Leggere la Bibbia con i rabbini – Lezione 2: Il frutto proibito (audio)

Dopo la prima lezione incentrata sulla ribellione del suolo e degli alberi di cui parla il Midrash, proseguiamo la nostra lettura della Bibbia affiancata dai commenti degli antichi Maestri e torniamo a parlare di alberi da frutto, questa volta focalizzandoci sul misterioso frutto proibito del giardino dell’Eden.

Tre opinioni rabbiniche riportate nel Talmud (Berakhot 40a), che sembrano affrontare un argomento poco rilevante, ci permetteranno di ricavare tre chiavi di lettura utili a interpretare la vicenda biblica di Adamo ed Eva.

18 pensieri su “Leggere la Bibbia con i rabbini – Lezione 2: Il frutto proibito (audio)

  1. Mattia

    Ciao. Grazie di questa seconda lezione.

    Sembrerebbe che il verbo desiderare abbia la stessa radice del frutto etrog (cedro). Per questo vi è un’interpretazione secondo la quale il frutto del Gan Eden sia un cedro.

    Sapete dirmi se può essere interpretazione corretta e se l’ho riportata in modo corretto?

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  2. Luciano Rutigliano

    Commenti sempre interessanti. Mi piace proporre il commento di Rashi:
    «Per quale ragione la Scrittura non indica chiaramente il nome dell’albero? Perché Qadosh BarukhHu non desidera umiliare nessuna delle Sue creature; altrimenti gli uomini coprirebbero di vergogna quest’albero, dicendo: “Questo è l’albero a causa del quale il mondo è stato colpito!” Ciò è affermato nel Midrash Tanhuma».
    (Genesi Rabbah XIX 7)

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  3. anonimo

    caro redattore ho avuto modo di scrivere diversi commenti sull’argomento nel tuo articolo sul peccato di Adamo ed Eva. Tu seguendo gli insegnamenti dei tuoi maestri parli di armonizzare i testi biblici leggendoli in parallelo, ma poi invece li spezzetti a tuo piacimento, tagliando ciò che non ti piace ( sempre seguendo i tuoi maestri). Questa non è esegesi dicono alcuni, ma iesegesi, ossia far dire al testo quello che a noi più piace. I bambini non conoscono il bene il male, disse Mosè, ma perché ometti di dire che Mosè disse che loro sarebbero passati ed entrati nella terra promessa, e non invece coloro che avevano udito al Sinai la voce di Dio, e tutti i prodigi e miracoli che aveva operato fino ad allora? Perché ometti di dire che il Signore Dio ha detto che certamente morirà chi mangia di quell’albero? Voi foste presuntuosi disse Mosè, pensando di poter fare delle parole di Dio quel che volete e che sia sempre lui a seguire voi. Forse è il fico, ma se il fico simboleggia la torah, allora perché viene detto che è l’albero della vita a simboleggiare la torah? Ho già avuto modo di dirlo, piuttosto che discutere quale frutto c’era su quell’albero, sarebbe meglio chiarire una volte per tutte quale albero simboleggia la torah, cosi da decidere cosa mangiare senza zoppicare da entrambi i piedi, come diceva Elia, O di qua o di là.
    Comunque vorrei che mi chiarissi una cosa se puoi. Nella mia Bibbia tradotta in italiano, c’è scritto che era l’albero della vita posto in mezzo al giardino, mentre quello del frutto proibito non si sa dove fosse. Tu invece hai detto che era l’albero della conoscenza posto in mezzo al giardino, come ho sentito dire anche da altri. Ma al di là delle interpretazioni umana, vorrei sapere solo cosa dice il testo originario, il senso puramente letterale.
    Grazie

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    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Caro anonimo, è da tempo che ripeti queste argomentazioni, a cui ho già ampiamente risposto, per cui potrei invitarti a leggere ciò che ci siamo detti altrove, ma per maggiore chiarezza riassumo qui:
      – Non ho omesso proprio nulla (ho pubblicato un commento verso per verso della Genesi, quindi le omissioni non sono proprio il mio forte). È vero che sta scritto che sarebbe morto, e con questo? Vuoi dire che la conoscenza del bene e del male è qualcosa di negativo, che va rigettata? Sei libero di avere le tue idee, ma ti invito a non dire che io spezzetto la Bibbia a piacimento, perché non è così.
      – Come ti ho già scritto in passato, dal testo ebraico si può legittimamente comprendere che entrambi gli alberi fossero in mezzo al giardino, e non lo dico io (che non ho alcun titolo), ma il grande ebraista Cassuto. Ti faccio notare però che “nel mezzo del giardino” non indica un centro geometrico preciso. “Betokh” è un’espressione che può significare nel mezzo, all’interno, sotto etc.

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  4. Antonella

    Nel Libro non è specificato di quale frutto si trattasse. Anche se molti commentatori hanno ritenuto che fosse un fico, dato che le foglie di questo albero vennero utilizzate da Adamo ed Eva per coprirsi, ricevendo una conferma dal ‘Testamento di Adamo‘, libro apocrifo, in cui Seth domanda al padre Adamo quale sia stato il frutto che ha causato la sua perdizione, ottenendo come risposta proprio un fico. Ma la fantasia umana si èpoi sbizzarrita: altri hanno ipotizzato che si trattasse di un grappolo d’uva, di un cedro o di un melograno ecc……una cosa è certa: non lo sapremo mai.

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  5. Antonella

    Scrive Anonimo :sarebbe meglio chiarire una volte per tutte quale albero simboleggia la Torah, cosi da decidere cosa mangiare senza zoppicare da entrambi i piedi, come diceva Elia, O di qua o di là.

    RISPOSTA; il cedro, è l’albero della bellezza; ha sia un buon sapore che un gradevole profumo,
    simbolo di chi studia la Torah e compie buone azioni, è saggio, sapiente e generoso.

    un’altra cosa nel mezzo del giardino è scritto c’erano 2 alberi l’albero della Vita e l’albero della Conoscenza. Comunque il problema non è dove stava, in centro, a lato, o per pendicolare, La cosa importante è che nel giardino in Eden Dio “aveva fatto germogliare” (aveva piantato e non piantò) questo per dire che i due alberi esistevano già prima che Dio vi collocasse l’uomo. Dio aveva dato un ordine ben preciso all’uomo “non mangerai” che se ci pensi bene assomiglia alla formulazione dei 10 comadamenti. Infine in Bereshit non c’è nessuna riflessione sulla morte, ma sulla vita tormantata dell’uomo , oppressa dall’angoscia e dalla sofferenza.

    NB: Sei cristiano vero? Quali sono i tuoi maestri?

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  6. anonimo

    E chi titolo ha il grande ebraista Cassuto? Chi era costui? Era forse con Dio quando ha piantato gli alberi nel giardino? Se forse ( ma non è proprio cosi) a Dio è piaciuto confondere il bene e il male su di un albero, il grande ebraista ha confuso anche gli alberi, cosi come fece Eva quando peccò, e cosi non ci resta che discutere del frutto che c’era su quell’albero. Ma se cosi fosse è meglio che la studiassero i bambini la torah, almeno loro passarono a corna. Ma il frutto bisogno mangiarlo o meno? Il racconto è allegorico come dicono i tuoi lettori, ed ognuno lo interpreta come vuole, e mangia ciò che più gli pare , a secondo dell’appetito. E Dio ride come sta scritto, o forse piange per amore, ma di sicuro annullerà la sapienza dei sapienti e distruggerà l’intelligenza degli intelligenti, come sta scritto, perché solo per amore del suo nome, lui stesso realizzerà ogni giustizia, anche se noi uomini scherziamo con la sua misericordia. Chiedi a me se è negativo conoscere il bene e il male,ma perché non lo chiedi direttamente a Dio mi verrebbe da dirti. Chi sono io per risponderti, ho provato ma non mi segui. Chiedete e vi sarà dato diceva Gesù, e ritornate a me ed io farò ritorno a voi dice il Signore. Hai forse paura che il Signore non manterrà le sue promesse e non ti risponderà? Perché anche se non prende mai sonno, sembra che gli piaccia star sempre in silenzio. Ma se ve l’ho già detto e non mi credete, posso mai sprecare invano il mio fiato, io che appena parlo creò sempre qualcosa? Ma se quando ha cessato da tutte le sue opere ed ha portato ogni cosa a compimento, in pace si è riposato ,forse sta zitto il Signore, perché tutto ha giù previsto nella sua prescienza, e magari bisogna chiederlo ad Eva perché ha detto che è stata ingannata dopo aver mangiato di quel frutto. Tu che seguendo i tuoi maestri ( il pensiero degli uomini), dici che mangiando di quel frutto si diventa come Dio, perché Eva invece ha detto che è stata ingannata? Non ha capito proprio niente nè prima e nè dopo verrebbe da dire. tutto confuso, ma sia confuso chi tradisce per un nulla diceva Davide.
    Perdonami se cadendo in tentazione ogni tanto ritorno sempre sulle stesse cose, ma bisogna cercare la verità e non divertirsi con infinite discussioni mentali.
    Non te la prendere se ti dico che tu spezzetti, ma il Signore è infinito, sempre oltre, e se non vai oltre è logico che spezzetti, e spezzettando lo limiti e lo imprigioni. Ma se vuoi sarà lui a portarti oltre, basta seguirlo con il cuore.

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  7. anonimo

    Se non ti risponderà, è perché contano le domande nell’ebraismo, e forse ti farà tante domande. Solo domande su domande, finché capirai che quando vuoi essere tu o i tuoi maestri a dare risposte, spezzetti e limiti Dio.

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  8. anonimo

    Per Antonella:
    Sono cristiano, almeno piacerebbe esserlo per poterlo dire senza essere ipocrita.
    Il maestro è uno solo, come uno solo è il re ed uno solo il Signore, colui che come diceva Paolo è la scienza e la potenza di Dio. Se poi per gli ebrei è San Paolo ad aver creato il cristianesimo, è comunque un ebreo il cui unico vanto è di non esser secondo a nessuno in fatto di torah. forse la troppa scienza gli ha dato alla testa come gli dicevano i romani, o forse si è abbandonato alla follia, ma è affascinante scoprire se c’è del metodo dietro la sua follia.
    Da altri commenti mi sembra che sei brava a farti domande, ma le risposte mi sembrano poco sensate e poco logiche. Sarà la morte la sofferenza etc etc, ha parlato al futuro il Signore. Ma il Signore è buono, e di certo non vuole la morte, la sofferenza etc etc, perché lui è solo vita, e se non può morire lui, nemmeno dovrebbe morire l’opera delle sue mani, se come lui ama e mette in pratica la sua torah. L’albero della vita simboleggia la torah, e se mangiando di quell’albero ne moriremo ( e perdiamo tempo discutendone), meglio prestare attenzione a tutti gli altri alberi del giardino, così da poter mangiare di tutto. Cercate la giustizia ed ogni cosa vi sarà data in abbondanza, altrimenti senza giustizia tutti i frutti perdono di sapore. Erano tutti comandi positivi, ed uno solo negativo, e per non aver messo in pratica i comandi positivi, peccarono con l unico divieto. E poi sembra che diventano tutti negativi i comandi del Signore ( non desiderare o non fare) ed uno solo positivo: Amare il suo nome.
    Amare il suo nome, santificare il sabato ed onorare il padre e la madre, e a tutto il resto ci pensa Dio.
    Sei Ebrea?
    Sappi che fece tutto il Signore quando li liberò dall’Egitto, loro ebbero semplicemente fede, e nessun ebreo alzò la propria mano contro un egiziano.
    Solo per fede furono liberati, e quando da uomini liberi ricevettero la legge, peccarono con il vitello, ed a corna non passarono perché disprezzarono il nome del Signore.
    Non hanno messo in pratica l’unico e più importante comando positivo, senza il quale tutti gli altri sono vani.
    Ma solo per capirci, anche Pietro alla fine disse che non conosceva quell’uomo, piangendo amaramente, come anche i tuoi padri piansero a corna. solo che loro vollero cmq andare a combattere e furono sconfitti, invece con Pietro fu Gesù a vincere per lui.
    Ma dico io! Se i rabbini dicono che non ci può essere nulla di male nella torah, e l ‘albero della vita simboleggia la torah, perché volete poi confondere ogni cosa e mangiare dell’altro albero, dove il bene è confuso con il male?
    Se il Signore in pace si riposa perchè non fate anche voi pace con il cervello?

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    1. Sguardo a Sion Autore articolo

      Beato te, Anonimo, che hai il filo diretto con il Creatore. Avrei potuto fare anche io come te, invece di studiare per anni tonnellate di libri scritti da luminari dello studio della Torah. Avrei potuto risparmiarmi tanta fatica e pretendere che il “sapere degli uomini” sia inutile.
      Non è inutile, invece. E ti chiedo per favore di non citarmi ora qualche frase del Vangelo sull’inutilità del sapere degli uomini. Qui si studia la Bibbia ebraica, e lo si fa con criterio razionale, senza prentedere di aver ricevuto la verità dal Cielo. Se non ti piace questo approccio e vuoi ritenerti più esperto di un luminare come Cassuto (benché tu stesso abbia ammesso di non conoscere l’ebraico), allora non so davvero cosa dire.

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  9. Antonella

    Caro anonimo (non nasconderti dietro l’anonimato) e dicci chi sei e come ti chiami innazitutto. Sarebbe educato e rispettoso. Di quello che hai scritto non ho capito un tubo. Fai ragionamenti (se così si possono chiamare) sconnessi e privi di senso, sono senza logica e razionalità. Non hanno né capo né coda. Che c’entra Mosè Paolo Gesù l’ Egitto la fede? Ho capito solo che sei cristiano che vuole convertirci. In chi nel tuo Gesù? O da cosa poi? Boh… Il tuo santo fervore mi fa sorridere e con calma ti chiedo gentilmente di comunicare quello che non riesci a capire di bereshit e del racconto della creazione e del cosiddetto “peccato originale’ magari ponendo domande sensate. Che dici riesci a fare questo piccolo sforzo caro anonimo? Mi dici chi sono invece i tuoi maestri dato che disprezzi tanto i nostri rabbini? A chi dovrei attingere per ricevere lumi sul Tanahk? Mi raccomando fai con calma e senza offendere però eh… Grazie.

    Rispondi
  10. anonimo

    Non moltiplicate i vostri discorsi insensati, perché è solo il Signore colui che sa tutto disse Anna. Il Dio della conoscenza, il cui nome compare per la prima volta nella Bibbia nel suo canto. Non conoscendo l’ebraico me lo sono fatto dire da te questo, e non sai di quante cose importanti ti dovrei ringraziare per alcune spiegazione, e spero di potertene fare dono un giorno. Aveva letto nel suo cuore il Signore, perché è lui che conosce noi, e solo quando ci rendiamo conto che è lui a conoscere noi, possiamo comprendere qualcosa della sua infinità potenza, perché è nel cuore dell’uomo che ha posto il fondamento di ogni cosa. .
    Scusami se stasera ho un pò voglia di scherzare, ma solo perché non sono nello stato d animo per far altro.
    Se non hai il filo diretto con il creatore, si vede che hai bisogno di qualche mediatore, come i tuoi padri ( se sei ebreo) chiesero a Mosè di intercedere per loro presso il Signore.
    Ma anche Mosè una volta disse che non ce la faceva più a portare in grembo il popolo come una balia porta il bambino. Fammi morire gli disse, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, perché non bastandogli il pane voleva anche la carne il popolo. Da dove la prenderai tutta la carne da dare al popolo? Come farai gli disse, Ma nessuno può mai mettere confini alla potenza del Signore, nemmeno coloro che l hanno conosciuto da vicino e a cui ha fatto vedere ogni cosa. Nulla impossibile a Dio, si è forse raccorciato il mio braccio, gli disse; Vedrai se la parola che ti ho detto non si realizzerà. Ma a quale parola si riferisce secondo te?
    Certo se alla fine dopo aver studiato tonnellate di libri, dovessimo scoprire che solo dando da mangiare quaglie al popolo tutte le sere, realizzerà la sua parola, sarebbe davvero un Dio da ridere, e meglio tornare in egitto dove poter aver pane lievitato ed anche un soffritto di cipolle. Ma se davar è anche fatto, la parola deve diventare carne,diventare vita, altrimenti servirebbe solo per lo studio, ma il molto studio affatica il corpo diceva Qoelet, e alla fine sarebbe tutto vanità, perché le parole se li porta via il vento, cosi come fatto poi con le quaglie. Cosa simboleggiano le quaglie per i tuoi maestri? Solo grazie alle quaglie realizzerà ogni cosa?
    E perché quando videro per la prima volta la manna si chiesero che cos’ è questo? Ci vuole stupore e meraviglia presso il Signore perché fa sempre cose nuove.
    Te l ho già scritto che la verità dovrà germogliare dalla terra, ( come antonella dice che il Signore fece germogliare gli alberi del giardino), mentre è la giustizia che scenderà dal cielo, nonostante i tuoi maestri vorrebbero l incontrario; realizzare loro la giustizia qui in terra, invece di camminare sul sentiero della verità divina senza zoppicare da entrambi i piedi.
    Comunque anche la torah mi sembra sia disceso dal cielo come dono di Dio, perché è lui ad averla creata prima di aver creato il mondo, e non mi risulta che ci siano passi dei vangeli in cui viene detto che il sapere umano è inutile. Anzi è il perfetto contrario perché è solo l amore che apre la strada verso la conoscenza. Ma per differenziarsi dal cristianesimo, i tuoi maestri hanno espunto l amore dall’ ebraismo, di fatto emerginandolo. Preferendo la razionalità come dici tu, ma se Diritto e giustizia sono alla base del suo trono, colui che siede sul trono è amore misericordioso. Ma è facile o diffcile credere in Dio? Ma se esiste ed è vero che solo per amore non abbandonerà Israele, è pure vero che è stato lui a dire che sarete i più stupidi di tutti gli altri popoli quando non ci credete e non lo amate, Ma per amare bisogna conoscere, e per conoscere bisogna aver fede camminando insieme a lui.
    Mi è quasi passata la voglia di scherzare perché forse si perde tempo a giocare con le parole.

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  11. anonimo

    Cara Antonella lasciamo stare per ora, perché mi fai sorridere anche tu, salvo rattristarmi se fraintendi pensando che voglia offendere o disprezzare. Che devo chiederti di Bereshit per capirci qualcosa, quale frutto c’era sugli alberi? Uva, mele, cedro, fico e cosi via, ma meglio farsi una macedonia che stare a discutere, mangiando e bevendo finchè la salute ci accompagna. Ma l’uomo è ciò che mangia dicono i medici odierni, cosi che siamo sempre alle prese con lo stesso dilemma nel decidere cosa mangiare. Ma il veleno te lo mangi per scoprire se davvero poi muori? E se credi ai medici e alla scienza, che usano il metodo sperimentale, perché non credi a Dio, pretendendo invece di poterne prima fare esperienza per vedere se ha detto il vero? Tu dici che io ti confondo e non hai capito un tubo, ma è stato il tuo re Davide, a dire che sia confuso chi tradisce per un nulla. Se il bene è il male su quell albero sono confusi, è logico che dopo averne mangiato siamo tutti confusi, sempreché Dio ha ragione avendo detto il vero. Se poi hanno ragione i tuoi maestri e non capisci me, cosa posso dirti, fatti spiegare tutto da loro se ti soddisfa.
    Riguardo la conversione solo un folle potrebbe pensare di convertire un ebreo ad un altra religione, ma ai saggi invece tocca cercare la verità.
    Se poi non ci capisci nulla, sei quasi sulla buona strada mi andrebbe da dirti scherzando. Anche Qoelet, dice che di Dio non ci aveva capito nulla, e pensa un pò che parlava sotto il nome di Salomone, colui che aveva ricevuto direttamente da Dio la capacità di discernimento tra il bene ed il male. .
    Non so chi sei, cosa fai e cosa ti piace, ma se ti piace capire, prova a tralasciare tutti gli altri libri e spiegazione per un pò, e leggi solo la bibbia, sia il tanak che il cristianesimo. La leggi come un romanzo o un libro di storia., e poi se vuoi ci sentiamo.

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  12. Antonella

    Caro anonimo ribadisco quanto ti ho scritto sopra. Che dire poi della tue risposte date sia a Sguardo a Sion che alla sottoscritta? NO COMMENT!!! Perché sono davvero allucinanti. I tuoi scritti decisamente irricevibili e senza senso.

    Rispondi
  13. Alessio Rando

    Caro Anonimo, anche io sono cristiano. Ti vorrei far notare che il tuo modo arrogante di porti è ben lungi dalla mitezza che Gesù invita ad avere. Il tuo modo di porti e fonte di scandalo e di vergogna per lo stesso Cristo in cui affermi di credere.
    Se non ti piace l’esegesi proposta da questo sito, puoi benissimo rifiutarla, senza però infastidire e proclamare quella che secondo te sia la “verità assoluta”. Tu ammetti di non conoscere l’ebraico, allora dovresti avere un po’ più di umiltà nei confronti di chi lo sa.
    Vorrei farti anche notare qualcosa che forse ti è sfuggito: Gesù e gli apostoli erano ebrei, e il loro approccio alle cose di Dio era un approccio ebraico. Vorrei anche ricordarti le parole dell’apostolo Paolo che afferma di non insuperbirsi nei confronti di Israele (Rm 11:18), poiché ad esso il Signore affidò le Sue rivelazioni (Rm 3:2).
    Ti vorrei fare anche riflettere sul fatto che il cristiano è chiamato ad essere trasparente e non a nascondersi nell’anonimato.

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  14. anonimo

    Che il mio modo sia scandalo e vergogna è un pò esagerato credo. Poi non credo che io sia arrogante, ma a volte un pò ironico, solo perché trovo che dei commenti siano poco rispettosi delle scritture. Tu ricordi a me che Gesù e gli apostoli erano ebrei, come se fosse una scoperta dei sapienti moderni. Sono duemila anni che sulla croce è scritto che è il re dei giudei, e come re fu crocifisso. La questione quindi non è se era ebreo o meno, un profeta o maestro come tanti, ma solo se è il Re dei giudei.
    Riguardo all’anonimato, il primo ad essere anonimo è l autore del sito. Tu lo sai per caso come si chiama?
    La mia non è presunzione, perché mi piacerebbe solo testimoniare la verità, senza giudicare mai nessuno, e la verità è una sola, che Dio è solo amore e non giudice.
    Volete conoscermi, e con piacere se volete si può organizzare una cena a Roma per chi è di Roma, ma di certo non per litigare e discutere sulle scritture.

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