“Baruch HaShem!”. Questa espressione, spesso usata dagli Ebrei per esprimere gratitudine verso Dio, ha le sue origini nella Bibbia ebraica. Ma cosa significa davvero “benedire Dio”?
“Baruch HaShem!”. Questa espressione, spesso usata dagli Ebrei per esprimere gratitudine verso Dio, ha le sue origini nella Bibbia ebraica. Ma cosa significa davvero “benedire Dio”?
Hanukkah è oggi una delle feste ebraiche più conosciute e amate. Ciò che molti sanno di questa festività è però condizionato da stereotipi, incomprensioni e falsi miti.
Durante la festa di Sukkot, la Torah comanda agli Israeliti di raccogliere quattro specie vegetali e di portarle al cospetto di Dio con gioia. Qual è lo scopo di questo antico precetto?
Il curioso racconto della disputa del “forno di Akhnai”, contenuto nel Talmud, può essere letto come un’affascinante metafora della storia del popolo d’Israele nell’epoca buia dell’esilio.
Il popolo ebraico fu realmente schiavo degli Egizi tremila anni fa? Moshè ebbe davvero l’ardire di presentarsi al cospetto del Faraone per esigere la liberazione di un’intera stirpe di schiavi? E perché agli Ebrei fu comandato di offrire un sacrificio nelle loro case durante la notte della decima piaga?
Avete mai notato quei fili annodati che spesso pendono dalle vesti degli Ebrei religiosi? Non tutti sanno che queste cordicelle derivano da un preciso comandamento biblico, il cui significato non è scontato.