Percorsi della Torah – La reputazione di Dio (audio)

Dopo che il popolo d’Israele si è corrotto ai piedi del Sinai con il peccato del vitello d’oro, Dio minaccia di distruggerlo totalmente. Moshè, però, lo convince a non farlo dicendo che, se annientasse gli Israeliti, Egli apparirebbe come una divinità crudele agli occhi degli Egizi.

Ma perché mai il Creatore dovrebbe preoccuparsi di ciò che una nazione pagana potrebbe pensare di lui? Risponderemo a questa domanda nel nuovo episodio del nostro podcast “Percorsi della Torah“.

Commento al Libro dell’Esodo – Capitolo 1 (Audio)

4 commenti

  1. Io sono d’accordo con Ben Gurion. Siamo realisti: nella storia il popolo ebraico, malgrado tante persecuzioni e tentativi di annientamento da parte delle nazioni pagane è riuscito a mantenere fede al Patto stipulato al Sinai. Quindi, si potrebbe fare anche la domanda inversa: ma veramente pensi che i goym si preoccupano di quello che pensa HaShem e dice la Torah? Indipendemente di come si comporta Israele? Non credo proprio! I fatti smentiscono questa interpretazione. Bene ha fatto quindi Ben Gurion a dire di fregarsene di quello che dicono i goym e andare per la propria strada a qualunque costo…

  2. Importane, però, è trovare la giusta strada…. sta tutto qui, se seguire i propri pensieri o quelli di Dio..

  3. Comunque miei cari, il redattore ha fatto molto bene a legare gli episodi narrati, in questo è quasi sempre bravo, ma l’analisi e spiegazione è un pò superficiale ( si attiene sempre e solo a quanto dicono presunti maestri e non pensa mai liberamente facendosi guidare dal testo letterale). Perché se notate, in tutti gli episodi si assiste ad un crescendo…. perché quanto più il popolo pecca, più Dio deve essere misericordioso. Dai gloria alla potenza del tuo nome misericordioso gli diceva Mosè…. perché Dio non può mai essere sconfitto dal peccato degli uomini. Solo per amore del mio nome lo faccio, ricordano i profeti, e solo per amore del suo nome salva gli uomini ed Israele, altrimenti come gli ricordava Mosè, sarebbero i suoi nemici a burlarsi di lui, a mettere in gioco la sua onnipotenza. Ma sono tutte cose che vi ho già detto, ma voi pensate ad altro. Dio è giusto, e non può essere mai chiamato in giudizio dagli uomini, e non può mai salvare qualcuno, anche solo per amore, facendo torto alla sua giustizia. Al limite nemmeno gli egiziani dovrebbero chiamarlo in giudizio chiedendogli perché mai ha sterminato i loro bambini e salvati i bambini degli ebrei. Passa per gli uomini, ma quale colpa e merito hanno i bambini, ancor di più quando sono solo dei lattanti? SI preoccupa delle opinioni degli uomini di Dio, perché ama e rispetta gli uomini, non è affatto indifferente ai loro pensieri, ma di certo va sempre avanti per la sua strada…. sulla strada dell’innocenza e della veritò, anche a rischio di essere burlato o deriso dagli uomini… chi vuole intendere intenda…

  4. Caro redattore, langue qua il sito. Io solo questo leggo ( perché è uno dei migliori sull’ebraismo), e se non scrivi, come mi distraggo ogni tanto? Mi viene da chiedere se ci sia qualche episodio biblico da commentare che possa aiutare a capire meglio la difficile situazione odierna di Israele.
    Ma il problema forse è sempre lo stesso, quello originario, perché il bene e il male è stato confuso agli albori dell’umanità, e tutto è ancora confuso e aggrovigliato. Si litiga sulla giustizia, quando dovrebbe essere proprio la giustizia la soluzione di tutto. Cosa dicono i rabbini in proposito? Che dici, non sarebbe meglio amare e seguire solo la verità, e lasciare la giustizia a Dio? ” Giustizia e pace si baceranno, misericordia e verità si incontreranno, la giustizia scenderà dal cielo, e la verità germoglierà dalla terra”.

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