In questo nuovo appuntamento con il nostro podcast “Percorsi della Torah” andremo alla ricerca del significato più accurato del nome divino Tzeva’ot (Dio degli eserciti) e dei suoi interessanti risvolti teologici.
In questo nuovo appuntamento con il nostro podcast “Percorsi della Torah” andremo alla ricerca del significato più accurato del nome divino Tzeva’ot (Dio degli eserciti) e dei suoi interessanti risvolti teologici.
Il più grande prodigio della Bibbia è a buon diritto anche il più controverso: l’idea che il sole possa “fermarsi”, come è scritto nel Libro di Giosuè, ha dato luogo a riflessioni tortuose sul rapporto tra le leggi della natura e i miracoli divini…
Ci occuperemo oggi di un concetto fondamentale per una comprensione accurata del testo biblico: i parallelismi tematici e lessicali che mettono in relazione brani diversi creando connessioni sorprendenti.
Isaia 7:14 è uno degli esempi più strabilianti di come un passo biblico tutto sommato lineare, non oscuro, senza nulla di controverso, possa trasformarsi in una fonte inesauribile di dibattiti, polemiche religiose e fraintendimenti.
Da dove nasce l’idea secondo cui il Messia entrerà a Gerusalemme in sella a un asino? E che significato ha? La scena è in realtà solo uno dei tanti elementi di un brano profetico contenuto nel capitolo 9 del libro di Zaccaria che ci apprestiamo ora a esaminare.
Per capire che cosa rappresenti la Menorah secondo la Bibbia è necessario osservarla all’interno del sistema di cui essa era parte integrante: quello del Mishkan, la dimora fatta edificare dal Creatore per “abitare in mezzo ai figli di Israele ed essere il loro Dio”.