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L’Arca di Dio tra riverenza e idolatria – 1 Samuele 4-6

L’umiliazione di Israele

I Filistei si schierarono contro Israele: divampò la guerra e Israele fu sconfitto dinanzi ai Filistei, che uccisero sul campo circa quattromila uomini (1 Sam. 4:2). 

Dopo aver subito una grave disfatta per mano dei Filistei, i capi d’Israele si riuniscono e decidono di dare una svolta alla loro sorte cercando di portare Dio dalla loro parte:

Quando il popolo fu rientrato nell’accampamento, gli anziani d’Israele si chiesero: «Perché HaShem ci ha percossi oggi dinanzi ai Filistei? Andiamo a prenderci l’Arca del Patto di HaShem a Shiloh, perché venga in mezzo a noi e ci salvi dalle mani dei nostri nemici. […] C’erano con l’Arca del Patto di Dio i due figli di Eli, Chofni e Pinchas. Non appena l’Arca del Patto di HaShem giunse all’accampamento, tutto Israele gridò con grande clamore e la terra fu sconvolta (4:3-5) .

A un lettore distratto, questi versi potrebbero apparire come la descrizione trionfante di una nazione che si unisce in nome della sua fede e affronta la battaglia con grande devozione. Le cose, però, non stanno così.

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Le origini di un grande profeta – 1 Samuele 1-3

Inauguriamo oggi la nostra raccolta di commenti al Libro di Samuele. Nel corso dei prossimi mesi analizzeremo il testo in tutti i suoi capitoli, concentrandoci nel dettaglio su alcuni versi o riflettendo in modo più ampio su temi e i personaggi.

A guidarci nell’interpretazione saranno in particolare i commenti di Rav Amnon Bazak, autore del libro Shmuel alef – Melekh BeIsrael, le osservazioni dello studioso e traduttore biblico Robert Alter e le lezioni di Marjorie Salem all’interno del progetto online Tanach Study.

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Saul e l’evocatrice di En-dor

In quei giorni i Filistei radunarono il loro esercito per combattere contro Israele. […]
Quando Saul vide l’accampamento dei Filistei, rimase atterrito e il suo cuore tremò di paura. Saul consultò il Signore e il Signore non gli rispose né attraverso sogni, né mediante gli Urim, né per mezzo dei profeti. Allora Saul disse ai suoi ministri: «Cercatemi una negromante, perché voglio andare a consultarla» (1 Samuele 28:1-7).

L’inizio di questo capitolo del libro di Samuele conduce il lettore in un’atmosfera oscura e tragica. Costretto ancora una volta ad affrontare i Filistei, Saul, primo re d’Israele, è chiamato a vivere un momento decisivo per la sua vita ormai da tempo segnata da un irreversibile declino morale.

Dopo aver disobbedito in più occasioni ai comandi divini, e dopo aver a lungo perseguitato il giovane David con l’inganno e con inaudita violenza, Saul sperimenta l’inquietudine che deriva dall’essere stato abbandonato da Dio. Continua a leggere