Più ci si cala nelle profondità del Libro di Ester, più è possibile scoprire delle “sottotrame”, dei fili conduttori che compongono storie nascoste con insegnamenti inattesi.
Più ci si cala nelle profondità del Libro di Ester, più è possibile scoprire delle “sottotrame”, dei fili conduttori che compongono storie nascoste con insegnamenti inattesi.
Desideroso di ricevere un supporto spirituale alla vigilia della grande battaglia contro i Filistei, il re Saul compie il suo ultimo errore: quello di recarsi nella località di En-dor per consultare una negromante.
La narrazione dell’incontro tra il re e l’evocatrice di spiriti ha generato non pochi interrogativi e perplessità tra gli studiosi e i commentatori.
“E gli Zifei vennero da Shaul a Ghivah e gli dissero: «Non è forse David nascosto sulla collina di Chakilah ai margini del deserto?». E Shaul si levò e scese verso il deserto di Zif, avendo con sé tremila uomini scelti d’Israele, per cercare David nel deserto di Zif” (1 Samuele 26:1-2).
Chi è il vero re di Israele? Da una parte abbiamo Shaul, che ormai sembra dedicarsi quasi unicamente alla sua battaglia personale contro David. Dall’altra emerge invece David, che non rinuncia a scendere in campo per difendere il popolo dai Filistei.
Dopo essersi guadagnato una fama da eroe nazionale, Davìd riceve l’onore di diventare genero del re sposando la figlia di Shaul. Il sovrano, in realtà, ha pessime intenzioni e cerca di liberarsi di David, considerandolo un pericoloso rivale.
Nel lanciare la sua sfida all’esercito di Israele, il gigante Goliàt (Golia) chiama gli Israeliti “servi di Shaul”. L’intento è chiaro: la sfida è rivolta principalmente al re d’Israele. In fondo, come Goliat era il più alto del suo popolo, Shaul era il più alto tra gli Ebrei (9:2), per cui lo scenario più logico sembrerebbe prevedere proprio uno scontro tra i due.