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Brit Shalom: una guida pratica ai sette precetti noachidi

Fornire a chi non è Ebreo una guida pratica per imparare a vivere seguendo i precetti universali della Torah, senza convertirsi all’Ebraismo. Con quest’obiettivo è stata realizzata l’opera Brit Shalom (“patto di pace”), il nuovo libro del rabbino Oury Cherki, fondatore del Noahide World Center, associazione nata nel 2011 allo scopo di divulgare i valori morali e spirituali dell’Ebraismo al mondo non ebraico.

Convinti che il libro (per ora distribuito solo in versione digitale tramite il sito dell’associazione) possa rappresentare un’interessante novità nel mondo del Noachismo, abbiamo deciso di offrire ai nostri lettori una panoramica dell’opera.

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I precetti noachidi nella Bibbia

Una delle principali obiezioni rivolte contro la Legge noachide sostiene che i sette precetti non si trovino nella Bibbia, ma soltanto nel Talmud, poiché essi non sarebbero altro che una invenzione dei rabbini partorita in epoca tarda.

In realtà, benché in effetti la lista completa dei sette precetti sia riportata solo in alcune fonti della tradizione ebraica (vedi Talmud Sanhedrin 56, Tosefta Avodah Zarah 8:4, Midrash Bereshit Rabbah 16:6), il concetto della Legge noachide poggia su solide basi bibliche ed è perfettamente coerente con l’insegnamento della Torah. Continua a leggere

Domande e risposte sul Noachismo

Riportiamo in questa pagina la traduzione in italiano di uno scritto del Dr. James D. Tabor tratto dal sito: www.noahidenations.com/noahide-education/articles/about-the-noahides/30-noahide-what-is-bnai-noah.

– In breve, cosa significa “B’nei Noach”?
Detto in maniera semplice, “B’nei Noach”, o “figli di Noè”, è il modo in cui il Talmud si riferisce a tutto il genere umano.
Secondo la Bibbia siamo tutti discendenti di un solo uomo, chiamato Noè, dopo il Diluvio, e siamo perciò “figli di Noè” (Genesi 10).

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I precetti noachidi in testimonianze non rabbiniche

Benché si ritenga generalmente che la riflessione sul Noachismo sia limitata agli scritti rabbinici, alcuni studiosi affermano che sia possibile individuare riferimenti ai precetti noachidi anche all’interno di due testi antichi estranei all’ambito talmudico.
Si tratta del Libro dei Giubilei e degli Atti degli apostoli, due testi che, pur non essendo considerati sacri dagli Ebrei, furono scritti prima della stesura del Talmud e potrebbero quindi rappresentare una testimonianza del fatto che le leggi di Noach fossero note in ambiente giudaico già in un’era precedente a quella rabbinica. Continua a leggere