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Mishpatim: La logica della Legge

E questi sono gli statuti che tu porrai dinanzi a loro (Esodo 21:1).

La Parashah di Mishpatìm, la porzione del Libro dell’Esodo subito successiva al racconto della Rivelazione dei Dieci Comandamenti sul Monte Sinai, presenta una serie di leggi civili, sociali e religiose che rappresentano il primo nucleo dell’ordinamento giuridico che il popolo d’Israele è chiamato ad adottare come conseguenza dell’accettazione del Patto divino.
Ad alcune di queste leggi, come le norme sulla schiavitù e il tanto discusso “occhio per occhio, dente per dente“, abbiamo già dedicato degli articoli in passato. Questa volta vogliamo invece concentrarci sulle leggi relative al risarcimento dei danni inflitti alle persone e ai beni materiali. Continua a leggere

Dinim (Istituire tribunali)

dinim

Ogni popolo ha l’obbligo di amministrare la giustizia in modo equo attraverso un sistema giuridico. È necessario istituire tribunali in ogni città o centro abitato. Ai giudici è richiesta completa imparzialità e non è consentito accettare doni di corruzione. Ogni individuo ha il dovere di impegnarsi nella costruzione di una società equa e nella realizzazione della giustizia sociale. 

Secondo l’opinione di Maimonide, questo comandamento obbliga le nazioni del mondo a istituire un sistema giuridico che abbia il compito di garantire il rispetto delle leggi noachidi punendo i trasgressori. Secondo Nachmanide, invece, il precetto deve essere inteso anche come il dovere di stabilire le leggi dello Stato e di regolare ogni aspetto della società in ambito civile, penale ed economico.

Il Talmud (Sanhedrin 57b) associa questo precetto alla Tzedakah, cioè all’obbligo di aiutare i poveri, poiché è attraverso essa che l’individuo può contribuire al raggiungimento della giustizia sociale.

Per quanto riguarda la questione controversa dell’applicazione della pena capitale nella Legge noachide, riportiamo il parere di Rabbi Oury Cherki del Noahide World Center:
«Teoricamente, questo comandamento include la possibilità di applicare la pena di morte. Nella pratica, la pena deve essere misurata secondo la situazione specifica e l’avanzamento morale della società».

Origine biblica del precetto

Il Libro della Genesi ci presenta una serie di società corrotte o incapaci di stabilire la giustizia sulla terra (la generazione del Diluvio, Babele, Sodoma), insegnandoci così che esiste una responsabilità collettiva dell’uomo all’interno della propria comunità. A queste società fallimentari si contrappone però un modello positivo, quello del patriarca Abramo, del quale è scritto:  «Io infatti l’ho scelto, poiché egli ordina ai suoi figli e alla sua famiglia dopo di lui di seguire la via del Signore, mettendo in pratica l’equità e la giustizia» (Genesi 18:19).

I Maestri del Talmud ritengono che l’obbligo per l’umanità di istituire tribunali derivi soprattutto dal verso di Genesi 9:6, dove si afferma che la pena per gli assassini deve essere inflitta «per mezzo dell’uomo», cioè attraverso le società umane. Tuttavia, al di là del comando esplicito e specifico, la necessità di stabilire un sistema giuridico è la diretta conseguenza dell’esistenza della Legge.