Commento alla Parashah di Shoftim (Deuteronomio 16:18 – 21:9) di Rav Aharon Lichtenstein zt”l, sul misterioso rituale della eglah arufah e la sua posizione all’interno del Deuteronomio.
Commento alla Parashah di Shoftim (Deuteronomio 16:18 – 21:9) di Rav Aharon Lichtenstein zt”l, sul misterioso rituale della eglah arufah e la sua posizione all’interno del Deuteronomio.
Se, durante il tuo cammino, ti capiterà di trovare su un albero o per terra un nido di uccello con gli uccellini o con le
Prima che la Bibbia ebraica venisse alla luce, nel mondo esistevano già altri codici di leggi in forma scritta. Un confronto tra la Torah e queste leggi precedenti non è solo interessante, ma anche fondamentale.
In questo articolo vogliamo focalizzarci su un passo della Shirat Ha’azinu, la cui comprensione può risultare alquanto problematica: “Quando l’Altissimo diede alle nazioni la loro eredità, quando separò i figli degli uomini, Egli fissò i confini dei popoli, secondo il numero dei figli d’Israele” (Deuteronomio 32:8-9). Che cosa significa?
Nella Parashah di questa settimana troviamo un insegnamento di grande importanza che chiarisce il rapporto che esiste tra l’essere umano e la Torah: Questo comandamento
La sezione conclusiva del Libro del Deuteronomio contiene alcuni dei passi più aspri e angoscianti di tutta la Bibbia ebraica. Si tratta, in particolare, della lista delle maledizioni che vengono inflitte al popolo d’Israele nel caso in cui esso perseveri nella sua infedeltà. Ma le maledizioni, per quanto severe, non hanno mai l’ultima parola nella Bibbia.