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Perché Giona provò a fuggire da Dio?

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E fu [rivolta] la parola di HaShem a Yonah figlio di Amittai, dicendo: «Alzati, va’ a Ninive, la grande città, e predica su di essa, poiché la sua malvagità è salita fino al mio cospetto». Ma Yonah si alzò per fuggire a Tarshish, [lontano] dal cospetto di HaShem (Giona 1:1-2).

Per quale motivo Yonàh (Giona) si sottrae inizialmente alla missione affidatagli da Dio? È una domanda basilare, una domanda che deve necessariamente trovare una risposta se si vuole comprendere la vicenda narrata in questo breve testo della Bibbia ebraica. Eppure non è una domanda facile come si potrebbe credere, né è in alcun modo scontata, come dimostra la varietà di diverse teorie che sono state proposte nei secoli per spiegare l’impossibile fuga di questo profeta dal volere divino. Continua a leggere

Azazel e il capro espiatorio

Capro

Aronne prenderà dall’assemblea dei figli d’Israele due capri per il sacrificio per il peccato e un montone per l’olocausto. […] Poi prenderà i due capri e li presenterà davanti al Signore all’ingresso della Tenda di convegno. Aaronne tirerà quindi a sorte i due capri: uno sarà per il Signore e l’altro “per Azazel” (Levitico 16:5-8).

Il rituale dei due capri prescritto nella Torah è l’elemento centrale della celebrazione di Yom Kippur, il “Giorno dell’Espiazione”, nella forma in cui questa festività era osservata all’epoca in cui esisteva il Tabernacolo, e in seguito il Tempio di Gerusalemme. Continua a leggere

Nel ventre del libro di Giona

jonah and the fish

In occasione della solennità di Yom Kippur, il “Giorno dell’Espiazione” stabilito nella Torah, la liturgia ebraica prevede la lettura del libro di Giona (Yonah), un testo breve e dal carattere narrativo incentrato sul tema del ravvedimento.
Tra le tante storie bibliche, quella di Giona è sicuramente una delle più conosciute. Si tratta della vicenda di un profeta a cui Dio affida il compito di predicare nella città corrotta di Ninive, ma che si rifiuta di compiere questa missione e si imbarca nel vano tentativo di sfuggire ai suoi doveri. Ma i piani di Dio prevalgono su quelli di Giona. Dopo essere stato gettato in mare in seguito a una tempesta, il profeta viene infatti inghiottito da un grande pesce, per poi riemergere dagli abissi ancora vivo e con una coscienza rinnovata. Giona decide quindi di ubbidire al comando divino e si reca perciò a Ninive, dove preannuncia la distruzione della città malvagia. Ma questa distruzione non avverrà mai, perché i Niniviti riconoscono i propri peccati e ottengono la misericordia di Dio attraverso il pentimento. Continua a leggere