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Salmo 2: “Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato”

Il capitolo 2 del libro dei Tehillim (Salmi) è un inno regale che esalta la supremazia di Dio sui piani malevoli dei potenti della terra. Questo Salmo è noto soprattutto per i significati escatologici (relativi alla venuta del Messia e al giudizio finale sui malvagi) che gli sono stati attribuiti nel corso dei secoli.

Oggi vogliamo proporvi un commento al Salmo focalizzandoci, come di consueto, sulla ricerca del senso originario del testo. Faremo particolare attenzione al tema del “figlio di Dio” che, insieme ad alcune espressioni enigmatiche, è divenuto oggetto di controversie religiose tra il mondo ebraico e quello cristiano.

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“Mi hanno forato le mani e i piedi”: di chi parla il Salmo 22?

Salmo22

Tempo fa ci è giunta la seguente domanda da parte di un utente anonimo:

Nel Salmo 22:16-19 Davide dice: “Mi hanno forato le mani ed i piedi. […] Spartiscono fra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia tunica”.
Ma questa non è una profezia su Gesù? Gesù fu messo in croce e tirarono a sorte la sua tunica. Ma di chi sta parlando Davide? Tutto questo Salmo mi ricorda solo Gesù. Davide ha profetizzato la crocifissione di Gesù.

In effetti, come afferma il nostro lettore, la frase “mi hanno forato le mani e i piedi” potrebbe richiamare proprio la crocifissione o una simile tipologia di tortura. Non sorprende allora che questo verso sia interpretato dai Cristiani come un riferimento alla pena subita da Gesù secondo i Vangeli. In tutto ciò, esiste tuttavia un problema di fondo: la frase “mi hanno forato le mani e i piedi” non compare affatto in questo Salmo.

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Un Salmo per la fondazione di Israele

israel flag

Celebrate Hashem, perché Egli è buono, perché la sua bontà dura in eterno. Così dicano i riscattati di Hashem, che Egli ha liberato dalla mano dell’avversario, e ha raccolto da vari paesi, da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno (Salmi 107:1-3).

Il capitolo 107 del Libro dei Salmi (Tehillim), è stato scelto da Rav Herzog, Rav Uziel e da altre importanti figure rabbiniche come Salmo da recitare in occasione della festività di Yom Ha-atzmaut, il giorno dell’indipendenza dello Stato di Israele.
La fondazione del moderno Stato ebraico, avvenuta nel 1948, rappresenta per molti l’adempimento dell’antica speranza di ritornare ad essere un popolo libero nella terra da cui gli Ebrei furono esiliati circa duemila anni fa. Per questo Yom Ha-atzmaut, oltre ad essere una festa nazionale di natura laica, è anche percepita come una celebrazione religiosa in molte comunità, sia in Israele che negli altri paesi. Continua a leggere