Il verbo “espiare” (Kippèr) compare in numerose occasioni nella Bibbia, ma il suo preciso significato non è subito comprensibile e richiede una spiegazione.
Il verbo “espiare” (Kippèr) compare in numerose occasioni nella Bibbia, ma il suo preciso significato non è subito comprensibile e richiede una spiegazione.
Per quale motivo il Libro della Genesi sembra sprecare oltre quaranta versetti per elencare i figli, i discendenti, le mogli e i capi della famiglia di Esav (Esaù)?
In Isaia 53 si allude a una figura specifica, un personaggio reale la cui storia travagliata riecheggia nel brano. Di chi si tratta?
A cosa si potrebbe paragonare la rivelazione di Dio sul Monte Sinai narrata nell’Esodo? La risposta che la Bibbia stessa fornisce è sorprendente.
Mentre si riaccende l’interesse di molti per l’Odissea, potrebbe essere utile riflettere su analogie e differenze tra il poema greco e il Tanàkh, la Bibbia ebraica.
Uno dei comandamenti dalla formulazione più curiosa è quello che recita “Non cuocerai il capretto nel latte di sua madre”. Ma cosa significa?