Per quale motivo Yonàh (Giona) si sottrae inizialmente alla missione affidatagli da Dio? È una domanda che deve necessariamente trovare una risposta se si vuole comprendere la vicenda narrata in questo libro.
Per quale motivo Yonàh (Giona) si sottrae inizialmente alla missione affidatagli da Dio? È una domanda che deve necessariamente trovare una risposta se si vuole comprendere la vicenda narrata in questo libro.
“E avvenne, dopo queste cose, che la Divinità mise alla prova Avraham” (Genesi 22:1). Da questo verso, che introduce il racconto della Akedat Yitzchak (il
Lasciamo il giardino dell’Eden e spostiamoci nella valle del Giordano, dove Abramo (chiamato ancora con il suo nome originario Avràm), nelle insolite vesti di guerriero,
All’interno della Torah troviamo due brani differenti che riportano un elenco di maledizioni che Dio minaccia di scagliare contro Israele nel caso in cui il popolo rifiuti ostinatamente di osservare i Comandamenti. Il primo si trova al capitolo 26 del Levitico, mentre il secondo, molto più esteso e dettagliato, compare al capitolo 28 del Deuteronomio.
Dopo la prima lezione incentrata sulla ribellione del suolo e degli alberi di cui parla il Midrash, proseguiamo la nostra lettura della Bibbia affiancata dai
“La Torah di HaShem è perfetta, ristora l’anima”, dichiara il re David (Salmi 19:7). Eppure, questa Legge perfetta stabilisce che una ragazza vergine che è stata violentata sia unita in matrimonio al suo stupratore. Ai nostri occhi di lettori moderni e sensibili ai temi legati ai diritti delle donne e al dramma delle molestie sessuali, l’idea appare a dir poco ripugnante.