Il primo errore di David – 1 Samuele 21-22

David tra i sacerdoti di Nov

E David andò a Nov dal sacerdote Achimelekh. E Achimelekh andò incontro a David tremando e gli disse: «Perché sei solo e non c’è nessuno con te?». David rispose al sacerdote Achimelekh: «Il re mi ha comandato una certa cosa e mi ha detto: “Nessuno sappia niente della cosa per la quale ti mando e di ciò che ti ho comandato”. […] E ora che cos’hai sotto mano? Dammi cinque pani o qualunque cosa tu abbia» (1 Samuele 21:2-4). 

Dopo la sua fuga da Shaul, David si reca a Nov, la città dei sacerdoti. Il suo arrivo improvviso, senza le truppe del re ad accompagnarlo, desta il sospetto del sacerdote Achimèlekh, che teme di accogliere un uomo che ha tutta l’aria di un fuggitivo. David, mentendo, lo rassicura, e gli chiede subito qualcosa da mangiare.

Dal testo è evidente che David agisce in modo precipitoso e avventato a causa della condizione precaria in cui si ritrova. Pur di ottenere del cibo immediatamente, egli chiede ad Achimelekh di consegnargli il Lèchem HaPanìm (“Pane della Presenza”), cioè il pane consacrato che era posto simbolicamente all’interno del Tabernacolo e che poteva essere consumato solo dai sacerdoti (Levitico 24:9).

Nel Midrash (Yalkut Shimoni, 1 Shmuel 130) , i Maestri affermano che David stesso abbia tratto una giustificazione alla propria condotta richiamando il principio secondo cui “un eventuale pericolo di vita respinge [persino] lo Shabbat”, ovvero: i precetti e i doveri sacri (come la proibizione di mangiare il pane del Tabernacolo) devono essere accantonati se è in gioco la vita di un essere umano.

Ma David non cerca soltanto del cibo: egli chiede infatti ad Achimelekh anche un’arma, essendo evidentemente partito in fretta, senza portare nulla con sé. Il racconto continua:

E David disse ad Achimelekh: «Non hai forse sotto mano una lancia o una spada? Poiché non ho preso con me né la mia spada né le mie armi, perché l’incarico del re era urgente». Il sacerdote rispose: «C’è la spada di Goliàt, il Filisteo, che tu uccidesti nella valle del Terebinto; è là dietro l’efod, avvolta in un panno. Se la vuoi prendere, prendila, perché qui non ve n’è altra all’infuori di questa». David disse: «Nessuna è pari a quella. Dammela!» (21:9-10).

Come dovremmo valutare il comportamento di David? Da un lato, potremmo riconoscere che non vi sia nulla di male nel procurarsi al più presto uno strumento di difesa in una situazione così rischiosa, persino ricorrendo a una menzogna. Per un uomo perseguitato che fugge per salvarsi la vita, un’arma può essere importante quanto il nutrimento. E in fondo, l’etica della Torah non richiede mai di confidare nei miracoli rinunciando ai normali mezzi di sussistenza.

D’altro canto, in un verso posto non a caso al centro del racconto, il testo ci informa che “In quel giorno, c’era là un uomo dei servi di Shaul, trattenuto davanti ad HaShem; costui si chiamava Doeg l’Edomita, il capo dei pastori di Shaul” (21:8). 

Dunque David, spingendo Achimelekh ad aiutarlo dinanzi agli occhi di un fedele servo di Shaul, di fatto espone il sacerdote a un grave rischio, trasformandolo in un traditore inconsapevole del sovrano. In tali circostanze, alla presenza di Doeg l’Edomita, David avrebbe di certo dovuto agire in modo più cauto.

C’è poi un elemento dal grande valore emblematico che non possiamo farci sfuggire: con il suo stratagemma, David non ottiene un’arma qualsiasi, ma la spada di Goliat il Filisteo. A questo proposito, Rav Amnon Bazak osserva:

“Il fatto che David prenda la spada di Goliat è simbolico. Era stato proprio David che, dinanzi a questa spada, aveva detto: “…e affinché tutta questa assemblea sappia che il Signore non salva con la spada e la lancia, perché la battaglia è del Signore” (17:47). E ora, lo stesso David mette in pericolo Achimelekh per ottenere proprio quella spada. Ciò riassume l’intero episodio: David sceglie una spada come strumento superficiale, piuttosto che seguire i dettami della Torah e dell’etica”.

Le terribili conseguenze 

…Doeg l’Edomita, che era preposto ai servi di Shaul, disse [a Shaul]: «Io ho visto il figlio di Yishai quando venne a Nov da Achimelekh, figlio di Achituv; costui ha consultato HaShem per lui, gli ha dato dei viveri e gli ha consegnato la spada di Goliat il Filisteo!» (1 Samuele 22:9).

Allo scopo di distinguersi tra i servi di Shaul accusati di infedeltà, Doeg l’Edomita rivela al re quanto è accaduto a Nov.  La sua accusa è espressa in modo molto vile: egli omette completamente l’inganno operato da David, descrivendo Achimelekh come un vero traditore che ha fornito di propria volontà nutrimento e armi a un nemico del re. Inoltre, egli inventa un dettaglio inesistente, dichiarando che il sacerdote avrebbe anche “consultato Dio” a beneficio di David, un onore che di solito era riservato al capo del popolo prima di andare in guerra.

Dopo essere stato informato da Doeg, Shaul non tarda a convocare Achimelekh e ad accusarlo di tradimento. A nulla valgono le parole pronunciate dal sacerdote a propria discolpa: il re lo condanna subito a morte insieme a tutti gli altri sacerdoti di Nov.

Dal momento che i servi di Shaul temono di volgere le proprie armi contro degli uomini consacrati, a eseguire la sentenza è proprio Doeg, mentre Shaul compie addirittura una strage fra l’intera popolazione di Nov (22:19). Evyatar, uno dei figli di Achimelekh, riesce tuttavia a fuggire e si reca da David:

Ed Evyatar raccontò a David che Shaul aveva trucidato i sacerdoti di HaShem. E David rispose ad Evyatar: «Quel giorno sapevo, quando Doeg l’Edomita era lì, che avrebbe di certo riferito tutto a Shaul. Io ho causato [la morte] di tutte le vite della casa di tuo padre. Rimani con me e non temere: chiunque vorrà la tua vita, vorrà la mia, perciò con me tu sarai al sicuro» (22:21-23).

Con queste parole, David ammette il proprio errore e si assume pienamente la responsabilità di quanto è accaduto, promettendo inoltre protezione al superstite della strage. Iniziamo in questo modo a notare il divario essenziale che intercorre tra Shaul e David: il primo è un giusto divenuto irrimediabilmente malvagio, che non si è mai dimostrato capace di ammettere le proprie colpe; il secondo è invece un uomo virtuoso ma imperfetto, tutt’altro che infallibile, ma che appare almeno in grado di riconoscere apertamente i propri errori e di tentare di rimediarvi.

In futuro, David saprà agire in modo diverso, tutelando degli innocenti dall’accusa di stare dalla sua parte. Ciò avverrà quando, fuggendo dall’usurpatore Avshalom, David dirà ai suoi uomini: “Affrettatevi a partire, affinché [Avshalom] non ci sorprenda improvvisamente e faccia cadere su di noi la rovina, e non colpisca la città passandola a fil di spada” (2 Sam. 15:14). 

In questo caso, forse proprio alla luce della terribile esperienza di Nov, David si preoccupa di lasciare subito Gerusalemme, e lo fa anche allo scopo di evitare che Avshalom passi la città a fil di spada per punire gli abitanti per aver (presumibilmente) protetto David, proprio come Shaul aveva passato a fil di spada la città di Nov.

9 pensieri su “Il primo errore di David – 1 Samuele 21-22

  1. anonimo

    Mio caro redattore hai omesso qualcosa nel racconto, mettendo al loro posto le parentesi ma lo riporto io : Ai miei uomini ho dato appuntamento al tal posto, disse Davide.
    Ora la spiegazione del tutto si trova nei vangeli,ed anche se non ci credete la puoi prendere come un interpretazione ebraica della torah, esente da contraddizione essendo come sempre il compimento.
    Spero che mi riesco a spiegare
    il numero 5 ricorre molte volte nella Bibbia, e mi sembra sia la dimensione del Re MESSIA.
    Ebbene ricevette 5 pani Davide, e nel vangelo di Giovanni dopo che un ragazzo diede 5 pani a Gesù affinché li moltiplicasse, sta scritto che la folla voleva proclamarlo come Re.
    Ma l episodio importante è un altro, e riguarda la risposta di Gesù ai farisei quando volevano accusare i suoi discepoli di infrangere il sabato entrando in un campo di grano per mangiarne le spighe. Non era lecito farlo in giorno di sabato, ma non avete letto che anche i sacerdoti possono infrangere il sabato ( nel caso richiamato) ed anche Davide ed i suoi compagni mangiarono dei pani che solo ai sacerdoti era lecito mangiare eppure furono senza colpa?
    Ma come mi veniva da dire a me, perché qui sembra aver commesso un errore Gesù , perché Davide era solo in quell episodio ( anche se non c’è scritto se li mangiò da solo quei pani)
    Ma era solo Davide? Ha mentito come hai detto tu, proprio di fronte ad un sacerdote? E’ mai possibile questo, una menzogna di Davide di fronte al sacerdote? E se così DIo perché non l’ha punito? Perchè non sembra che DIo l’abbia punito in questo episodio, eppure ogni sua colpa gli ha fatto scontare in seguito.
    Ma doveva compiere una missione segreta Davide, per conto del suo Re,ossia per conto di Dio, ed ai suoi compagni aveva dato appuntamento a tal posto. Ma se Davide non può mentire inventandosi le cose, in qual posto aveva dato appuntamento ai suoi compagni?
    E’ un profeta Davide, e quindi sono profetiche le sue parole, profeta anche non sapendolo lui che era investito dallo spirito del Signore ( è l amato del Signore che ha la legge scritta nel suo cuore e non su tavole di pietre)
    Ma i pani dell’offerta solo i sacerdoti li possono mangiare e solo loro possono infrangere il sabato , ed i discepoli di Gesù come sai son diventati sacerdoti, perché l’hanno seguito e raggiunto Non infransero il sabato così come non fu imputato come colpa a Davide, che doveva portare a compimento una missione segreta che nessuno doveva sapere, ed i suoi compagni poi l avrebbero raggiunto.
    Furono sterminati tutti i sacerdoti, ( da Saul e non per colpa di Davide, ma anche in seguito distrutto il tempio furono sterminati tutti)
    e come vi dico sempre sul nuovo sacerdozio si fonda il cristianesimo dando compimento a tutto la torah ed il vecchio sacerdozio non c’è più
    Con Gesù posso dare spiegazione ad ogni cosa coem vedi, perché tutte le scritture parlano di lui e solo conoscendo le scritture si può conoscere lui, ma solo conoscendo lui si possono conoscere le scritture, altrimenti si può cadere solo in contraddizione, facendo anche di Davide un menzogniero. Ma se Dio non l ha punito perché volete per forza voi trovare una colpa in lui? Lasciate a fare a Dio che conosce ogni cosa degli uomini……………
    Ogni parola è importante nella Bibbia, e se non puoi riportarla tutta, stai sempre attento e ciò che ometti nelle ricostruzione dei fatti
    un saluto

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    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Anonimo, su questo sito ci occupiamo del testo del Tanakh (Bibbia ebraica) e tutte le altre fonti che citiamo servono a spiegare il testo biblico, non a portarci altrove. Parlare di Cristianesimo, Gesù, sacerdozio futuro ecc. non è per nulla pertinente. Ora tu mi dirai che ogni cosa è pertinente perché il Nuovo Testamento è indispensabile e altri concetti del genere. Bene, questo è il tuo pensiero da cristiano, non il mio, perciò ti pregherei di commentare solo se puoi mantenerti entro il nostro terreno condiviso, che dovrebbe essere esclusivamente il Tanakh. Per quanto riguarda David, è palese che in questo caso abbia mentito inventando una missione segreta da parte di Shaul. Trovare giustificazioni mistiche ci porta solo lontano dal testo.

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  2. anonimo

    E’ tutto ebraismo anche il cristianesimo lo sai.
    Ma stando al testo ho solo fatto notare che ha mentito in tutto Davide. ( solo per mangiare non morire)
    Dio è verità, l’ebraismo è camminare sul sentiero della verità divina, ed invece Davide è stato un menzognero, essendo stato pure causa dello sterminio dei sacerdoti.
    Resta la contraddizione se è l amato del Signore
    Perché Dio non l’ha punito in questo episodio e nulla gli ha detto come invece ha fatto successivamente di fronte al suo peccato?
    Le domanda restano come vedi

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    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Premesso che il Cristianesimo non è Ebraismo, altrimenti non sarebbero divenute due religioni diverse da duemila anni, in questi commenti al Libro di Samuele non parliamo neppure di “Ebraismo” in generale, ma del p’shat, il senso primario e contestuale della Bibbia ebraica. Per questo non mi vedrai mai citare Kabbalah, ghematria, chassidut ecc. Semplicemente non sarebbe pertinente al nostro discorso.
      Per quanto riguarda David, la Bibbia è un testo complesso e non sempre le risposte di Dio sono espresse in modo esplicito. Così come il confine tra giusto e sbagliato non sempre è chiarito dalla voce narrante. Ma c’è da dire che in questo caso David stesso riconosce il suo errore e fa ammenda, quindi vale ben poco il tentativo degli esegeti di giustificarlo a ogni costo. Vedremo in seguito come questo episodio non rappresenta un caso isolato, e il peccato con Batsheva non nasce “dal nulla”.

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  3. anonimo

    Certo ti aspetto al peccato di Davide…..
    Con cui tutti ci dobbiamo confrontare.
    Ogni peccato ha il suo castigo a dir così ( anche se poi è da capirne il significato), ma qui nessuna colpa e nessun castigo vi è stata nei confronti di Davide, mentre con quello con Batsheva invece si,
    Questo volevo dirti in primis

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    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Secondo Rav Bazak, la punizione sarebbe da riconoscere proprio nel racconto seguente: David ha messo in pericolo la vita di qualcuno per ottenere la spada del Filisteo, e in risposta a ciò Dio mette in pericolo la sua vita nel paese dei Filistei, da cui David potrà uscire solo senza ricorrere alle armi, ma umiliando sé stesso.

      Rispondi
  4. anonimo

    Cmq voglio parlarti solo del metodo come dici tu, almeno del metodo che ho imparato ad usare io. Partendo dal P’Shat, il senso letterale senza interpretazione, perché le interpretazioni umane sono fuorvianti.
    Tu dici che la Bibbia è un testo complesso, ma Dio è una persona semplice ( sono complessi e contraddittori gli uomini e quindi le loro vicende).
    Per rendere tutto semplice devi dividere ogni cosa a due a due ragionando per opposti e portare ogni conseguenza all extrema ratio. Due sole opzioni in ogni fatto.
    Come nell’episodio di Davide da te narrato per capirci. Ha mentito in ogni sua parola come vedi, ( non mischiando verità e menzogna), e solo per sfamarsi ed armarsi di spada.
    Il perfetto contrario di quello che dovrebbe fare un amato di Dio e dal quale deve discendere il Messia Non ci sono altre opzioni, se non quella opposta che ho cercato di spiegarti io.
    Tutte le altre, quelle intermedie a dir cosi, come vedi non ci conducono a niente, non ne possiamo trarre nessun insegnamento.
    Magari come hai detto, poter dire che è lecito infrangere qualche precetto per motivi superiori, per salvarsi la vita in quanto ha un valore primario, pure mangiando dei pani dell offerta, ma come vedi per salvare se stesso Davide provocò la morte dei sacerdoti.
    Possiamo allora infrangere qualche precetto senza conseguenze?
    Non era lecito a Davide, mangiare di quei pani ci dice Gesù, eppure fu senza colpa, perché stando al Tanak, Dio non glielo ha addebitato a colpa ( altrimenti sarebbe stata tremenda la colpa con la morte di tutti i sacerdoti).
    L’hanno scritto gli ebrei il cristianesimo, e li sta scritto che quei 5 pani Davide li ha ridati al suo Re e Messia.ed è poi la storia a dirci che i suoi discepoli essendo diventati sacerdoti potevano mangiare di quei pani.
    E’ un interpretazione, che la si può accettare o meno , ma si basa su un principio da dover sempre considerare come base. Lo spazio tempo, per non restare prigionieri del presente, del momento in cui avvengono i fatti raccontati perché sono tutti protesi verso il futuro dando compimento al passato. Non esiste spazio tempo in Dio, pur se opera nel tempo…… camminando al ritmo degli uomini e delle stagioni
    scusa i miei interventi, a volte mi rilasso e mi sfogo, per evadere un pò la realtà stanco degli uomini e dei loro ragionamenti strumentali e contraddittori e tutto il resto, Ma noi tutti siamo chiamati a vivere nel tempo confrontandoci con gli uomini… pur se si vorrebbe stare solo vicino a Dio, C est la vie
    saluti

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  5. Antonella

    Sguardo a Sion, volevo chiederti perchè, sorprendentemente, non si fa menzione del caso di Nob tra i peccati di Shaul? Infatti, da nessuna parte nel Tanakh troviamo una critica esplicita e diretta a re Shaul in merito alla sua spietatezza, la sua violenza, per la strage di 85 sacerdoti innocenti di Nov, insieme alla popolazione e gli animali che furono massacrati in modo barbaro e impietoso. David si è assunto tutte le colpe e responsabilità per quanto è accaduto, d’accordo.., e non c’è dubbio che il sangue dei sacerdoti di Nob riposa sulla sua coscienza. Ma perché la Scrittura però offusca questa grave iniquità di Shaul istigata per di più da quel infame e delatore edomita, e assegna la responsabilità solo David per quanto accaduto? Francamente mi sembra incomprensibile!

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    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Non c’è necessità di una condanna esplicita in quanto l’atto si condanna da solo: è tanto efferato ed ingiusto che nessuno potrebbe giustificarlo. Inoltre a questo punto della storia Shaul è già corrotto completamente, dunque ormai tutto ciò che fa è male.

      Rispondi

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