In questo articolo vogliamo focalizzarci su un passo della Shirat Ha’azinu, la cui comprensione può risultare alquanto problematica: “Quando l’Altissimo diede alle nazioni la loro eredità, quando separò i figli degli uomini, Egli fissò i confini dei popoli, secondo il numero dei figli d’Israele” (Deuteronomio 32:8-9). Che cosa significa?
Autore: Sguardo a Sion
La Torah non è in cielo
Nella Parashah di questa settimana troviamo un insegnamento di grande importanza che chiarisce il rapporto che esiste tra l’essere umano e la Torah: Questo comandamento
Ki Tavò: Israele non sarà mai abbandonato
La sezione conclusiva del Libro del Deuteronomio contiene alcuni dei passi più aspri e angoscianti di tutta la Bibbia ebraica. Si tratta, in particolare, della lista delle maledizioni che vengono inflitte al popolo d’Israele nel caso in cui esso perseveri nella sua infedeltà. Ma le maledizioni, per quanto severe, non hanno mai l’ultima parola nella Bibbia.
“Non odiare l’Egiziano”
Una riflessione di Rabbi Jonathan Sacks sulla proibizione biblica di disprezzare il popolo egiziano, nonostante la dura schiavitù subita dagli Israeliti a causa del Faraone.
E Dio creò l’uguaglianza
Seguendo vie incredibilmente nuove e contro-intuitive, la filosofia politica della Torah si eleva come una fenice al di sopra del paesaggio intellettuale del Medio Oriente antico. La verità evidente, all’epoca in cui fu scritta la Bibbia, era questa: gli uomini non sono stati creati uguali. È nei cinque libri della Torah che ha origine il pensiero egualitario.
Cosa dice la Torah sulla guerra
In un mondo dominato da popolazioni sanguinarie che bramano conquiste, la Torah ha imposto alcune regole che meritano di essere studiate con la massima attenzione.