Riportiamo per i nostri lettori un brano del libro Kedusha Vi’teva di Rabbi Oury Cherki, in cui si affronta il tema della natura umana e dello yetzer harà’ (l’istinto del male o “cattiva inclinazione”).
Riportiamo per i nostri lettori un brano del libro Kedusha Vi’teva di Rabbi Oury Cherki, in cui si affronta il tema della natura umana e dello yetzer harà’ (l’istinto del male o “cattiva inclinazione”).
Il rito del sacrificio pasquale, istituito nel Libro dell’Esodo, sembra nascondere un significato sorprendente legato a una colpa originaria, un misfatto di cui gli antenati del popolo ebraico si erano macchiati prima di stabilirsi in Egitto.
L’idea che una persona morta torni a vivere in un altro corpo è una credenza che appartiene all’Ebraismo, oppure si tratta di una dottrina presa in prestito da altre culture?
In questo episodio del nostro Commento al Libro dell’Esodo concluderemo la vicenda dell’uscita dall’Egitto parlando della Shirat HaYam, il “cantico del mare”, che celebra il trionfo di Dio sull’esercito del Faraone.
Il nostro Commento all’Esodo ci porterà oggi ad assistere al momento epico della divisione delle acque e del passaggio del popolo ebraico attraverso il Mare delle Canne.
In questo articolo proponiamo un commento dettagliato al Salmo 110, concentrandoci sia sul suo senso contestuale che sulle riletture messianiche introdotte dalla fede cristiana.