice a torto o ragione, e l’unico dogma da cui partire è l’esistenza di Dio, un Dio sempre fedele alla sua parola che non può mai contraddirsi e nè pentirsi o smentirsi perché la sua parola è stabile nei cieli, e tutte le sue parole devono essere analizzate congiuntamente per poter capire cosa significa che il Signore è Uno, al fine di poter aver coscienza di un infinito mistero. Gesù è vero uomo e vero Dio dicono i cristiani, figlio di Dio e figlio dell’uomo. Da figlio di Dio ha tutto in comune con il padre, da figlio dell’uomo ha tutto in comune con l’uomo tranne il peccato.il nuovo adamo che non mangia dell’albero della consocenza del bene e del male, ma se adamo indica tutto il genere umano, come figlio di adamo è il figlio di Davide, E se tutto ha in comune con l’uomo , tutto dovrà averee in comune con Davide, salvo il peccato logicamente, perché anche davide ha peccato, Ma se ad adamo, il signore disse che certamente ne sarebbe morto, a davide che disse che per la vita del signore quell’uomo meritava la morte, e quell’uomo era lui, il signore gli disse che lui non sarebbe morto. Il signore completerà per me l’opera delle sue mani salmeggiava davide, e per i ciristiani (ossia gli ebrei che hanno scritto la storia) Gesù porta ogni cosa a compimento. Ma per poterlo capire, occorre confrontare Gesù con Davide, leggere le due storie in parallelo, perchè solo cosi vi può essere un dialogo costruttivo fra cristianesimo ed ebrasimo , senza rischera di perdersi in infinite discussioni. Per logica hanno tutto in comune, tranne il peccato, ma questa è una cosa che sia i cristiani che gli ebrei farebbero tanta fatica ad accettare, perché possono sembrare tanto distanti e lontano le due figure, ma è questa la via che occorre intraprende con coraggio se si vuole capire ogni cosa. Chi erano Davide e Gesù, attendosi esclusivamente alle scitture senza nulla aggiungere e nulla togliere. mettere alla prova le scirtture per dirla semplicemente, senza pensare o interoggarci quali di esse siano ispirate da dio o meno, e se siano solo narrazioni di eventi storici , o storia confusa e mischiata con miti e leggende come sovente capita in tutte le ricostruzioni storiche, laiche o religiose che siano.
    saluti

    Rispondi
  15. egisto

    Con le sacre scritture, secondo me si è fatto un sacco di confusione:quindi credere appare sempre più difficile.Per questo molta gente smette di credere e diventa ateo.

    Rispondi
  16. Mattia

    Articolo molto interessante e in alcune parti ben articolato. Non conosco l’autore, però ne intuisco poca conoscenza delle Scritture Greche, in particolare ciò che riguarda la critica testuale. Credo che era più corretto spiegare cosa si intende con “ebrei” e la divisione delle due case: Israele e Giuda. Poi sarebbe stato interessante accennare alle due figure/funzione di hamashìach ben-Yosèf e hamashìach ben-Davìd. È chiaro che Yeshùa di Nazareth, se fosse stato il messia, ha incarnato l’idea del messia ben-Efraim. Sicuramente i giudei non lo potevano riconoscere tale.

    Nel Midrash Rabbah è scritto: “Così come Mosheh, il Messia sarà rivelato, poi nascosto, e poi rivelato di nuovo” (Bemidbar Rabbah 11:2).

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    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Quello del Mashiach Ben Yosef è un concetto talmudico e midrashico assente nel Nuovo Testamento. Mashiach Ben Yosef è una figura escatologica, un discendente di Efraim che governerà Israele e sarà pianto dall’intera nazione dopo essere stato ucciso nella guerra di Gog e Magog. Ben diverso dunque dall’idea neotestamentaria del Messia.
      Il passo del Midrash Rabbah che hai citato va letto nel suo contesto. Sì, il Messia sarà nascosto, ma ciò avverrà, secondo i Maestri, durante una guerra contro il re di Persia. I Midrashim dicono che il Messia figlio di David sarà nascosto da Dio per essere protetto dai suoi nemici, e ciò avverrà nel corso di quaranta giorni.

      Rispondi
  17. anonimo

    Tutte le scritture parlano di me, diceva Gesù. E Gesù assomma insieme entrambe le figure.
    Avevo consigliato di paragonare insieme Gesù e Davide, almeno per capire Davide, e ad un ebreo dovrebbe far piacere oltre che essere un dovere ed un desiderio, perché sta scritto che un giorno tutti diventeranno come Davide, come dice il porfeta Zaccaria, dopo che però si sono battuti il petto ricordandosi del loro fratello Giuseppe che pur senza colpe l’avrebbero voluto uccidire e lo vendettero come schiavo. Lo videro venire da lontano il loro fratello quando decisero di ucciderlo, e le cose bisogna vederle molto da vicino nella Bibbia per non fare il loro errore. Non lo conoscevano Giuseppe se lo videro solo da lontano…. altrimenti non avrebbero deciso di ucciderlo se lo avessero conosciuto prima come lo conosceranno dopo.

    Rispondi
  18. elia

    Credo che la differenza tra l’insegnamento di Gesu’ e quello dei Maestri ebrei della sua epoca fosse dovuto all’atteggiamento diverso del primo verso Ha Shem rispetto a quello dei secondi. Mentre per Gesu’ tutta la vita ed ogni azione, ogni mitzva, erano inseparabili da una disposizione interiore di amicizia filiale e rapporto intimo di devozione verso Ha Shem, per i secondi probabilmente erano piu’ importanti la fedelta’ halakica, quindi la perfezione nell’esecuzione delle mitzvoth e di tutte le prescrizioni legate all’esistenza del Tempio.
    Gesu’ era un mistico contemplativo e un predicatore errante, e non certo un politico (in senso lato) come per necessita’ dovevano essere i governanti ebrei di allora, anche a causa della presenza romana. Ovviamente fini’ per mettere in agitazione la folla, che non desiderava altro che la venuta del Messia che li liberasse dalla sudditanza a Roma.
    La realpolitik dei capi ebrei fini’ per decretare la condanna del ribelle, ma non la fine dei suoi insegnamenti etici, che infatti sono sopravvissuti fino ad oggi. (un terzo della popolazione mondiale si riconosce cristiana v. wikipedia).
    La domanda che pongo e’: ora che la Chiesa ha terminato il suo compito (l’evangelizzazione di tutti i popoli del pianeta) e pare diventata ormai solo una societa’ di soccorso sociale senza piu’ alcuna propensione a insegnare la dottrina originaria di Gesu’, (cioe’ appunto un ebraismo meditativo-devozionale, tipico credo anche di certe scuole ebraiche), dove devono rivolgersi coloro, che come me, (e penso siano milioni) sentono invece vivo il bisogno di approfondire l’aspetto devozionale ebraico (tipico di Gesu’)? Preciso che il Noachismo non mi basta, sento che non fa per me. Occorre forse convertirsi all’ebraismo e poi cercare un gruppo di ebrei messianici, cioe’ credenti in Gesu’ come Messia? Non c’è una via piu’ semplice e breve? Qualcuno mi puo’ consigliare in proposito?
    Grazie

    Rispondi
    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Non concordo su quanto hai affermato in merito all’approccio devozionale. L’attaccamento alla halakhah è certamente da millenni tipico di una parte del popolo ebraico, ma non va considerato come l’approccio ufficiale dei Maestri, che invece hanno sempre esaltato maggiormente l’aspetto etico e spirituale delle mitzvot (vedi la Scuola di Hillel).

      Rispondi
      1. aurelia benedetto

        Sono d’accordo, certo, cercavo solamente di spiegarmi la ragione del contrasto tra Gesu’ ed i Maestri del suo tempo, tra la scuola di Gesu’ e le scuole attive allora a Gerusalemme. Quindi dici che convertendosi all’ebraismo, ci si potrebbe ritrovare in un ambiente in cui il medesimo approccio che aveva, ad esempio, Gesu’ al divino e’ tutt’ora vivo? E come si risolve il fatto che Gesu’ non e’ universalmente accettato dagli ebrei come uno dei loro maestri, figuriamoci come Messia nascosto? Solo gli ebrei messianici, suppongo, lo accetterebbero, ma per far parte di una scuola messianica, occorre prima convertirsi ufficialmente all’ebraismo. Dico bene? Grazie per la risposta

        Il giorno 31 maggio 2018 20:48, Sguardo a Sion ha scritto:

        > Sguardo a Sion commented: “Non concordo su quanto hai affermato in merito > all’approccio devozionale. L’attaccamento alla halakhah è certamente da > millenni tipico di una parte del popolo ebraico, ma non va considerato come > l’approccio ufficiale dei Maestri, che invece hanno sempre e” >

      2. Sguardo a Sion Autore articolo

        Il rifiuto ebraico di Gesù non sta di certo nella sua devozione o nel suo insegnamento etico, ma nell’importanza teologica ed escatologica che il Cristianesimo attribuisce alla figura di Gesù. Ma il discorso è lungo e potrebbe riempire numerosi libri.
        Chi si converte all’Ebraismo non lo fa per semplici esigenza spirituali, ma per dare compimento al proprio senso di identificazione con il popolo ebraico e con i suou doveri. Non sta a me dare consigli in questo campo. Questo è solo un sito di studio.

      3. aurelia benedetto

        Ok! Grazie ugualmente per la risposta! Shalom!

        Il giorno 31 maggio 2018 22:11, Sguardo a Sion ha scritto:

        > Sguardo a Sion commented: “Il rifiuto ebraico di Gesù non sta di certo > nella sua devozione o nel suo insegnamento etico, ma nell’importanza > teologica ed escatologica che il Cristianesimo attribuisce alla figura di > Gesù. Ma il discorso è lungo e potrebbe riempire numerosi libri. Chi” >

  19. anonimo

    caro redattore sull’importanza teologica ed escatologica che gli ebrei hanno attribuito a Gesù ( è nato tutto nell’ebraismo il cirstianesimo) mi piacerebbe tanto confrontarmi con te, Ma non potendo farlo qui se vuoi avrei piacere di incontrarti. Io vivo a Roma. Fammi sapere

    Rispondi
  20. francescafassinabosti

    Caro blogger, era lo stesso Gesù che in pratica definiva sé stesso come il Cristo.

    Dall’episodio del Giordano, in cui lo Spirito di Dio in forma si colomba scende su Gesù, alla confessione di Simone detto Pietro che, interrogato insieme ai descepoli da Gesù stesso (“E voi chi dite che io sia?”) risponde “Tu sei il Cristo di Dio”. Questo episodio è riportato nel Vangelo di Luca. capitolo 9, versetti da 18 a 21. Gesù non rifiuta di essere definito il Cristo.

    Prima ancora, Luca riporta un altro episodio in cui, recatosi di sabato alla sinagoga a Nazareth, Gesù si alza e va a leggere dal rotolo di Isaia, il passo dove è scritto “il Signore mi ha unto” e dice ai presenti che si è compiuta la Scrittura. Si trova in Luca, capitolo 4, versetti 14-21. Luca spiega anche che era la potenza dello Spirito a spingere Gesù ad insegnare nelle sinagoghe e a dire questa cosa. Quindi quello che Gesù diceva era ispirato. Gesù non si definisce propriamente un profeta, dice piuttosto di essere più grande di Elia.

    Inoltre, nel vangelo di Matteo, riceve due inviati da parte di Giovanni il battista ai quali dice che non devono affatto attendere un altro uomo. Si parlava probabilmente di un’attesa messianica. Chi altri potevano attendere? Essi glielo avevano chiesto esplicitamente, se dovevano aspettare un altro uomo o se era Gesù colui che doveva venire. Gesù risponde loro di guardare ai segni da Lui compiuti (guarigioni miracolose, resurrezioni) e di ascoltare la sua predicazione. Questo è riportato nel vangelo di Matteo.

    La mia idea, caro blogger, è che se Gesù avesse pensato a sé stesso come ad un profeta, avrebbe fatto capire che dovevano aspettare il Messia. Invece Gesù pensa a sé stesso come al Cristo di Dio, l’unto dal Signore, con tutto quello ovviamente che questa parola significa.

    Rispondi
    1. francescafassinabosti

      ribadisco: se Gesù non si fosse identificato lui per primo nel messia, avrebbe molto probabilmente parlato del messia dando ad intendere tanto ai suoi discepoli quanto ai discepoli di Giovanni che dovevano attendere ancora, per il messia. Avrebbe nominato il Messia parlando di qualcuno che doveva venire. Invece Gesù parlava di sé stesso, non “di un messia da dover aspettare ancora”. È piuttosto chiaro dai vangelo che Gesù pensava di essere il Cristo, cioè che lo Spirito di Dio lo avesse “unto”, ed è esplicitato nel vangelo di Luca che Gesù atteibuì senza dubitare a sé stesso (non ad altri) le parole di Isaia circa l’unzione da parte dello Spirito di Dio. Dovresti aggiungere perciò un quarto punto ai motivi per i quali i cristiani pensano che Gesù sia anche il messia, cioè che tutto quello che Gesù stesso riferiva a sè stesso lo da ad intendere. Cioè che Gesù non voleva si aspettasse piú, dopo di Lui, alcun altro messia, ma solo che sarebbe venuto il Consolatore, che è ancora lo Spirito.

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      1. Sguardo a Sion Autore articolo

        Sul fatto che i Vangeli ci dicano che Gesù sia il Messia e che egli stesso si ritenesse tale non c’è il minimo dubbio, ed è superfluo dimostrarlo. L’argomento del discorso non è ciò che il Vangelo sostiene, ma i motivi per cui un ebreo dovrebbe crederci.

  21. anonimo

    Caro redattore, ma perché molti ebrei ci hanno creduto? Non è una storia tutta ebraica quella narrata dai vangeli? Al di là poi dei vangeli, non è la stessa storia a dirci che il cristianesimo ( ossi chi ritine Gesù il Cristo) è nato in seno all’ebraismo e dagli ebrei è stato fatto conoscere ai gentili- Prova quindi a farti anche la domanda inversa. Quel’è il motivo per cui gli ebrei hanno creduto in Gesù come Messia? magari fatti anche un altra domanda. Come mai altri ebrei poi hanno creduto o posto fede in altri messia, che poi sono risultati falsi, e la storia ne ha cancellato anche il ricordo? In quel periodo storico in cui è nato il cristianesimo, ci sono diversi falsi messia a quanto sembra, come Bar KoKBà, e come mai coloro che hanno sbagliato Messia, sono considerati illustri maestri, come Rav, Akivà, mentre il pensiero cristiano è stato espunto dai suoi seguaci?
    Possono sembrare confuse le cose, ma attraverso gli errori si può giungere alla verità,.
    Importante è capire senza preconcetti e pregiudizi, senza dogmi e contro dogmi e tutto il resto, mente aperta e spirito libero, con cuore sincero accostandosi umilmente alle parole del Signore.

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    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Che molti Ebrei abbiano creduto in Gesù lo dice solo il Nuovo Testamento, testo di certo non imparziale. Non dico che non abbia avuto tanti seguaci, ma ciò è facilmente spiegabile. Molti Ebrei (moltissimi) credettero anche a Baal Peor, alle Asherot e ai falsi profeti nemici di Geremia. L’aver avuto un numeroso seguito tra le masse popolari non è una prova di messianicità.

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  22. anonimo

    Non ti ho detto che è una prova. La prova si vede dai fatti storici e tu anche la storia vuoi negare, Se parlo io mi dite che sono presuntuoso, mentre voi che dite di cercare la verità, volete per forza negare a priori la verità che non vi piace. Se leggi tutto il nuovo testamento vedi che gli ebrei che hanno creduto in Gesù quello che predicavano e si erano prefissi nella storia l’hanno ottenuto e realizzato. Far conoscere il nome del Signore su tutta la terra a partire dalla giudea , galilea e samaria, ed anche la nazione di israele ricostruita come aveva predetto. Conosci altri ebrei oltre a loro che hanno fatto conoscere il nome del Signore e la Bibbia a tutto il mondo? Sono stati forse i rabbini seguaci di ben Zakkai, gelosi della loro esclusività a far conoscere la parola del Signore al mondo? Dopo la distruzione del tempio è cambiato l’ebraismo, ma la storia ha dato ragione ai cristiani, gli ebrei seguaci di Gesù, e non certo a chi si è aggrappato al talmud. Che molti ebrei sono passati al cristianesimo lo dice la storia non i vangeli, perché nei luoghi della diaspora ebraica si è diffuso il cristiensimo ( prima agli ebrei e poi a pagani diceva Paolo), e non da ultimo a Roma, dove c’era già una comunità ebraica, e molti furono deportati dopo la distruzione del tempo e della stato di Israele Ma voi siete studiosi, studiosi di che mi andrebbe da dire, di favole come diceva San Paolo, ma la parola del Signore è fatto, ed i fatti storici dovete interpretare, alla luce delle scritture. Invece per giustificare voi stessi finite per essere ribelli, ma è un lungo discorso, che per intraprendere bisognerebbe solo spogliarsi di ogni preconcetto

    Rispondi
    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      “La storia ha dato ragione ai cristiani”: questa è la tua prospettiva. I primi cristiani credevano in un ritorno imminente di Gesù, entro una generazione, cosa che non è avvenuta, per cui il Cristianesimo ha dovuto reinventarsi come fede “a lungo termine”, ponendo più enfasi sull’oltretomba e il regno di Dio inteso in senso immateriale. Una volta divenuta una religione non ebraica, è poi divenuta rapidamente irriconoscibile, assorbendo usi pagani che con la Bibbia hanno ben poco in comune. Sei libero di pensarla diversamente, ma non di mostearti irrispettoso parlando di “fatti” e di “favole”.

      Rispondi
  23. anonimo

    Non sono irrispettoso, ma un pò zelante come ti ho detto altre volte, e lo sai che amano le discussioni accese gli ebrei se come dice il talmud hanno la pretesa di mettere in minoranza anche Dio. Allora punto per punto e cercando di essere sintetici come piace a te, ogni confronto deve essere equo usando gli stessi parametri di confronto.
    Il Cristianesimo ha dovuto inventarsi come fede a lungo termine, dici tu.
    Ma mi sai dire quali promesse dell’ebraismo si sono finora realizzate in questo mondo? Il lupo non dimora ancora con l’agnello, mi sembra, cosi non possiamo sapere se era un vero o un falso profeta Isaia. Il Messia non è ancora arrivato, e cosi non possiamo sapere, se Dio manterrà la promessa, o Mosè e i profeti, hanno sbagliato a capire o riportare le parole del Signore. La casa di Davide non è ancora stata ricostruita, e da qualsiasi angolazione vediamo ogni cosa, l ‘ebraismo è ancora più a lungo termine del cristianesimo, in quanto nato molto prima, nel momento in cui l’unica parola del Signore ches i è realizzata, sembra essere stata la condanna all’esilio e la distruzione del tempio a causa dell’odio gratuito degli ebrei, come dice il talmud. E a rigore per gli ebrei che non credono in Gesù, solo questa parola dovrebbero ammettere che si è realizzata, almeno fino a pochi anni fa in cui è stato ricostrutio lo stato ( ma non il tempio e il sacerdozio). Tu dici che il cristianesimo pone enfasi sull’oltretomba come regno di Dio in senso immateriale. Al contrario invece, se il verbo si è fatto carne, è la parola che si fa fatto, lo spirito che si materializza, e che invece di diividire il cielo dalla terra, sconfiggendo la morte li unisce, abolendo ogni confine, pure perchè è proprio il crisitianesimo a dire che per amore di questo mondo, Dio ha dato in sacrificio il figlio suo, che ha istituito il nuovo sacerdozio. Ed anche in questo la storia ha dato ragione a loro, chi prima della distruzione del tempio predicava che il vecchio sacerdozio era finito, sostituito da uno nuovo senza soluzione di continuità Puoi non crederci o capirlo, ma la storia ci dice che non è stato più ricostruito il vecchio sacerdozio, e non lo sarà più, cosi che agli studiosi, non resta che abolirlo pensando che non serve, cosi come abolire la venuta messianica pensando che non serve, se non è arrivato dopo cosi tanto tempo. Ma tutte queste interpretazioni, fanno grande torto alle scritture, quasi sconfessandole. Sul fatto che il cristianesimo si è mischiato coi riti pagani, divenendo una sorte di sincretismo religioso, dopo essersi staccato dall’ebraismo, ti ho già risposto ad un commento sulla festa di Hannukà.
    Voi festeggiate la festa delle luci, ma che avete da festeggiare se poi il miracolo non si è ripetuto ed il tempio è stato profanato e distrutto dai romani. Come mai il miracolo non si è ripetuto e vi è rimasta solo la festa come ricordo? Usi pagani, come sai usi pagani l’hanno assunto anche gli ebrei, sia prima che dopo la nascita del cristiensimo. Dogma di fede più che di logica, salvo che si parli di logica biblica, perché se gli ebrei non avessero mai assunti usi pagani, il tempio non sarebbe mai stato distrutto, e se distruttto ricostruito nel caso nn assumessero usi pagani. Altrimenti se ritieni che gli ebrei non sono idolatri, sarebbero contraddittorie le parole e le promesse del Signore.
    Per concludere, riguardo sempre la religione a lungo termine, un giorno presso il Signore sono come mille anni, e come ti ho detto in altri commenti, il compito degli uomini è testimoniare la verità, perché la giustizia scenderà dal cielo, ed il compito del messia è dar testimonianza alla verità, invece voi vorreste che realizzasse la giustizia, ma questa spetta a Dio, Il cristianesimo parla di parusia, perché solo nella seconda venuta sarà fatta giustizia, dopo che il mondo avrà conosciuto la verità, perché con la verità che si incontra con la misericordia, ci si salva.
    Sono tutti discorsi da affrontare in modo libero, farsi domande senza voler trovare risposte per giustificare o dare conferme alle nostre tesi già precostituite. Mettere solo alla prova le parole del Signore, non le nostre.

    Rispondi
    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Quindi fammi capire…
      Il fatto che il Tempio non sia stato ancora ricostruito per te è una prova del fatto che non sarà mai più ricostruito.
      Al contrario, il fatto che Gesù non sia ancora tornato (benché abbia detto ai suoi discepoli “alcuni di voi saranno ancora in vita quando il figlio dell’uomo verrà”) non ti disturba minimamente, perché “un giorno è come mille anni”. Vedi che usi due pesi e due misure? Non c’è alcuna obiettività in questo ragionamento.

      Rispondi
  24. anonimo

    Beh, nei vangeli c’è scritto che alcuni di loro l’hanno visto dopo che è risorto. Dio è misericordia e la misericordia è lo spazio tempo in cui viene applicata e realizzata la torah dicono i rabbini, in cui tutto viene ridotto ad unità, ma i tempi li conosce solo il padre nemmeno il figlio diceva Gesù, Riguardo il tempio e il sacerdozio ascoltami bene se vuoi e se puoi. Tralasciando il significato del sacerdozio, nella Bibbia esiste da sempre, fin dalla creazione de mondo si potrebbe dire, e prima di Abramo c’è la figugra di MelchisedecK, sacerdote del dio altissimo e come dice il suo nome re della giustizia. Esiste da sempre e non verrà mai meno il sacerdozio in mezzo a te dice Geremia, perché mai è stato abolito, ed i vangeli ed il cristianesimo si fondano sul sacerdozio di Cristo. ( Fu il sommo sacerdote a stracciarsi le vesti di fronte a lui). Anche dal punto di vista storico non sarebbe mai nato il cristianesimo se non fosse stato distrutto il tempio.
    Riguardo il tempio, fu costruito per metterci l’arca del Signore, l’arca di fronte alla quale doveva officiare il sommo sacerdote, e le cose sono sempre unite ed inseparabili. ( Ma uno solo può stare alla sua presenza).
    Voi ricostruire il tempio, ma non avendo più l’arca, cosa ci metterai dentro? Chi ti darà le tavole della legge? Le prime furono fatta direttamente da Dio, le seconde da Mosè, ma fu il dito di Dio a scrivervi sopra la sua legge. E le terze chi dovrà ricostruirle? Metterai i rotoli della torah, mi dirai, ma quelli possono stare pure in sinagoga, come già avveniva allora che c’era il tempio, e il sacerdozio su cosa lo baserai, sul sangue d capri e di montoni? Ma tu lo sai che se Gacobbe solo una tunica insaguinata dal sangue di capri e montoni, si ritrovò tra le mani non sapendo se suo figlio era vivo o morto, un altra tunica insanguinata dal sangue umano si troveranno i suoi figli, ma come con Giacobbe, un giorno padre e figlio si ritroveranno. Se ricordi bene l’arca di Uzzù barcollava quando non c’erano i sacerdoti a trasportarla verso Gerusalemme, ed anche Gesù barcollerà, colui che era il DIo vivente, il verbo fatto carne, che dopo aver vissuto e testimoniato tutta la verità, rimise a Dio ogni giustizia, affinchè vinta la morte fossero uniti cielo e terra. Di giustizia si interessanno anche tutti gli altri popoli, tutti gli uomini e tutte le culture, ma la differenza rispetto all ebraismo è una sola. Perché solo l’ebraismo ritiene che solo la giustizia vince la morte. Se il Dio è il Dio Vivente, deve vincere la morte l’ebraismo, ma non in senso metaforico per dir cosi, ma reale, affinché trionfi solo l’amore dopo che con il sacerdozio sono stati espiati tutti i peccati. Il resto è solo filosofia umana, etica o morale, che poco o nulla diversifica l’ebraismo da altre culture, per quanto ci si industriano tanti illustri maestri.

    Rispondi
    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Non puoi cambiare quello che è scritto. “Quando il figlio dell’uomo verrà” indica la “seconda venuta in gloria”, non le apparizioni in seguito alla resurrezione. Il contesto parla della fine dei tempi e del regno messianico. “Questa generazione non sarà passata prima che il figlio dell’uomo verrà”, insieme all’esortazione di Paolo a non sposarsi perché la fine è vicina, indicano un’attesa messianica a breve termine che non si è mai adempiuta.
      Parli dell’assenza dell’arca? Ti rammento che l’arca era assente anche dal Secondo Tempio, che il tuo Gesù riconosceva come vero tempio di Dio.

      Rispondi
  25. anonimo

    La fine è l’inizio in Dio, perché in lui che è infinito non c’è tempo. noi siamo uomini e come nessun cristiano può comprendere tutte le parole del NT, cosi nessun ebreo può comprendere tutte le parole del VT. Il bene e il male sono confusi su qell’albero, e quando tutto il mondo conoscerà la parola del Signore verrà il figlio dell’uomo nella sua gloria, dove il bene sarà separato per sempre dal male, ed il cielo unito alla terra. Tu dici che però tutti pensavano che era imminente, ma se cosi si potrebbe dire che era imminente in Israele, Cosa significa mi dirai mai, ma sarebbe difficile spiegare qui. Dovresti solo paragonare la pasqua ebraica con quella cristiana, per molti sono differenti, quasi il contrario,ed invece sono simili, perché Dio è sempre lo stesso ed opera sempre allo stesso modo. L’attesa messianica si è compiuto in Israele, e coloro che l’hanno accolto l hanno fatto conoscere al mondo, cosa diversa quando sarà tutto Israele a conoscerlo ed accoglierlo.
    Che nel secondo tempio non ci fosse l’arca non lo sapevo, vuol dire che Dio in Gesù l’ha ricostruita di nuovo con le proprie mani, un arca che cammina da solo e non ha più bisogno di chi la trasporta ma che insieme a lui magari ne porti il peso,
    Quel tempio di Dio a cui ti riferisci dagli uomini è stato costruito e dagli uomini è stato distrutto, ma il vero tempio di Dio non può mai essere distrutto dagli uomini, perché mai prevarrà l uomo nonostante la sua forza. E se non hai l’arca puoi avere la croce per il tempio.
    Saldo è il tuo trono e saldo è il mio cuore diceva Davide, ed il cuore dell’uomo unito al cuore di Dio rendano saldo il suo trono, anche se ha dovuto barcollare un pò per restare fedele a se stesso e renderlo saldo.

    Rispondi
  26. Antonella

    Non solo è difficile per gli ebrei credere che Gesù sia il messia e il salvatore dell’umanità , ma anche per le persone con un minimo di cervello e buon senso, rifiuterebbero gli scritti cristiani del cosidetto Nuovo Testamento, perchè inattendibili, infondati e fraudolenti, basati unicamente su una fede cieca verso un uomo morto in croce, sulla superstizione, ma soprattutto su una grande malafede e ignoranza della Torah e di tutto il Tanakh..

    Rispondi
  27. anonimo

    Cara Antonella chissà se forse la pensi come San Paolo quando perseguitava i cristiani,ma cambiò poi visione a 360 gradi quando fu folgorato sulla via di damasco.
    Se ti interessa l’amore per la verità ho scritto diverse cose su questo argomento, analizzando tutte le tesi pro e contro, e tenendo distinte la logica dalla fede, e la realtà dalle fantasie.
    se il cristianesimo è nato tutto all interno dell’ebraismo, visto il successo che hanno avuto, gli ebrei con esso devono fare continuamente i conti. Il confronto serve sempre a capire meglio la propria identità
    Fammi sapere
    ciao

    Rispondi

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