Proseguiamo il nostro commento al Libro dell’Esodo parlando del capitolo 2, e in particolare della storia della salvezza del piccolo Moshè dalle acque del Nilo.
Proseguiamo il nostro commento al Libro dell’Esodo parlando del capitolo 2, e in particolare della storia della salvezza del piccolo Moshè dalle acque del Nilo.
Partiamo oggi con un nuovo appassionante progetto per chi ama lo studio della Bibbia ebraica: un ciclo di lezioni audio in cui commenteremo il Libro dell’Esodo, dedicando ciascun episodio a un singolo capitolo.
“Scintille di Torah” è la raccolta di brevi commenti alla parashah che pubblichiamo ogni settimana sui nostri profili social. Qui potete trovare tutti i nostri commenti del 2024 relativi al Libro dell’Esodo.
Dopo che il popolo d’Israele si è corrotto con il peccato del vitello d’oro, Dio minaccia di distruggerlo. Moshè, però, lo convince a non farlo dicendo che, se annientasse gli Israeliti, Egli apparirebbe come una divinità crudele agli occhi degli Egizi.
Il Sinai è il luogo in cui avvengono due rivelazioni: quella “individuale” riservata solo a Mosè e quella “collettiva” a cui partecipa tutto il popolo. Questa corrispondenza ci mostra un aspetto spesso ignorato della storia dell’Esodo.
Uno dei più grandi scontri di potere mai esistiti nel mondo antico è quello che vide contrapposti l’Egitto e l’Impero ittita, due delle maggiori potenze che dominavano il Vicino Oriente. Ma cosa ha a che fare questo conflitto con la Bibbia?