Le visioni allegoriche dei capitoli 7 e 8 ripropongono lo stesso schema già presente nella visione della statua: una successione di regni sempre più potenti a cui fa seguito un intervento divino che porta la giustizia sulla terra.
Le visioni allegoriche dei capitoli 7 e 8 ripropongono lo stesso schema già presente nella visione della statua: una successione di regni sempre più potenti a cui fa seguito un intervento divino che porta la giustizia sulla terra.
Dopo aver introdotto i principali temi e le caratteristiche distintive del Libro di Daniele, in questa terza parte entreremo nel vivo dell’analisi addentrandoci nei misteri del testo e nel suo linguaggio allegorico.
Nella seconda parte del nostro studio su Daniele, ci concentreremo sugli elementi di continuità che legano il Libro al passato, mostrando che la storia ha numerosi punti in comune con una certa vicenda della Genesi.
Vogliamo parlare oggi di uno dei libri più misteriosi della Bibbia, un’opera che ha esercitato un’enorme influenza tra gli Ebrei all’epoca del Secondo Tempio, che ha affascinato artisti come Rembrandt e pensatori come Isaac Newton, diventando oggetto di innumerevoli interpretazioni.
Il capitolo 2 del libro dei Tehillim (Salmi) è un inno regale che esalta la supremazia di Dio sui piani malevoli dei potenti della terra.
Tempo fa ci è giunta la seguente domanda da parte di un utente anonimo: Nel Salmo 22:16-19 Davide dice: “Mi hanno forato le mani ed i