Quando si parla di “buona novella” e di “salvezza”, in genere si pensa immediatamente al messaggio di redenzione spirituale del Cristianesimo. Ci si può allora chiedere: esiste forse anche una “buona novella” contenuta nella Bibbia ebraica?
Categoria: Tanakh (Bibbia ebraica)
I diritti delle minoranze nella Torah
Uno degli aspetti più significativi della Torah è l’enfasi che essa pone sull’amore e sulla protezione rivolti al gher, lo straniero.
L’importanza attribuita al trattamento degli stranieri da parte degli Israeliti è immensa. Essa deriva da ciò che gli Israeliti stessi dovevano aver appreso dalla loro esperienza di esilio e sofferenza in Egitto.
“Lascia andare il mio popolo”: la frase mai detta
La celebre frase “Lascia andare il mio popolo”, che richiama alla mente l’immagine di un Mosè coraggioso e sfrontato al cospetto del temibile Faraone, ha ispirato generazioni di individui oppressi e di comunità in lotta per l’indipendenza.
Le origini di Mosè
Come tutte le storie bibliche più famose, raccontate ai bambini nella forma di fiabe e divenute oggetto di suggestive rappresentazioni cinematografiche, anche la vicenda della nascita di Moshè (e della sua adozione da parte della figlia del Faraone) si rivela in realtà molto più complessa e ricca di significati di quanto spesso si pensi.
Le radici profetiche di Hanukkah
Hanukkah, in quanto festività post-biblica, non possiede una fonte diretta nella Bibbia ebraica. I Saggi d’Israele, però, hanno associato a questa festa un brano del libro di Zaccaria. Per quale motivo?
Il “doppio rapimento” di Sarah
Sarah, moglie di Abramo, subisce per due volte il dramma di essere presa in sposa forzatamente da un re straniero. I due racconti del “rapimento di Sarah”, molto simili fra loro, creano da sempre perplessità nei lettori. Qual è il senso di questa apparente “duplicazione”?