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Brit Shalom – ora disponibile la traduzione italiana della guida pratica al Noachismo

Tempo fa vi abbiamo parlato di Brit Shalom (“Patto di Pace”), l’opera scritta da Rabbi Oury Cherki allo scopo di offrire a chi non è Ebreo una guida pratica per vivere secondo i principi morali universali della Torah, pur senza convertirsi all’Ebraismo.

Il volume, pubblicato inizialmente in ebraico e in inglese, è ora disponibile anche in italiano, grazie al lavoro di traduzione preciso e appassionato di Mihaela Ghimici e alla collaborazione di Sguardo a Sion nella revisione del testo. Alla realizzazione dell’edizione italiana hanno inoltre preso parte Daniel Ben Noah e Roberta Frosolini.

Il libro è acquistabile online tramite questo link, mentre per una panoramica dell’opera e del suo carattere innovativo rimandiamo al nostro articolo dedicato a Brit Shalom.

Brit Shalom: una guida pratica ai sette precetti noachidi

Fornire a chi non è Ebreo una guida pratica per imparare a vivere seguendo i precetti universali della Torah, senza convertirsi all’Ebraismo. Con quest’obiettivo è stata realizzata l’opera Brit Shalom (“patto di pace”), il nuovo libro del rabbino Oury Cherki, fondatore del Noahide World Center, associazione nata nel 2011 allo scopo di divulgare i valori morali e spirituali dell’Ebraismo al mondo non ebraico.

Convinti che il libro (per ora distribuito solo in versione digitale tramite il sito dell’associazione) possa rappresentare un’interessante novità nel mondo del Noachismo, abbiamo deciso di offrire ai nostri lettori una panoramica dell’opera.

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I Dieci Comandamenti riguardano solo gli Ebrei?

Domanda: È vero che i Dieci Comandamenti non riguardano i non-Ebrei? L’obbligo di rispettare i genitori, o la proibizione dell’adulterio, non dovrebbero forse essere rispettati da tutto il genere umano? Oppure questi comandamenti sono validi solo per gli Ebrei?

Risposta di Rabbi Oury Cherki: I Dieci Comandamenti furono dati specificamente agli Ebrei, come si comprende dal primo comandamento: “Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù”.
Inoltre, secondo la versione dei Dieci Comandamenti riportata nel Deuteronomio, il motivo dell’obbligo di rispettare il riposo dello Shabbat è il seguente: “Ricorderai di essere stato schiavo nel paese d’Egitto”. Anche il precetto di onorare i genitori è legato al popolo d’Israele: “Onorerai tuo padre e tua madre, affinché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, il tuo Dio, ti ha dato”.

Tuttavia, i Dieci Comandamenti corrispondono nella loro essenza ai doveri morali e naturali contenuti nelle Leggi Noachidi, che erano già valide prima della Rivelazione sul Monte Sinai. Un non-Ebreo è perciò obbligato a rispettare i genitori e a non commettere adulterio, perché la fonte primaria di questi precetti è più antica del testo specifico dei Dieci Comandamenti.

Tratto dalla rubrica “Ask The Rabbi” del sito Noahide World Center