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Hanukkah: che cosa si commemora realmente?

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“Che cos’è Hanukkah? I Saggi hanno detto: Dal giorno venticinque del mese di Kislev, vi sono otto giorni di Hanukkah. Non è permesso fare lutto o digiunare in essi. Poiché quando i Greci entrarono nel Santuario, essi profanarono tutti gli oli sacri; e quando il regno degli Asmonei [i Maccabei] sorse e li sconfisse, essi trovarono una sola ampolla d’olio con il sigillo del Sommo Sacerdote. E c’era in essa olio sufficiente per un solo giorno. Ma avvenne un miracolo ed essi accesero [i lumi del candelabro] con esso per otto giorni. L’anno seguente i Saggi istituirono quei giorni e li resero una festa per la lode e per il ringraziamento” (Talmud Bavlì, Shabbat 21b).

In questo brano del Talmud, l’origine della festa di Hanukkah (o Chanukkah) viene ricondotta principalmente (se non esclusivamente) a un prodigio avvenuto nel Santuario durante la riconsacrazione ad opera dei Maccabei dopo la vittoria sui Greco-siriani. L’idea che questa festività sia nata come celebrazione del “miracolo dell’olio” presenta però alcune difficoltà e non appare coerente con quanto riportato in altre fonti. Qual è dunque il vero significato della festa di Hanukkah? Continua a leggere

Le radici profetiche di Hanukkah

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Il brano dei Profeti (Haftarah) che gli antichi Maestri hanno associato alla festa di Hanukkah è tratto dal libro di Zaccaria (capitoli 2:14 – 4:7). Questo passo, incentrato sulle promesse di Redenzione e sulla restaurazione di Gerusalemme, viene letto in sinagoga durante lo Shabbat di Hanukkah.
Per quale motivo i Saggi hanno selezionato il libro di Zaccaria, e perché la loro scelta è caduta proprio su questi capitoli? La domanda è particolarmente interessante se teniamo conto del fatto che Hanukkah, in quanto commemorazione della vittoria dei Giudei sul regno greco-siriano all’epoca dei Maccabei, è una festività post-biblica, e non possiede quindi una fonte diretta nella Bibbia ebraica. Continua a leggere

Hanukkah, Natale e il segreto delle luci

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L’alternanza del giorno e della notte, il più scontato dei fenomeni naturali agli occhi dell’uomo moderno, è anche quello che più di ogni altro è sempre stato caricato di significati simbolici e religiosi. Il trionfo della luce sulle tenebre, dopo il periodo delle lunghe notti d’autunno in cui l’oscurità prevale, ha affascinato popoli di culture differenti fin dalle origini dell’umanità. La festività cristiana del Natale, come è ormai ampiamente noto, ha le sue radici proprio nelle antiche celebrazioni legate al solstizio d’inverno e al culto del sole. Dal 17 al 23 dicembre, in occasione dei Saturnalia, i Romani tenevano grandi banchetti, si scambiavano doni e accendevano lampade e candele. Il 25 dicembre, si ricordava poi il Dies Natali del Sol Invictus, che segnava la “rinascita del sole” e il prevalere delle ore di luce su quelle di buio. Ancora oggi, nel periodo che comprende il solstizio d’inverno, decorazioni luminose di ogni tipo riempiono le case e le strade in moltissimi paesi del mondo, poiché le celebrazioni natalizie hanno ereditato l’antica simbologia astronomica del paganesimo romano.

Non si può allora fare a meno di notare che anche l’Ebraismo possieda una “festa delle luci” (chiamata così per l’accensione delle candele), la festa di Hanukkah, e che essa abbia inizio il 25 di Kislev, che corrisponde proprio al tempo di dicembre nel calendario gregoriano. Esiste forse un legame tra questa solennità ebraica e le tradizioni degli altri popoli? Continua a leggere

Hanukkah

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La festa di Hanukkah (o Chanukkah) commemora la riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme dopo la vittoria dei Maccabei sui dominatori greco-siriani comandati da Antioco Epifane. Nel II secolo a.e.v., i greco-siriani cercarono di sradicare da Israele l’osservanza della Torah e l’identità ebraica per imporre la cultura ellenistica. Dopo una rivolta guidata dalla famiglia sacerdotale dei Maccabei, il potente esercito di Antioco fu sconfitto e il Santuario fu purificato. Continua a leggere