Viaggio nel Libro della Genesi: anteprima del secondo volume

Nel mese di febbraio del 2018 ha visto la luce il primo libro di Sguardo a Sion, il commentario ai primi undici capitoli della Genesi intitolato La tua voce ho udito. Due anni dopo, il nostro lavoro continua. Oggi vogliamo quindi offrire gratuitamente ai nostri lettori un’anteprima del secondo volume, che sarà dedicato alla figura di Abramo, con un commento dettagliato al racconto biblico dalla partenza del patriarca verso la terra promessa fino al sacrificio di Isacco.

Il lavoro sarà indubbiamente molto lungo: ogni pagina e ogni frase richiede un’analisi approfondita sia del testo della Genesi che di molte altre fonti, dal momento che intendiamo offrire il meglio che lo studio della Torah ha prodotto nel corso dei secoli, presentando il tutto in una forma il più possibile appassionante, moderna e comprensibile a qualsiasi lettore. Per questo motivo, non sappiamo quando l’opera sarà completata, ma confidiamo nella pazienza e nel sostegno di chi ci segue.

Le pagine che che vi proponiamo in anteprima trattano del capitolo 14 della Genesi, e in particolare dell’incontro tra Avram (Abramo) e Malki-Tzedek, il misterioso sacerdote del Dio Altissimo.

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Il primo volume (La tua voce ho udito – Viaggio nel Libro della Genesi) è disponibile su Amazon.

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30 pensieri su “Viaggio nel Libro della Genesi: anteprima del secondo volume

  1. danilo bellazzi

    Ci speravo dopo aver letto il primo volume, l’ anteprima del secondo fa capire che sarà anch’ esso un piccolo gioiello. Complimenti per il lavoro svolto.

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  2. anonimo

    Un piccolo gioiello!!!!!!!!!!!!! Ma hanno fatto diventare Abramo un idolatra. Che riceve la benedizione versa la decima ad un sacerdote delle divinità cananee… tutta confusione contraddizioni di un pensiero laico che vuole parlare del Dio biblico senza crederci. pur avendo letto che nella Bibbia Dio confonde e disperde i sapienti ed intelligenti

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    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Caro anonimo, prima di commentare infangando il lavoro altrui, leggi attentamente il testo a cui fai riferimento. In nessun luogo infatti è stato scritto che Avraham abbia versato la decima a un sacerdote idolatra.

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  3. Antonella

    Sono contenta Luigi che finalmente il secondo volume del tuo bel libro “La tua voce ho udito” piano piano sta proseguendo che spero di acquistare appena uscirà. Intanto vorrei porti delle domande sul capitolo di questo articolo:
    1) Perché Avraham nel suo dialogo con il re di Sedom usa il nome del dio di Melchisedek?
    Non sarebbe stato più logico l’uso del nome del suo dio o eventualmente il nome del dio
    del re di Sedom? Tale titolo nella bocca di Avraham non ti pare sorprendente?…
    2)La presenza di Salem-Gerusalemme in Gn 14,18 crea anche un altro problema.
    In questo luogo Gerusalemme è una città, con un re e con un luogo di culto. Tale
    immagine di Yerushalayim è contraria però a Gn 22 dove Moriah il luogo del sacrificio
    di Yitzchak, sembra essere un luogo disabitato. Come si spiega?
    3) E’ possibile considerare la parola מעשׂר come decima parte di qualcosa, piuttosto che come decima intesa comunemente come carattere cultico adottato poi dai sacerdoti leviti?
    4) Come si spiega che Avarham qui, e Jacob in Gn 28,22 sono gli unici individui in tutta il Tanakh che pagano la decima?
    5) Secondo te, questa “novità” cioè la figura Melchisedek che interrompe il racconto dell’incontro tra Avraham e il re di Sedom, potrebbe suggerire che inizialmente il brano non apparteneva a Gn 14 ma è stata un’aggiunta sucessiva? Dato che questo passaggio può essere facilmente omesso senza nessun problema …..anzi, il racconto si svolge in modo ancora più sciolto senza questa parte in quanto sappiamo dell’incontro tra il re di Sedom ed Avrham che comincia con la benedizione espressa dal re e rivolta al suo salvatore, la benedizione passa poi al dialogo tra loro… La benedizione di Melchisedek diventa la benedizione del re di Sodoma (in entrambi i casi rivolta ad Abramo) che non distrugge la trama del racconto, anzi nè fa il racconto più fluido articolato?…Non sò se mi sono spiegata bene…

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    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Dunque, vediamo un po’…

      1) Avram adotta il nome del Dio di Malki-Tzedek (in aggiunta al Tetragramma) perché appunto accetta il messaggio di Malki-Tzedek in merito al fatto che Dio è il creatore e padrone di ogni cosa. Inoltre, in questo modo mostra di essere dalla parte di Malki-Tzedek, ma non da quella del re di Sedom che è rappresentato come empio.
      2) L’identificazione del Monte Moriah con Gerusalemme è molto controversa. Essa è proposta dal libro delle Cronache, ma ciò non significa necessariamente che sia coerente con la Genesi. Comunque potrebbe anche trattarsi di un luogo solitario all’interno di una città popolata.
      3) Sicuramente è la decima del bottino di guerra, considerando il contesto.
      4) Non sono gli unici nel Tanakh a pagare la decima. In Numeri tutto il popolo paga la decima al ritorno dalla guerra contro Midian.
      5) No, impossibile che sia un’aggiunta successiva. Il brano di Malki-Tzedek è volutamente una parentesi che interrompe l’arrivo del re di Sedom. Nota che Avram risponde al re di Sedom usando il linguaggio di Malki-Tzedek, dunque è chiaro che il testo è completo e coerente così com’è.

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  4. anonimo

    Ma se Abramo serviva unicamente DIo, perché versa la decima si deve spiegare. E se come detto nel libro di sguardo da Sion, Melkisedek era una sacerdote Cananeo, due sono le cose: O i cananei adoravano il vero Dio ed Abramo si è convertito, o altrimenti avendo versato la decima ad un sacerdote di altra religione Abramo è stato idolatra in quella occasione, Ma non potendo essere così vuol dire che Melkisedek non era una sacerdote di un dio dei cananei ( queste sono solo supposizioni e fantasie di studiosi). Allora chi era Melkisedek? Antonella per non aver problema vorrebbe eliminare il testo dal racconto, perché è stata un aggiunta successiva, ma non potendo farlo come giustamente dice il redattore, resta da trovare una spiegazione.
    Eliminare prima le supposizioni e fantasiose interpretazioni , però
    Poi potete leggere sempre San Paolo

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  5. Antonella

    Caro Anonimo, nulla al mondo è più pericoloso di un’ignoranza sincera unita ad una stupidità coscenzosa. Scusami, ma mi sembra che non hai capito proprio nulla di quello che ha detto Sguardo a Sion nè di quello che ho scritto io.

    Per iniziare, intanto, la parola כהן (cohen del Dio Supremo ) nella Bibbia ebraica è usata sopratutto per descrivere i sacerdoti che per eccellenza, sono israeliti, per i sacerdoti stranieri (o dei dei stranieri) non serve la parola כהן , almeno nel tempo pre-esilico e esilico…e quindi tale descrizione di Melchisedek potrebbe anche suggerire il carattere tardivo del testo o una glossa. ..

    Per quanto riguarda invece Melchizedek era un re-sacerdote pagano e su questo non ci sono dubbi . E come molti antichi sovrani del Vicino Oriente, Melchizedek unì semplicemente le cariche di re e sacerdote. ‘Salem’ è un altro nome per Gerusalemme (Salmo 76: 2). Canaan in quel momento forse aveva una serie di insediamenti e emersero dei leader che governavano queste comunità autonome, che si potrebbero chiamare “città-stato”. Le città della pianura di allora, potrebbero essere state di questo tipo. Melchizedek era il sovrano dello stato della città di “Salem” che saputo della vittoria uscì per salutare Avraham, portando un regalo di pane e vino. Questo era il tipo di dono presentato ai re. Infatti se leggi nel capitolo di Samuel, quando Jesse mandò un regalo al re Shaul, includeva proprio pane e vino (1 Sam.16.20). Avendo conquistato i re nemici, Avraham poteva giustamente rivendicare una posizione di autorità nella regione e Melchizedek lo riconobbe e lo onorò (Avahram) come un re.
    Poi come sacerdote del “Dio Altissimo” (El Elyon) ha benedetto Avraham. Nota bene illustre Anonimo, che questo re sacerdote cananeo riconosceva il DIO come ‘creatore del cielo e della terra’ (Gen. 14:19). Ecco dunque un rappresentante delle famiglie della terra che benedicono Avraham . HaShem aveva reso grande il nome di Avrahm agli occhi dei sovrani cananei come è scritto che le nazioni troveranno benedizione per mezzo di lui (vedere Genesi 12: 2–3).
    Avraham ha semplicemente risposto e accettato in modo appropriato. Gli diede un decimo di tutti i beni che aveva catturato dal nemico. Inoltre “la decima era un’usanza antica e diffusa nell’antico oriente”. Ai re e ai sacerdoti veniva offerta la decima. Avraham non diede questa decima come una tassa, o come un vassallo, ma unicamente come un’offerta spontanea in virtù della benedizione sacerdotale di Melchizedek. Cioè riconobbe che Melchizedek adorava il Dio Supremo e che gli aveva dato la vittoria in guerra.

    Chi era Melchizedek?
    Melchizedek era un politeista pagano che serviva il dio principale del pantheon cananeo El, e anche “il Dio più Supremo” insieme ad altri dei. Qui, Dio Altissimo è usato semplicemente per enfatizzare l’autorità di HaShem sulle nazioni . Ti è chiaro adesso?

    Per quanto riguarda il tuo Paolo invece, costui asserisce che il sacerdozio di Gesù
    è diverso da quello degli Ebrei, in quanto è un sacerdozio “alla maniera di
    Melchisedec”. Concordo in pieno!. Infatti i cristiani adorano e pregano un uomo-sacerdote celeste e un dio uno e trino tipicamente di natura pagano-idolatra proprio come facevano i re cananei e pagani disconoscendo così il “monoteismo assoluto” che è proprio solo del popolo ebraico. Ahahah…

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  6. anonimo

    mi fi ridere a me, ma simpaticamente, tutto pieno di contraddizioni la tua spiegazione perché giochi con le parole cercando una spiegazione attraverso le tue fantasie. Dici che nello stesso è politeista e pagana e poi sacerdote del Dio altissimo, cioè il Dio degli ebrei unico e vero e Dio che ha creato cielo e terra. Ma può Abramo accettare la Benedizione di un pagano politeista? Che benedizione, può dare un politeista pagano? e Può versargli la decima? Perché dal racconto non sembra, e su questo non ci sono dubbi, che Abramo abbia convertito Melchisedek, essendo già sacerdote del Dio altissimo ( il Dio di abramo). Ma se era sacerdote, chi gli ha conferito il sacerdozio? il Dio altissimo a quanto sembra, perché solo Dio può conferire il sacerdozio, e nnon possono gli uomini consacrarsi da se stesso.
    non verrà mai meno il mio sacerdozio in mezzo a voi, dice il profeta Geremia, perché l’ebraismo nn può fare a meno del sacerdozio, e non ci può essere discontinuità in questo.
    Senza sacerdozio resta solo il pensiero e le fantasie umane, e l’ebraismo, ossia quello fondato sullo studio del talmud che è solo pensiero umano, non ha sacerdozio e pensa di poterne fare umano. Gli intelligentoni come te ( scherzo un pò) hanno abolito il sacerdozio ma Dio invece essendo sempre fedele alla sua parola non l’ha mai abolito.
    Il sommo sacerdote si stracciò le vesti con le sue stesse mani di fronte a Gesù, ed al vecchio sacerdozio è subentrato un nuovo sacerdozio come ti spiega San Paolo nella lettera degli ebrei. ed anche se non credi non puoi non ammettere che storicamente ha avuto ragione lui, perché da allora non ha vuto più sacerdozio l ebraismo
    ciao

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  7. Antonella

    Oh madonna santa! 🤪😮🤦‍♀️🙈 🙉Dopo queste castronerie mi arrendo. Sei troppo ottenebrato mentalmente. Ti mancano totalmente le basi per fare un benché minimo e serio ragionamento logico. Ti ho sempre detto che a te serve uno bravo, anzi, visto la gravità del caso, forse ci vorrebbe un miracolo ! 😁😂

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  8. anonimo

    I miracoli li hanno inventato gli ebrei , nelle loro fantasie se non esistono nella realtà, ed invece se sono veri sono opera di Dio. Ma chi non ama e non crede nei miracoli deve essere razionale nei ragionamenti, ed unragionamento razionale deve essere esente da contraddizioni. Si deve procedere per esclusione, scartare tutte le interpretazioni e spiegazioni irrazionali per giungere all unica vera, o semplice lasciare campo libero al mistero, ossia quella che potrebbe essere vera e razionale se…….. Perché Dio è eterno ed infinito e tutto il resto e non si possono mai mettere limiti a Dio ed assolutizzarlo, ed i ragionamenti umani avendo bisogno di uno spazio tempo nel cui ambito si svolgono, errano sempre quando vogliono rinhchiudere Dio nel loro spazio tempo.
    Ma tu lo sai che sia Abramo, Giacobbe, Mosè e tutti hanno sperimentato ed avuto coscienza della potenza di Dio, perché Dio è sempre oltre, e l ebreo è chiamato ad andare oltre. Ma come farai disse Mosè a Dio, ma c’è qualcosa che Dio non possa fare, rispose il Signore, perché colui che con un soffio di labbra di labbra e di voce ha creato il mondo, può tutto………..
    Parola è fatto nell ebraismo, e Dio è colui che parò ed il mondo fu, perché non parla mai a vuoto Dio, ed il verbo, il logos, a differenza della filosofia greca, nell ebraismo è carne, fatto, parola del Dio Vivente, tutta ortoprassi, perché se con la torah Dio ha creato il mondo, e sulla torah si reggeil mondo, si ha bisogno di chi mette in pratica tutta la torah. Se Dio ha dato una legge agli uomini, anche Dio deve rispettare la sua legge più degli uomini, perché lui è la stessa cosa della torah, e se la ama la deve mettere in pratica. Ma sa spiegare l ‘ebraismo come fa Dio ad onorare suo padre e sua madre?
    nell’ebraismo l uomo deve imitare Dio , essere perfetto come è perfetto Dio, essere una sola cosa con lui, perché a immagine di Dio, Dio ha creato l uomo. Ma conosci un ebreo che ci è riuscito in questo? se ci fosse riuscito sarebbe il Messia, ma non avendo ancora il messia, non può nenache dire di consocere Dio l’ebraismo.. Capisci? se nn credi in Gesù, almeno siate umili ed affermare che non potete capire niente, finché non conoscerete il messia come vi ha detto Mosè.
    Leggi San Paolo e capirai chi è Melchisedek, con l aiuto della Madonna Santa …
    Ma di certo non può essere chi ritenete te e sguardo da sion perché non regge proprio la vostra spiegazione, avendo sguardo ottenebrato finché Dio nn aprirà gli occhi ai ciechi…

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  9. Marco

    Caro redattore, scrivi:

    “Malki-Tzedek non sembra essere un nome, ma un titolo regale. Alla lettera, infatti, significa “Re di Giustizia”, un appellativo molto simile a quello con cui sarà in seguito designato il re di Gerusalemme, ossia Adoni-Tzedek (“Signore di Giustizia”)
    […]
    Egli (Malki-Tzedek), inoltre, pronuncia una benedizione in quanto sacerdote di El Elyòn, il “Dio Altissimo”. Gli studiosi moderni hanno pochi dubbi a riguardo: si tratta di una Divinità del pantheon dei Cananei.”

    Ti domando: il pantheon degli dèi cananei non era forse costituito da divinità quali Dagon, Moloch, Asherah, esecrate nella Torah perché a esse erano offerti sacrifici umani e la loro adorazione avveniva pure con l’oscena prostituzione sacra di uomini e donne? Il capo di questi dèi, omologo dello Zeus ellenico, doveva essere logicamente il più fetente e perverso fra loro.
    Invece… il “Dio Altissimo” qui figura come il “creatore del cielo e della terra”, e il suo sacerdote “re di giustizia”. Pertanto, si dovrebbe dedurre che gli abominevoli cananei attribuissero al capo delle proprie divinità la creazione dell’universo e quindi dell’uomo. Per non parlare delle “leggi di giustizia”: meriti scippati ad HaShem secoli prima della rivelazione a Mosè sul monte Sinai!

    Scrivi:
    “Siamo forse dinanzi a uno slancio ecumenico del testo biblico? Di certo la Torah non ci tramanderebbe una benedizione impartita in nome di un culto idolatrico; dobbiamo quindi pensare che, qualunque sia l’origine del nome El Elyon, il dio di Malki-Tzedek sia da identificare con il vero Creatore del mondo, visto però da una prospettiva non ebraica.”

    Con ciò affermi che il dio servito da Melchisedeck non poteva essere il boss degli déi cananei ma il vero Dio, e precisi: “visto però da una prospettiva non ebraica”. Sostieni quindi che nella città di Shalem (la futura Gerusalemme), dove costui sarebbe stato re e anche sacerdote del Dio vero, il culto locale era per HaShem.
    Avalli quest’idea aggiungendo inoltre:

    “La Bibbia riconosce infatti che fra molti popoli vi sia chi rende onore a Dio con cuore sincero, pur non facendo parte di Israele e del suo sistema di culto: “Da oriente a occidente grande è il mio nome fra le nazioni. In ogni luogo si brucia incenso al mio nome e si fanno offerte pure, perché grande è il mio nome fra le nazioni (Malachia 1:11).”

    Malachia è l’ultimo dei profeti, e i suoi libri inveiscono contro la religiosità formale dei giudei rimpatriati da Babilonia. Dicendo che HaShem è onorato sinceramente in ogni parte del mondo, meno che in Israele, il profeta si sta riferendo alla propria epoca e non a quella di due millenni prima in cui visse Abramo.
    Va detto, comunque, che molte versioni traducono più coerentemente i verbi di questi versi con il tempo futuro: “grande SARÀ il mio nome fra le nazioni”. Sarebbe, infatti, difficile credere che all’epoca di Malachia, tra i greci, i romani, i celti, i persiani, indiani e cinesi, ci fossero numerosi adoratori non ebrei del Dio unico, con tanto di templi e di sacerdoti (tipo Melchisedeck) per venerarlo, ma senza che officianti e fedeli ne conoscessero le leggi, ossia quelle rivelate SOLO agli israeliti (la Torah).
    Puoi dimostrare che le documentazioni storiche e archeologiche rivelino il culto ad HaShem, prima dell’era volgare, da parte di NON ebrei in ogni angolo del mondo?

    Scrivi:
    “Dopo il quadro di concordia e devozione che la Torah ha dipinto con l’arrivo di Malki-Tzedek, le parole del re di Sedom hanno il sapore aspro di un brusco ritorno alla realtà. Nonostante abbia ottenuto un grande e inaspettato beneficio dalla missione di Avram, senza mostrare neppure un segno di riconoscenza, il sovrano sconfitto vuole riprendersi subito ciò che gli appartiene. Il suo è il linguaggio del pragmatismo, del possesso e della contrattazione. Il divario tra il re Bera (“nel male”) e il “Re di Giustizia” è evidenziato nel testo: mentre il primo “uscì” (vayietzèh) per andare incontro ad Avram, il secondo “fece uscire” (hotzì) pane e vino per il vincitore. Malki-Tzedek porta con sé un dono, e la prima parola che pronuncia è “Benedetto”. In contrasto, il re di Sedom esordisce con “Dammi”.

    La città di Sodoma era stata saccheggiata dei suoi beni e i suoi abitanti fatti prigionieri. È piuttosto strano, quindi, che il re di quella città, sfuggito alla cattura, vedendo Abramo che riporta indietro ricchezze e abitanti, esordendo col suo “Dammi”, si accontenti di riavere indietro solo i suoi sudditi spogli di ogni avere.
    Questo sovrano, ormai rimasto in mutande, non appare né materialista, né tantomeno pragmatico, dato che si accontenta del ritorno a casa della propria gente ed è disposto perfino a rinunciare ad ogni genere di beni e di merci.
    Si direbbe che lo scrittore biblico volesse esaltare la probità di Abramo nel far pronunciare al patriarca quelle parole di diniego.

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    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Dunque, Malki-Tzedek nel racconto appare come un re cananeo. Con la sua figura la Genesi fa comprendere che anche tra gli immorali idolatri di Kenaan esisteva almeno un’autorità sacerdotale che trasmetteva valori elevati e condivisibili, al punto che egli è in grado di influenzare positivamente anche Avram. Del resto, poco più avanti il testo dirà che in questa epoca l’iniquità dei Cananei non aveva ancora raggiunto il culmine.

      Per quanto riguarda il verso di Malachia, lasciamo perdere le traduzioni che, rincorrendo la tradizione dei Padri della Chiesa, sfruttano questo verso per vedere nel Tanakh un’allusione alla diffusione del Cristianesimo e alla teologia della sostituzione. Anche se non sai leggere l’ebraico, consultando una qualsiasi edizione interlineare potrai constatare tu stesso che nel testo non è presente alcun verbo al futuro. Malachia sta parlando del tempo presente.
      Questo naturalmente non significa che fra le nazioni esistessero all’epoca molti fedeli del Dio di Israele, né che questi popoli fossero monoteisti alla maniera degli Ebrei. Piuttosto, il testo si riferisce ragionevolmente alla monolatria praticata da alcune genti fin dall’antichità, e ai singoli pensatori che avevano intuito l’esistenza di un dio supremo che fosse l’unico degno di adorazione. In questi casi la Torah è piuttosto ecumenica e identifica questo dio supremo con il Creatore adorato da Israele, appianando le differenze. Tra gli esempi biblici annoveriamo Malki-Tzedek, Yitrò, Bilam, Giobbe e in una certa misura Ciro di Persia. Anche gli esempi extra-biblici non mancano: l’atonismo in Egitto, alcune visioni religiose indiane del periodo vedico, lo Zoroastrismo, fino al theos di Aristotele in ambito filosofico piuttosto che religioso.

      Il re di Sodoma è dipinto come materialista per il linguaggio che il testo utilizza per narrare il suo incontro con Avram (in contrasto a Malki-Tzedek) e per la sua intenzione di rendere Avram un suo mercenario, trasformando i beni che egli ha recuperato in una retribuzione per una presunta operazione militare compiuta per conto di Sodoma.

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  10. anonimo

    Insiste sguardo da Sion arrampicandosi sugli specchi senza nessuna logica nei ragionamenti rendendo inutile ogni discussione.. Stando a lui Abramo ha versato la decima ad re cananeo che da se stesso si è qualificato sacerdote del Dio altissimo creatore del cielo e della terra. Allora mio caro redattore, se é stato Dio a dargli funzioni sacerdotali, non può essere cananeo Melkisedek, e se è stato invece lui a qualificarsi sacerdote, è un grandissimo idolatra. Sono semplici le cose mi sembra ma con te i ragionamenti sono inutili, perché solo strumentali alle conclusioni a cui per forza vuoi arrivare, ed interpetando ogni cosa in base ai tuoi preconcetti . Inutile con mio grande dispiacere, ma la verità trionferà sempre, basta che state zitti come disse il Signore al Mar rosso, ed io vi salverò. Ci vuole pazienza e misericordia con voi, e nn trattarmi male se mi rispondi, ma semmai cerca di spiegare in che senso era sacerdote Melkisedek se vuoi

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  11. Antonella

    Le tue Anonimo sono farneticazioni insulse fatte da un ignorante presuntuoso , aggravate da gravi psicosi ossessive compulsive religiose. Le stai prendendo le goccine caro? 😁

    NB: Sguardo a Sion ha tanta pazienza, ma vedi di non approfittare troppo eh illustre….

    Rispondi
  12. anonimo

    Sacerdote del Dio Altissimo a cui Abramo verso la decima, avete capito? Quale Dio seguiva Abramo? Quale voce aveva udito? Se seguiva Dio ( unico e vero Dio) poteva mai versare la decima ad un sacerdote Cananeo? E poteva mai un sacerdote cananeo servire lo stesso DIo di Abramo? Se Melkisedek fosse stato solo un re di giustizia magari non c erano problemi, ma sta scritto che era anche un sacerdote. Re e Sacrdote, re di giustizia e sacerdote di Dio non nello stesso tempo. E’ scritto cosi e non potete certo cancellarlo. Gli ebrei dovrebbero versare tutti la decima a sacerdoti cananei allora, che dici? Io non credo che voi non capite, ma siete solo testardi, e per partito preso opporvi alle spiegazioni cristiani e tutto ciò che avvicina al cristianesimo. Potreste semplice dire ( pru sbagliando) che Melkisek rappresenta il futuro Messia, ma Gesù non è Messia, ed almeno sareste più coerenti e non contraddittori.
    Perché il Messia è re di giustizia, ed anche sacerdote di Dio, anche se su questo non lo pensano gli ebrei perché di fatto hanno abolito il sacerdozio, volendo fondare una religione umana senza Dio,
    Io nn ho affatto astio, ma ci vuole umiltà e rispetto di fronte alla parola della Bibbia, anche se no si crede a Dio. A chi devono versare la decima gli ebrei? Cosa dice la legge di Mosè?
    ciao

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    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Malki-Tzedek non ha nulla a che fare con il messia. Tu affermi questo solo perché l’hai letto nella Lettera agli Ebrei nel Nuovo Testamento, altrimenti non saresti mai giunto a una simile conclusione. È fede, non esegesi. Se Abramo che versa la decima a un sacerdote cananeo ti sembra scandaloso, che dire di Moshè che accetta il consiglio di un sacerdote midianita e offre sacrifici insieme a lui? Anche Yitrò rappresenta Gesù forse?

      Rispondi
  13. anonimo

    Offre sacrifici insieme a lui a CHi? Al dio di Ytirò? non è Ytrò che segue poi il DIo di Mosé? Mosè forse versa la decima ad Ytrò o al suo Dio? SI fa benedire forse da Ytrò? Che paragoni sono questi.Sacerdote del Di altissimo, ti ho chiesto chi è stato ad investirlo del sacerdozio a MelkisedeK? Che significa poi affermo questo perché l ho letto da San Paolo, ed è fede non esegesi? Ne da una spiegazione d esegesi San Paolo mi sembra, coerente e logico con il testo, che puoi non accettare ma non confutare. Poi adesso che ci penso il problema è questo. L e ebraismo si basa sulla fede, ma voi preferite l esegesi, l interpretazione umana. Ma siamo tutti peccatori o per primo in materia di fede. Sarebbe bella averla in pratica la fede sempre e fino all ultimo, credendo nelle parole e nelle promesse di DIo, Aver fede nelle sue parole e nelle sue promesse seguendolo per fede come fece Abramo, il resto sono solo fantasie umane

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    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Malki-Tzedek, stando a quanto dice il testo della Torah, era un sacerdote del vero Dio, non di un dio pagano. Non a caso Avram accetta la sua benedizione e unisce il nome “Altissimo” (usato da Malki-Tzedek) al Tetragramma, dimostrando che si tratta della stessa Divinità. Quindi non c’è nessun sacerdote idolatra in questo racconto e nessuno scandalo.

      Rispondi
  14. anonimo

    E’ Re di Giustizia Melisedek, Re di Gerusalemmen, città della pace. Tu lo vuoi confinare nei confini della storia di allora, ma tutto deve essere letto in prospettiva, perché in Dio non c è spazio tempo, ed il presente è futuro, ed il futuro passato, perché è sempre unica e sempre la stessa, e tutto ruota intorno alla verità. Vai verso un monte che indicherò, vers una terra che ti indichierò, ma sembra che non vide niente Abramo vivendo sempre da straniero, ma vide tutto invece, e site voi che non avete occhi per vedere e mente per comprendere come disse Mosè. l ha detto lui non io, ed almeno a lui dovreste credere almeno per fede

    Rispondi
  15. anonimo

    Ma dici sempre la stessa cosa, eppure penso che sarai simpatica, almeno cosi ti immagino
    Mia cara, quando spero di farla finita, tutto comincerà.
    Ti darò goccine di vita, ma gratuitamente, che fanno bene al cuore e alla mente, a differenza di quelle umane che vorrebbero agire solo sulla mente.

    Rispondi
    1. Antonella

      Anonimo ti dico la stessa cosa perchè parli, riparli, e alla fine straparli con il tuo pistolotto di sempre su Gesù.ah aahahaha

      Rispondi
  16. anonimo

    Perché è logico mio cara, perché il messia è il compimento di ogni cosa, e tutto conduce a lui, il primo e l ultimo come viene detto ( tutto un cerchio perché è tutto un chiasmo la Bibbia come sa Sguardo da Sion). tutte le scritture parlano di me, diceva Gesù, ma lui parlava solo di Dio, perché padre e figlio si dovevano gloriare a vicenda ( anche per gli ebrei come popolo è cosi). te ne direi tante se volessi ascoltare, ed anzi stasera te ne dico una, anche a Sguardo di Sion, ma molto succintamente purtroppo e di sicuro per questo mi fraintenderete.
    Avete inteso che fu detto, occhio per occhio, dente per dente, ma io vi dico,………. porgete l’altra guancia. Lo conoscete questo detto di Gesù, e da molti frainteso e non capito, compreso gli ebrei.
    Con l’espressione ” Ma io vi dico” fissava una nuova Halachà, ciò che gli veniva contestato chiedendolo chi gli dava questa autorità. Ed il problema come ho detto altre volte è l’Halachà, camminare sul sentiero delle verità divine, non l’interpretazione della legge sulla quale vi può essere sempre discussione fino all’infinito.. Ma secondo te, solo per capirci, chi andrebbe dietro ad un Re e ad un Messia che dice andiamo a combattere nel nome di Dio ma porgiamo sempre l’altra guancia? E come sai anche Pietro alla fine lo rinnegò e da tutti fu lasciato solo ( come uomo è il più grande fallito di tutta l’umanità Gesù, solo per capirci perché non mi piacciano questi termini.) Non piace tanto a noi uomini porgere l’altra guancia, nemmeno agli ebrei, e se qualche cristiano dice che di guance ne ha solo due, lo sai che Pietro gli domandava quante volte doveva perdonare a suo fratello, non sette ma settanta volte sette gli disse Gesù, ossia sempre, perché bisogna essere misericordiosi e seguire la verità fino al limite.
    Ora tu sai bene, o forse se nn lo sai tu lo saprà senz altro sguardo da Sion, che l’espressione occhio per occhio etc, va interpretata, non presa alla lettera come un cieco principio di vendetta, bensì come principio di equità e giustizia. Chi mi rompe un dente, mi deve risarcire del valore del dente ( se glielo rompo anche io nn ci guadagno niente), e se non lo fa spontaneamente lo devo poter chiamare in tribunale, e l’istituzione dei tribunali è un principio cardine dell’ebraismo, perché basandosi sulla legge, ha bisogno di istituzioni che siano a tutela e garanzia della legge. In pratica alla cieca vendetta, come erroneamente pensa qualcuno o molti, l’interpretazione della legge ( poi confluita nel talmud) applicava il principio del risarcimento monetario per equivalente. Un principio di diritto civile moderno come sai, aggiungendo però che nessuno può farsi giustizia da solo, e per questo esistono i tribunali, perchè chi si fa giustizia da solo passa dalla ragione al torto ( di sicuro sbaglia perchè nn rispetta l’autorità e sovranità dei tribunali).
    Sta di fatto però, che in quell’espressione Gesù ha prima premesso di non chiamare nessuno in tribunale, ma di lasciare la tunica a chi ci chiede il mantello, di rappacificarsi con il nostro fratello, e di porgere l atra guancia, di non litigare fra fratelli per la divisione dell eredità etc ( Giacobbe lasciò tutto ad Esaù). Come vedi nn poteva essere il messia, perché il messia deve essere re e giudice, e lu ne sembrava il contrario. Quasi abolendo la legge o sfaldandone le fondamenta, ma invece non è cosi, perché lui di fatto aboliva solo l’interpretazione della legge, riportando tutto al senso letterale e significato originario. te che sei ebrea questo lo puoi capire, perché se avesse detto avete letto che fu scritto ma io vi dico, allora si che aboliva la legge, ma dicendo avete udito che fu detto, si riferiva a ciò che il popolo udiva dai maestri, alla tradizione orale per capirci, alla legge degli uomini e non di Dio, e per questo quando parlava con gli scribi e con i dottori e non con il popolo, a loro che erano studiosi gli diceva non avete letto ciò che è scritto? Per concludere ed arrivare al punto molto molto importante però. Non poteva essere re e e giudice Gesù, ma tu lo sai che anche a Mosè gli fu detto chi ti ha costituito capo e giudice su di noi ( proprio quando chiese a chi aveva torto perché picchi tuo fratello, ed in pratica gli chiesero chi ti ha mandato e da dove vieni, e non ebbe vita facile presso di loro.
    Andò dal Faraone a chiedere la liberazione del popolo in nome del Dio degli ebrei, ma il faraone inasprì le condizioni di schiavitù, dovendo fare lo stesso numero di mattoni senza paglia. In pratica dovettero porgere l altra guancia senza potersi ribellare, proprio quando gli era stata annunciata la salvezza, e nn piacendo la cosa agli scribi ( perché erano loro ad essere bastonati) andarono dal faraone a difendere la loro causa o quello del popolo non si sa bene, ma di certo a cercare qualche compromesso volendo prendere il posto di mosè per alleviare le dure condizioni, ma il faraone li rimandò indietro chiamandoli sfaticati, e non accettando nessun compromesso , e loro andarono a lamentarsi da Mosè perché li aveva resi odiosi agli occhi del faraone, E il povero Mosè non poteva che andare da Dio ….. ( rileggi il racconto). Non accettò compromessi il faraone sentendosi in un aposizione di forza ed odiano gli ebrei come suoi nemici, e agli ebrei nn restava che porgere l’altra guancia, perché come sai o forse non sai, ma se leggi lo saprai, nessun ebreo ha alzato la mano contro un egiziano ( solo Mosè ma poi sconfitto dovette fuggire anche dagli ebrei per salvarsi la vita). toccava a Dio per mezzo di Mosè fare conti con il faraone, e se leggi il racconto vedi che man mano il faraone voleva poi scendere a compromessi, ma Mosè non glielo ha mai consentito ed accettato. Nemmeno un unghia del nostro bestiame resterà in terra d’Egitto gli disse, ed era uno scontro fino al limite, fra la vita e la morte. Occhio per occhi dente per dente, e se all inzio erano i figli degli ebrei che il faraone voleva far morire, alla fine il Signore i primogeniti d’Egitto sterminò.
    Per non portarla lungo e tirare le fila perché molte cose bisognerebbe dire, gli ebrei poserò l altra guancia per essere liberati dall’egitto e Dio mise in pratica il principio occhio per occhio così come è scritto, perché non esiste risarcimento monetario per equivalente di fronte al tribunale celeste, ma solo vita per vita, perché con la nostra vita dovremo fare i conti.
    L’ebraismo si basa sul diritto e sulla giustizia, perchè diritto è giustizia sono le basi del trono di Dio dice davide in un salmo, ma colui che siede sul trono è misericordioso e grazia e benevolenza camminano davanti a lui. ( e tutto sta se amiamo solo le basi del suo trono o anche colui che siede sul trono)
    E qui per capire bisogna separare le cose usando l extrema ratio senza scendere a compromessi e fare confusione. Che cos’è la giustizia? Al limite al di la del suo contenuto, nn è altro che l’accertamento della verità, ciò che nella torah è compito dei testimoni appurarla e dei giudici giudicare,anche se scoperta la verità la giustizia viene da se. Ma in ogni ordinamento giuridico nessuno può farsi giustizia da se, essendo compito dei tribunali, sia terreni che celesti, e quando nn esistono obbligazioni giuridiche da far valere di fronte ia tribunali, si sono le obbligazioni naturali che contano ancor di più……….
    ed ora mia cara, come gli ebrei in Egitto per essere liberati, Gesù testimoniando e lottando solo per la verità senza scendere a nessun compromesso, lasciò a Dio ogni giustizia ( Così come fanno tutti nella Bibbia, Abramo, Giacobbe, Giuseppe, Davide, etc) Lui pose l altra guancia letteralmente così come aveva detto, e Dio letteralrmente pone in pratica il principio di equità e gisutizia occhio per occchio dente per dente.
    possono sembrare tanto diversi Dio e Gesù, uno il contrario dell altro proprio in questi principi, ma io e il padre siamo una sola cosa, perché al limite la giustizia e la verità sono una sola cosa.Le leggi di Dio sono verità e giustizia dice Davide, E per concludere c’è un passo del salmo di Davide che dice: Giustizia e pace si baceranno, misericordia e verità si incontreranno, la verità germoglierà dalla terra e la giustizia scenderà dal cielo.
    Capito? la Giustizia scenderà dal cielo, ma la verità germoglierà dalla terra, e compito del Messia come quello degli ebrei, è testimoniare e far conoscere qui in terra la verità lasciando a Dio la giustizia, E la verità si deve incontrare con la misericordia….. perché Dio è misericordioso
    I tuoi maestri invece pensano all incontrario pensando che compito del messia è realizzare la giustizia, ma pur vedendo ogni cosa in un ottica sbagliata, ed avendo una falsa concezione delle cose, al limite hanno ragione, ma proprio per questo Gesù è venuto a convincere il mondo quanto a giustizia, così come disse..Ma parlava della giustizia di Dio e nn quella umana, ma che cos’è la giustizia di Dio? Bella domanda e dovrei parlare ancora a lungo e ti confondo lo so
    Giustizia e pace si baceranno, e re di giustizia e di pace è Melkisedek, sacerdote del Dio altissimo creatore del cielo e della terra, che quando cessò dalle opere sue in pace si riposò con se stesso avendo ogni cosa secondo giustizia, Ci ha pensato Dio fin dalle origini alla giustizia, e se non avesse già portato tutto a compimento nella sua prescienza ed onniscienza, mai si sarebbe riposato in pace.
    Sulla giustizia si regge e basa il mondo essendo il fondamento del trono di Dio, ma sulla misericordia vive il mondo, camminando insieme l uomo e Dio verso la conoscenza della verità, finché tutto viene unito e ricondotto a Dio.
    Ho ripreso a scrivere qui per pigrizia e per non lasciarvi soli a te e il redattore, perché poi essendo soli litigate fra di voi
    ps
    Mi potreste dire o pensare: nella pasqua ebraica è morto il figlio del faraone, in quella cristiana il figlio di Dio, o semplicemente un ebreo. Ma dove porre la parola fine di una storia? Perché nessun ebreo uscito dall’egitto entrò nella terra promessa, avendo rinnegato il nome del Signore proprio alla fine, proprio al limite ( un pò come fece Pietro che disse che non conosceva quell ‘uomo, anche loro a Corna gli volsero le spalle). Morirono tutti nel deserto per paura della morte al bivio della terra promessa, mentre nella pasqua cristiana si dice che Gesù è resuscitato, e c’è chi crede e chi non crede, ma chi non crede, dovrebbe ammettere che non gli resta che prenderà atto che può solo morire nel deserto senza poter entrare nella terra promessa.
    Ciao

    Rispondi
  17. Antonella

    Anonimo la tua alterazione psichica è ormai una costante tanto reiterata da assurgere a normalità.

    Sguardo a Sion ti prego, urge uno stregone esorcista che ci liberi da questo alienato mentale e da questa pestilenza. 😵😜🤪

    Rispondi

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