È vero, come alcuni sostengono, che il Levitico prescrive, o almeno ammette, i sacrifici umani? Iefte ha violato la Torah nell’immolare sua figlia, o al contrario l’ha fedelmente applicata?
È vero, come alcuni sostengono, che il Levitico prescrive, o almeno ammette, i sacrifici umani? Iefte ha violato la Torah nell’immolare sua figlia, o al contrario l’ha fedelmente applicata?
Chi è l’autore del Libro del Deuteronomio? E più in generale, quando e da chi è stata composta la raccolta di testi che oggi chiamiamo Torah o “Pentateuco”? Affronteremo la questione mettendo alla prova le più accreditate teorie accademiche.
Il saggio Daniel vede nel suo sogno quattro creature terrificanti comparire l’una dopo l’altra. Tra queste, particolare rilievo è attribuito alla quarta bestia, allegoria di un impero potentissimo da cui sorgerà un persecutore blasfemo.
Il Libro delle Lamentazioni (Eichah) non è una cronaca né una semplice testimonianza diretta di fatti storici: è un testo religioso che vuole fornire una risposta teologica alla grave catastrofe della rovina di Gerusalemme.
Le visioni allegoriche dei capitoli 7 e 8 ripropongono lo stesso schema già presente nella visione della statua: una successione di regni sempre più potenti a cui fa seguito un intervento divino che porta la giustizia sulla terra.
Dopo aver introdotto i principali temi e le caratteristiche distintive del Libro di Daniele, in questa terza parte entreremo nel vivo dell’analisi addentrandoci nei misteri del testo e nel suo linguaggio allegorico.