Siamo nell’era buia dei Giudici, un tempo di corruzione morale per il popolo d’Israele. Yiftach (Iefte), intrepido giudice chiamato a liberare la nazione dai nemici Ammoniti, assume spontaneamente un impegno avventato dinanzi a Dio.
Siamo nell’era buia dei Giudici, un tempo di corruzione morale per il popolo d’Israele. Yiftach (Iefte), intrepido giudice chiamato a liberare la nazione dai nemici Ammoniti, assume spontaneamente un impegno avventato dinanzi a Dio.
Oggi molto più che in passato, parlare di “popolo eletto” non è per niente facile. Gli orrori compiuti dai regimi totalitari nel secolo scorso, insieme alla crescente sensibilità egualitaria, ci mostrano quanto possa essere aberrante credere che una nazione, ma anche una qualsiasi comunità, sia intrinsecamente “superiore”.
È possibile che, dal punto di vista strettamente biblico, una festività importante come Shavuot abbia soltanto un significato agricolo? E da dove nasce l’idea della “festa del Dono della Torah”, divenuta da millenni predominante?
“Scintille di Torah” è la raccolta di brevi commenti alla parashàh che pubblichiamo ogni settimana sulla nostra pagina Facebook.
Perché mai la Torah vieta di radersi i capelli e la barba in alcune zone? Senza discutere sui dettagli della legge ebraica così come è stata storicamente applicata, vogliamo chiederci quale sia il motivo alla base di questa proibizione.
Il capitolo 19 del libro di Isaia è uno dei brani che smentiscono in maniera particolarmente eclatante le convinzioni di chi immagina l’Ebraismo come un sistema religioso che esclude il genere umano nella sua collettività